Da qualche tempo, si insinua sempre più spesso la polemica fra destra e sinistra sulla valenza da dare al giorno della Festa della Liberazione, il 25 aprile.
La sinistra esalta questa ricorrenza come massima celebrazione della liberazione dall’oppressione nazifascista, nel ricordo dei tanti partigiani che lottarono per la libertà.
Dall’atra parte si tende a minimizzare l’oppressione fascista e si vuole ridimensionare il significato della Festa.
In effetti, a Ragusa, cittadina di grandi tradizioni di sinistra, l’attuale amministrazione non ha fatto granché di propaganda per la ricorrenza, in linea con le più diffuse tendenze della destra.
Lo testimonia lo scarno post del Sindaco Cassì, sulla sua pagina fb, che riportiamo: “Per ribadire i principi di libertà, unità, autodeterminazione, democrazia su cui si fonda la nostra Repubblica, valori attorno ai quali stringerci sempre e specialmente nel momento in cui in Europa è in corso un’aggressione militare che li rinnega.”
Nessuna foto particolare, solo un momento della cerimonia di deposizione di una corona d’allor alla Stele per l’Unità d’Italia, in piazza del Popolo, nessun post sulla pagina del Comune.
Non sappiamo se questa carenza di informazione sui social sia dovuta alle solite carenze di comunicazione del palazzo, ma fino al momento in cui scriviamo non è arrivato nulla dall’Ufficio Stampa del Comune.
Considerando la mole di comunicati propagandistici e di resoconto, del Sindaco e del Palazzo, si trova conferma del profilo basso che si vuole far afferire alle Celebrazioni per la Festa della Liberazione.
Ma un particolare ha suscitato sconcerto e delusione fra quanti attribuiscono gradissimo valore alla ricorrenza.
Era stato, per primo, un dirigente della Federazione provinciale del Partito Democratico ad eccepire che, nel corso della cerimonia, non si fossero ascoltate le note di ‘Bella Ciao’, ormai colonna sonora di tutte le manifestazioni della sinistra, e non solo in Italia, ma, piuttosto quelle del ‘Piave mormorava’ che ricorda gli eventi non della Seconda guerra mondiale e della liberazione dall’oppressione nazifascista ma della Grande Guerra.
Ha scritto il dirigente PD: “Ditelo al Sindaco che ieri era il 25 Aprile e non il 24 maggio e il Piave mormorava….
Signor Sindaco, Bella Ciao non è divisiva!!! Mette l’orticaria ai fascisti latenti e ce ne sono tanti nelle istituzioni, ieri il Presidente Mattarella nel suo discorso ha menzionato Bella Ciao.
Ieri sono stati cancellati i partigiani e tutti gli antifascisti a Ragusa. Che brutta pagina…”
Sembrava una polemica destinata ad esaurirsi, ma invece la polemica monta: ecco un altro post, che riporta anche il testo di una lettera che sarebbe stata inviata al sindaco Cassì:
“Come ogni anno partecipo ben volentieri alla manifestazione per la ricorrenza della data che ha portato gli italiani alla liberazione dal nazifascismo.
Quest’anno la mia partecipazione è durata pochi minuti perché la manifestazione è iniziata con la banda che intonava “la leggenda del Piave” che celebra un’altra guerra, la quale evoca motivazioni e momenti storici diversi.
Tornando a casa ho sfogato il mio malumore con amici che hanno condiviso con me la stessa amarezza.
Una di queste ha scritto per me una nota al nostro SINDACO che qui di seguito pubblico :
“Egregio sig. Sindaco, oggi abbiamo riunito un gruppo di amici a casa per festeggiare insieme il 25 aprile …la Festa della Liberazione… lo facciamo ogni anno e quest’anno avevamo un incentivo in più, perché l’invasione dell’Ucraina ci riporta indietro agli anni più bui dell’ultima guerra mondiale e il brindare insieme diventa quasi esorcizzare il malcelato terrore di doverne rivivere un’altra ancora più feroce.
Uno dei miei più cari amici, Franco Paparazzo, era reduce dalla manifestazione che ogni anno l’amministrazione comunale organizza per questa data.
Ha abbandonato la manifestazione disgustato, deluso e amareggiato, perché le uniche note che sono state intonate sono state quelle della leggenda del Piave…. e non di Bella Ciao…la leggenda del Piave?????? E cosa ha a che fare con la Festa della Liberazione….
Siamo tornati indietro di una guerra??? E perché mai? Il 25 aprile è la Festa della Liberazione dall’invasore… e per traslato la liberazione di qualunque paese da qualunque invasore… e l’inno dei paesi invasi e poi, per fortuna , liberati… è Bella ciao…. ma non in Italia… in tutto il mondo e in qualunque lingua e di certo non connota alcuna parte politica.
Le note che hanno accompagnato tutti i cortei in tutte le piazze di ogni paese piccolo o grande d’Italia oggi appartenevano a Bella Ciao. Il nostro amato presidente Mattarella ha sottolineato il valore di quest’inno nel discorso ai cittadini di Acerra, paese martoriato dall’occupazione nazista… e noi, a Ragusa, ci consentiamo il lusso di ignorarlo??? E con quale motivazione???
La motivazione… filtrata tra i partecipanti alla manifestazione, e se è vero oso sperare con un po’ di vergogna, è che è stata proibita l’esecuzione del brano…. E con quale giustificazione? Ma guarda un po’… una proibizione per la Festa della Liberazione!!
Questo è ancora più strano, perché evidentemente non si è trattato di ignoranza o disattenzione , ma di un atto dispotico e settario mentre si festeggia la liberazione!!!! Un ossimoro.
A quel punto abbiamo tutti intonato Bella ciao, brindando alla memoria del comandante Roma, papà di Franco, che per la liberazione ha combattuto e che forse oggi si rivolta nella tomba …. e speriamo che qualcun altro venga a liberare noi dall’ignoranza e dalla faziosità.”
Non sappiamo che sviluppi assumerà la querelle, possiamo dire solo che il sindaco e la sua amministrazione hanno un taglio di destra, sono stati appoggiati in campagna elettorale dal centro destra e segnatamente da una larga fascia giovanile appartenente a Fratelli d’Italia che fu il trascinatore della candidatura presa in mano, poi, gestita e coordinata, da Ciccio Barone.
A parte la rottura politica con Fratelli d’Italia, il Sindaco Cassì ha voluto sottolineare la sua totale lontananza dai partiti, che dovrebbe segnare anche una eventuale ricandidatura per le prossime comunali.
Un Sindaco di destra, inequivocabilmente, se non altro perché di destra molti dei suoi elettori che cercavano il cambiamento, cambiamento che, invero, non è arrivato, lasciando spazio a personaggi della vecchia politica e, addirittura, cercando di intessere rapporti per alleanze future con esponenti del centro sinistra e con grillini della prima ora.
Sarà interessante una eventuale replica del primo cittadino alle proteste in atto.
