di Cesare Pluchino
Critiche opinabili del segretario del primo circolo PD per una Ragusa che sarebbe città senza memoria, stroncate dal Presidente del Consiglio Comunale e disattese dal capogruppo del partito
Sulla scia della febbre da comunicato che ha pervaso partiti, associazioni e movimenti per i fatti legati alla celebrazione della Giornata della memoria, va registrato il comunicato del segretario del circolo “Pippo Tumino” del Partito Democratico di Ragusa, Gianni Lauretta, intervenuto “sulle mancate celebrazioni in città che avrebbero dovuto essere legate alla “Giornata della memoria”.
Secondo Lauretta, mentre “ non c’è stato posto in Italia che non ha celebrato il giorno della memoria per commemorare le vittime dell’Olocausto, e in provincia, nei vari comuni, le Amministrazioni locali hanno organizzato insieme con gli istituti scolastici manifestazioni di alto profilo didattico per non dimenticare cosa è stata la tragedia della Shoah” a Ragusa, l’Amministrazione Piccitto e il Presidente del Consiglio non hanno memoria.
Dice Lauretta, in un suo comunicato, che “non bisognava riempire la giornata per dare vita ad una retorica commemorazione bensì fare in modo che la stessa potesse diventare momento di straordinaria educazione alla pace dei popoli, bene supremo”, recriminando, poi, sull’annullamento di una manifestazione organizzata da un’associazione di giovani.
Il Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Iacono ha inteso rispondere alla nota trasmessa alla stampa da Giovanni Lauretta Segretario del Circolo del Pd “Pippo Tumino” in merito alla “Giornata della Memoria”.
Di seguito il testo della dichiarazione del Presidente Iacono:
“La giornata della memoria si è celebrata in Consiglio Comunale, per la prima volta, solo con la Presidenza Iacono, Presidente del Consiglio Comunale di Ragusa. Dispiace che il livello politico sia a livelli così bassi da polemizzare anche sulle questioni più drammatiche della storia dell’umanità.
In un mondo di bugie, la verità dei fatti viene cancellata, diventa scandalo.
Sono stato accusato da Gianni Lauretta, segretario di uno dei circoli del PD, di non essermi ricordato della ricorrenza del ‘Giorno della Memoria’.
Su mia iniziativa il 27 gennaio 2014, per la prima volta, il Consiglio Comunale di Ragusa ha effettuato una significativa celebrazione in memoria dell’Olocausto e della Shoah, con la lettura, da parte di diversi Consiglieri, delle testimonianze delle vittime e dei superstiti.
Anche quest’anno, 27 gennaio 2015, su iniziativa della Presidenza del Consiglio Comunale, abbiamo svolto la stessa commemorazione.
Un momento alto e commovente per l’intero consesso cittadino, senza distinzione alcuna, e per la città che rappresenta.
Il sig. Lauretta che vede, evidentemente, ciò che gli conviene, potrebbe farsi relazionare, se parla con gli altri componenti il suo partito, dal gruppo consiliare del Pd e dal Consigliere Mario Chiavola, neo iscritto al Pd, che ha letto uno dei brani ed ha anche voluto dichiarare l’apprezzamento per l’iniziativa della Presidenza del Consiglio Comunale.
L’accusa di non avere memoria nel ‘giorno della memoria’ fattami dal sig. Lauretta, se la memoria non mi inganna, non rieletto Consigliere Comunale, mi ha fortemente indignato e, siccome amo documentarmi, sono andato a leggere i verbali delle sedute di Consiglio Comunale effettuate il 27 gennaio, negli anni precedenti alla mia Presidenza del Consiglio, dove ho avuto conferma che l’allora Consigliere Comunale Lauretta non ha MAI chiesto e svolto alcuna azione o comunicazione per ‘celebrare’ la giornata della memoria.
Mai iniziative in tale direzione. Solo per andare agli ultimi anni della consiliatura precedente, basta leggere il verbale n. 6 del 27.01.2010 e n. 5 del 27.01.2011 dove era presente, da ‘muto’, il consigliere Lauretta. Questi sono fatti che sono osservazioni empiricamente verificabili.
Adesso, qualcuno, ‘scopre’ la giornata della memoria ma bisognerebbe chiedere, a segretari di circoli o di partito, quale evento hanno organizzato, loro, per la giornata della memoria?
Purtroppo dispiace constatare che in questa ‘sfortunata’ città la miseria e la spregiudicatezza politica, pur in presenza di fatti conclamati, tangibili e visibili, non si ferma nemmeno dinanzi al ricordo di una tragedia immane per l’intera umanità”.
Sembra opportuno, al riguardo, citare l’intervento del consigliere comunale Giorgio Massari, capogruppo del PD, pronunciato durante la seduta di giovedì 29 gennaio, giudicato dal Presidente del Consiglio come dimostrazione di sensibilità e onesta delle intenzioni, esperienza di adattamento del pensiero alla verità.
Giorgio Massari ha voluto esprimere il plauso per l’iniziativa del Presidente del Consiglio, dedicata alla Giornata della Memoria, svoltasi durante la seduta di martedì 27 gennaio.
Per il capogruppo PD si è trattato di un importante momento di memoria, doveroso per il Consiglio, non come appuntamento rituale ma di coinvolgimento dei presenti.
I brani letti in aula hanno dato il senso del momento e hanno fatto percepire che anche la città ha capito come, al di là delle polemiche, anche il civico consesso ha contezza dell’importanza del superamento dell’odio.
Giorgio Massari ha poi citato una lettera di Etty Hillesum, una deportata ebrea, morta a 29 anni, scritta in un campo di concentramento, prima del suo trasferimento ad Auschwitz.
Si parla, nello scritto, della gioia di vivere e di tante altre cose: Massari ha ripreso il concetto che, se riusciamo a sopravvivere alla nostra voglia di odio, riusciremo a recuperare l’amore di cui parlava l’ebreo Paolo, lo stesso amore che ci può restituire, lui solo, la dignità.
Il capogruppo ha visto il momento celebrativo comune non come fine a se stesso, ma rivolto, con lo sguardo, al futuro, facendo tesoro dell’esperienza passata. Attraverso la capacità di superare l’odio possiamo creare condizioni di comunità, ciò vale per le persone e per i gruppi, il superamento dell’odio passa attraverso lo sforzo di essere veri e attraverso la ricerca della verità.
Nessuno ha la verità, tutti la cercano, soprattutto in politica si deve aborrire la menzogna come strumento di lotta, perché essa si ritorce su chi la produce, nelle piccole e nelle grandi cose.
Giorgio Massari ha rilevato la necessità, nel civico consesso, di non perdere il senso delle cose che si fanno, perché fare memoria significa anche superare l’odio per creare le condizioni per la comunità di rincorrere e ricercare la verità.
Un intervento il suo, in cui, in pratica, ha fortemente preso le distanze da altre posizioni di compagni di partito, dando pieni solidarietà e riconoscimento al Presidente del Consiglio Comunale.
