Sono ancora i riflettori ad essere puntati su Ibla e sui fondi ‘disallineati’ della Legge sui Centri Storici, ma manca poco per squarciare il velo di nebbia e restituire alla luce del sole la verità.
Nella seduta del Consiglio Comunale di oggi, mercoledì 8 febbraio 2016, all’Ordine del Giorno, precisamente al terzo punto, è prevista la richiesta di proroga del tempo assegnato alla Commissione di Indagine sul corretto utilizzo dei fondi della Legge 61/81.
Diciamo subito che appare paradossale una richiesta di raddoppio del tempo a disposizione, sarebbe stata più plausibile una richiesta di proroga più limitata per esitare gli ultimi atti, piuttosto che vedere rimandare, ancora di tre mesi, la conclusione di questa annosa vicenda.
In caso, oggi pomeriggio, salvo i consueti giochetti per il numero legale in aula, che potrebbero far slittare al giorno seguente la seduta, i microfoni saranno puntati verso lo scranno del Presidente della Commissione, il consigliere Giovanni Iacono che, di certo, attraverso una esaustiva relazione, riferirà del lavoro svolto, anche senza definirne gli esiti, ed esternerà le motivazioni che inducono ad allungare i tempi di indagine.
Agli atti ufficiali del Comune risulta anche una richiesta, che dovrebbe passare al vaglio del civico consesso, per la dotazione di un esperto in materia contabile alla Commissione, elemento che depone male per i lavori considerate le resistenze a fare chiarezza sulla spinosa vicenda, che destano non poche perplessità.
Appunto per questo c’è grande attesa per l’intervento in aula del Presidente della Commissione, Iacono, che dovrà convincere i colleghi per le richieste in oggetto.
Come si ricorderà, la questione venne a galla nel dicembre del 2013, quando i consiglieri Maurizio Tumino e Giuseppe Lo Destro interrogarono l’amministrazione per avere conferma della mancanza in cassa dei fondi residui della Legge sui Centri Storici, per un ammontare di circa 8 milioni di euro.
Fu l’assessore al Bilancio, Stefano Martorana, nel corso di una conferenza stampa convocata ai primi del mese di aprile 2014, a precisare, mettendo in evidenza la superficiale verifica dei due consiglieri, che, in effetti mancavano i fondi residui, ma l’ammontare era ben più consistente, per un totale di circa 16 milioni di euro.
Quella che poteva sembrare una interrogazione strumentale di consiglieri dell’opposizione veniva invece acclarata nei contenuti, e rafforzata dalle dichiarazioni dell’assessore che, dopo mesi di inspiegabile silenzio, dalla data dell’insediamento, confermava l’inghippo, l’ammanco, che eufemisticamente, definiva come un disallineamento dei conti.
Dall’aprile del 2014 si è cincischiato per non affrontare un argomento molto delicato, gli stessi estensori dell’atto ispettivo non hanno sollecitato risposte con particolare insistenza, si è arrivati alla richiesta di una Commissione di Indagine, anche questa insediata dopo lungo tempo dalla richiesta.
In un primo tempo, si era parlato di un disallineamento sui conti, provocato dall’utilizzo dei fondi residui per altre destinazioni di spesa, sembra improrogabili.
In ogni caso una violazione della Legge che imponeva il vincolo sui fondi del finanziamento della 61/81, ancorchè inglobati, fino ad un certo periodo, nel calderone del bilancio comunale.
Una grave disattenzione da parte di tutti gli amministratori che hanno violato la Legge e di quelli che, a conoscenza del disallineamento, hanno taciuto.
Si è sempre esclusa la presenza di altri illeciti, anche se il ritardo eccessivo nel fare chiarezza sulla questione e l’evidente disinteresse di molti consiglieri, solitamente più combattivi su argomenti molto meno importanti, suscita in qualcuno perplessità sulla reale assenza di altre possibili ipotesi di reato.
