29 gennaio 2024: a Ragusa, il Consiglio comunale delle verità

Era una seduta del consiglio comunale attesa, per i fatti verificatisi nella seduta precedente, l’attacco e l’aggressione verbale alla vicepresidente del consiglio, da parte del consigliere Iurato di Ragusa Prossima.
A parte le dichiarazioni del consigliere Zagami, dal quale, successivamente Ragusa Prossima aveva preso le distanze, e dei consiglieri di opposizione Firrincieli e Calabrese, delle quali ci occupiamo in altra parte del giornale, la seduta non ha visto atti consequenziali alle dichiarazioni inoltrate, la stessa storia di quando il consigliere comunale della lista De Luca, Buscemi, inoltrò sostanzialmente le stesse rimostranze alla Caruso come componente della nuova DC di Cuffaro, precisò che non voleva stare in maggioranza con elementi cuffariani, ma dimenticò subito dopo il fastidio, una guarigione miracolosa.
In pratica, come abbiamo già analizzato, la conferma che il civico consesso è ormai una farsa napoletana, come anche acclarato dagli interventi dei consiglieri Zagami e Firrincieli.
Ma oltre a questi, ci sono stati spunti importanti, in una seduta ispettiva, con due sole interrogazioni di non grande importanza, che ha visto interventi particolarmente interessanti, dai quali sono scaturite particolari verità.
Una verità, venuta fuori nei giorni scorsi, confermata nell’intervento del consigliere Mauro: i vertici di Iblea Acque hanno commesso errori gravi nell’espletamento delle procedure per i bandi dei concorsi, come ha potuto rilevare Mauro nella sua ottima azione di verifica e di controllo, riconosciuta dal sindaco Cassì che è anche Presidente del Comitato di Controllo Analogo della società dell’Idrico Integrato.
Ma non solo una prima volta, anche in una seconda fase sono stati commessi errori e nessuno ha controllato
Diciamo nessuno perché tutti danno la croce addosso al sindaco Cassì, a Ragusa un motivo per fare opposizione, qualcuno si spinge a chiedersi dell’operato dei 5 sindaci facenti parte del Comitato, pochi degli altri sindaci chw non sono stati in condizioni di accorgersi o di volersi accertare della regolarità delle procedure, soprattutto dopo le prime avvisaglie delle irregolarità: in pratica una provincia allo sbando, con settori importanti di comune interesse, nelle mani di autorità forse non all’altezza dei delicati compiti da assolvere.
Oltre a questa verità, è venuto fuori l’atto corretto, del sindaco Cassì, di ammettere le responsabilità e di accollarsi tutte le colpe, ma Mauro ha chiesto in aula il perché chi ha sbagliato non paga, ponendo, di fatto, un ostacolo al regolare processo democratico. Per Mauro si sta acclarando un principio di diseguaglianza sociale, non si vuole riconoscere di aver fatto partire una società in fretta e furia, co, il miraggio dei fondi PNRR che non sono arrivati, altro vulnus di cattiva progettazione e di approssimazione nelle strategie dei sindaci che hanno premuto per l’immediata costituzione della società.

Parallelamente, è venuta fuori la posizione insolita del capogruppo del Movimento 5 Stellle, Sergio Firrincilei, che ha acclarato un’altra verità, quella di una vicinanza all’amministrazione, sotto la maschera dell’opposizione propositiva, prima un appello al sindaco a fare chiarezza all’interno della sua maggioranza, ma senza infierire, parlando di opera dei pupi e, sostanzialmente, affermando, senza essere smentito, della composizione eterogenea della coalizione dove, come dice il sindaco, si trovano sensibilità diverse, da Cuffaro a Calenda, da Lombardo a De Luca a Fratelli d’Italia, in un pout pourri di anime pronte ad agitarsi appena verranno a galla interferenze fra l’alleanza locale e quelle in sede regionale per le prossime consultazioni.
E per i vertici di Iblea Acque il grillino in abito blu non chiede la testa ma parla di start up dove ci sta l’errore.
Più comodi di così, per l’amministrazione, la posizione e l’atteggiamento di Firrincieli non potrebbero essere.

Poi le verità del consigliere Bitetti che da politico e da medico ha messo in risalto le gravi disuguaglianze perpetrate sul territorio provinciale, per la sanità, con uno sbilanciamento per il versante modicano per la medicina ospedaliera e per quella del territorio.
Un depotenziamento della sanità del capoluogo, determinato, certo, dai vertici dell’ASP, con il consenso dei vertici regionali, ma scelte che tutti considerano di natura politica sotto la spinta di ben identificati personaggi.
Gli stessi che, ora, forse, secondo le notizie che circolano, avrebbero tirato troppo la corda e hanno visto perdere il giocattolo.
Si indignano tutti per pratiche comuni, un tempo c’erano gli onorevoli del versante ipparino a prediligere le proprie strutture ospedaliere, a Modica c’è sempre stata una costante attenzione per le strutture e i professionisti locali, attenzione favorita anche dalla presenza di più notabili politici.
Ma del tutto particolare è stata la verità tirata fuori dal sindaco Cassì, in aula, in un intervento ufficiale, quando conferma le voci, da noi anticipate, che nella roulette delle nomine dei vertici delle ASP siciliane, il giocattolo sanità sia passato nelle mani di Fratelli d’Italia, tanto da dire al consigliere Bitetti: “Non si danni, sembra che il partito di riferimento sarà il suo”.
Con il suo stile ecumenico, Cassì ha voluto distinguersi dalla massa dei politici che lavorano per il proprio territorio e ha propugnato la tesi secondo la quale i reparti debbono essere spalmati sul territorio, senza duplicazioni fra centri vicini, senza tener conto della centralità del capoluogo, dell’importanza del ‘Giovanni Paolo II’ e del fatto che negli anni è stata frenata la crescita del nosocomio di Ragusa, con varie strategie, mentre le altre strutture sono diventate alla pari, di I livello, e si continua a tenere a freno lo sviluppo dell’ospedale di Ragusa.
Di buono c’è che Cassì vorrebbe sollecitare il completamento del nuovo ospedale di Ragusa, ma se dovesse dipendere dai suoi atteggiamenti moderati, rispettosi, politicamente corretti, sarà più facile che il ‘Giovanni Paolo II’, nella migliore delle ipotesi, sia derubricato a residenza per anziani.
Intanto vediamo come i nuovi padroni della sanità faranno crescere l’ambito ipparino, quando ci sarà un onorevole ragusano in maggioranza, a Palermo, potremo sperare di progredire anche noi.
Come accennato, ammesso anche dal sindaco l’insieme delle sensibilità diverse in seno alla coalizione, di fatto non ha negato la presenza in maggioranza dei partiti, come era stato, invece, del tutto escluso agli elettori. Come abbiamo avuto modo di rilevare, ci sono forse più partiti che liste civiche.
Un tempo, e in altri paesi, per uno scandalo simile, per una così plateale falsità, sarebbero andati tutti a casa, solo per aver preso in giro l’elettorato.
Oggi si ride della cosa.

Ultima verità venuta a galla, una delle cose che tutti avevano capito e tutti sapevano: per il verde pubblico non ci sono fondi sufficienti a coprire le esigenze, il fabbisogno effettivo.
Solo di recente, nel bilancio, c’è stato un impinguamento dei fondi destinati, si spera che gli stessi fondi a disposizione potranno crescere negli anni prossimi, ma difficilmente si potrà arrivare a regime con la manutenzione ordinaria e straordinaria del verde pubblico.
Lo ha ammesso l’assessore al ramo, in persona, si vive quasi alla giornata, privilegiando, naturalmente, le emergenze, la vastità del territorio, di cui parlava sempre il predecessore al ramo, non consente interventi immediati per tutti gli spazi verdi, per le aree verdi che, vogliamo ricordare, non sono quelle su cui si interviene per scerbature che dovrebbero essere oggetto del settore manutenzioni e pulizia della città.
E questo afferisce anche al nuovo appalto per la raccolta dei rifiuti: molto verde, non controllato, incolto, i cigli stradali, il verde che fuoriesce dai muri antichi a Ibla, quello che spunta dai marciapiedi, va ascritto ai rifiuti, alle manutenzioni cittadine, il verde pubblico sono alberi, aiuole, giardini, parchi che devono avere una manutenzione regolare e devono essere regolarmente piantumati.
Ma questo sarà difficile farlo capire.

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