A Marina di Ragusa c’erano le spiagge invase da materiali prevalentemente vegetali, trochi e canne, dopo la mareggiata del 22 gennaio, è stato il consigliere La Porta a segnalare il grave disagio e le condizioni di scarsa sicurezza, il sindaco, con la collaborazione dell’assessore competente, sia pure dopo qualche indecisione iniziale, ha provveduto per una pulizia straordinaria dell’arenile.
L’efficienza e la sollecitudine del sindaco Piccitto non si riscontrano in altri comuni della provincia.
Il litorale di Scicli versa ancora in condizioni di estremo degrado, per la presenza dei materiali spiaggiati e, notizia di stanotte, per l’incendio provocato da ignoti che hanno dato fuoco alle canne spiaggiate per eliminare, in maniera sbrigativa, i residui vegetali dell’alluvione.
Ad interessarsene è l’on.le Nello Dipasquale che, con un comunicato, informa di aver incontrato il presidente Crocetta per discutere della grave questione ambientale.
“Il presidente Crocetta non ha dimenticato Scicli e Donnalucata, ma si sta lavorando all’attuazione di un intervento che possa partire in tempi brevi”. Lo ha dichiarato il parlamentare regionale del Partito Democratico, in merito alla situazione venutasi a creare sul litorale di Scicli dopo il nubifragio dello scorso 22 gennaio che ha riversato sulle spiagge tronchi, rami e altri materiali che, a oggi, rendono impraticabile l’arenile.
“Ho incontrato ieri il presidente – continua Dipasquale – dispiaciuto, naturalmente, per quanto accaduto. Ha saputo che sul luogo stanno operando dei volontari che, a poco a poco, stanno ripulendo la spiaggia e a loro ha rivolto i suoi complimenti perché gli è grato per il senso civico che stanno dimostrando di avere.
Purtroppo l’intervento regionale, dal quale il Governo non fa neanche un passo indietro, deve prevedere alcuni passaggi. L’intervento, infatti, deve comporsi della fase della raccolta e della fase dello smaltimento, operazioni che vanno svolte una contestualmente all’altra.
Nel minor tempo possibile, mi ha assicurato il presidente Crocetta, potrà partire l’azione di pulizia da parte della Regione Siciliana”.
“La città di Scicli, il primo cittadino e i fruitori del litorale sappiano di non essere soli – conclude Dipasquale – perché la Regione è attenta e porterà il proprio aiuto quanto prima”.
Resta da comprendere perché debba essere previsto un intervento regionale per alcuni territori, mentre per altri devono essere i comuni ad attivarsi, salvo che non verranno previsti dei rimborsi per le spese sostenute dai Comuni che hanno provveduto in tempi celeri.
Oppure, sarà che chi prolunga il disagio per i cittadini viene, alla fine, premiato.
Intanto, giunge un comunicato del Circolo Legambiente di Scicli, da poco costituito, coordinato da Alessia Gambuzza che, rivolgendosi al primo cittadino della sua città, dà un contributo per le problematiche della raccolta, della eventuale eliminazione e dell’allontanamento del materiale spiaggiato sulle coste del litorale di Scicli a seguito degli eventi meteorologici significativi verificatisi il 23 gennaio 2017.
Questo il testo integrale del comunicato:
Essendosi il nostro Circolo Legambiente di Scicli recentemente costituito, voglia con l’occasione accettare una brevissima sintesi delle attività svolte, consistenti nella organizzazione di una prima Passeggiata per Chiafura e San Matteo – allo scopo di contribuire alla conoscenza dello stato degli accessi a San Matteo – nonché dell’incontro sull’Enciclica di Papa Francesco “Laudato Si’”, che ha visto la presenza di qualificati relatori. Con riferimento alla grave e nota situazione delle spiagge il Circolo ha lanciato l’iniziativa “Recupera e Scatta” – più volte ripresa dall’informazione on line, dalla carta stampata e dal sito del Ministero dell’Interno – che troverà conclusione in un prossimo incontro pubblico nel quale si tenterà di analizzare materiali e provenienze con l’intento di contribuire alla prevenzione. Inoltre, i soci del Circolo hanno partecipato alle operazioni di separazione dei rifiuti antropici dalle spiagge e – con Legambiente Ragusa – hanno predisposto la presenza attiva dei Migranti.
Ai fini dell’allontanamento e/o della eliminazione degli ingenti quantitativi di materiale organico spiaggiato (legname e canne) è utile rilevare che, ai sensi del D.lgs art. 183 comma 1 lettera n, rispettando alcune condizioni, può non ricorrere l’attività di “gestione dei rifiuti”.
183 – Definizioni
(articolo così sostituito dall’art. 10 del d.lgs. n. 205 del 2010)
- Ai fini della parte quarta del presente decreto e fatte salve le ulteriori definizioni contenute nelle disposizioni speciali, si intende per:
- n) “gestione”: la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, compresi il controllo di tali operazioni e gli interventi successivi alla chiusura dei siti di smaltimento, nonché le operazioni effettuate in qualità di commerciante o intermediario. Non costituiscono attività di gestione dei rifiuti le operazioni di prelievo, raggruppamento, cernita e deposito preliminari alla raccolta di materiali o sostanze naturali derivanti da eventi atmosferici o meteorici, ivi incluse mareggiate e piene, anche ove frammisti ad altri materiali di origine antropica effettuate, nel tempo tecnico strettamente necessario, presso il medesimo sito nel quale detti eventi li hanno depositati;
(lettera così modificata dall’art. 14, comma 8, legge n. 116 del 2014)
Tale affermazione è confermata dall’ Ordinanza n.2 del 13/04/2015 del Presidente della Regione Toscana sulla base della nota n. 2015/0022828 del 03/04/2015 di ARPA TOSCANA in occasione di un evento meteorologico eccezionale che aveva interessato zone interne della regione Toscana ed applicata al comune di Carrara riguardo alla gestione del materiale legnoso depositato sulle spiagge a seguito di mareggiate.
In particolare secondo la lettura di ARPAT, anche alla luce di quanto sostenuto da ISPRA, dell’articolo 183 comma 1 lettera n del D.Lgs. 152/2006:
-il legname raccolto a seguito di particolari eventi atmosferici o meteorici in aree urbane (o sulle spiagge a seguito di mareggiate), eventualmente frammisto a materiale di origine antropica, per non essere in toto considerato rifiuto deve essere sottoposto ad una preliminare operazione di cernita che porterà alla creazione di un deposito di solo legno, che è un bene e non un rifiuto, e ad un deposito temporaneo di altro materiale di origine antropica che permane rifiuto e come tale andrà gestito.
-la raccolta finale del legno, separato da tutto il resto, pertanto non si configura come attività di gestione dei rifiuti;
-le operazioni di cernita preliminari alla raccolta finale devono durare “un tempo tecnico strettamente necessario”, una volta superato il quale queste tornano ad essere attività di gestione di rifiuti;
-per la quantificazione del “tempo tecnico strettamente necessario”, onde evitare l’abbandono dei rifiuti, si ritiene necessario che l’Ente competente si doti di un atto che individui le modalità di gestione di questa procedura ove siano definiti tempi e modalità, (ad esempio una settimana per fenomeni di mareggiata o prima dell’inizio della stagione balneare per i materiali depositati sulle spiagge durante l’inverno).
Il materiale legnoso potrà essere destinato alla triturazione per la produzione di energia, per la produzione di pannelli o al compostaggio.
È invece esclusa la possibilità di eliminazione in situ mediante combustione, per via dell’elevata produzione di particolato e di altre sostanze nocive prodotte dalla combustione di legna in condizioni non ottimali.
In base alla nota 1128 del 9/1/2014 dell’ISPRA il materiale ligneo che previa ispezione visiva da parte della Polizia Municipale risulta priva di materiali estranei può essere messa a disposizione dei cittadini per il successivo riutilizzo.
Con la stessa nota l’ISPRA ha sottolineato che in relazione all’origine naturale del materiale si ritiene di escludere che la combustione in impianti termici civili di cui al titolo II della parte V del d.lgs 152/06 possa dar luogo ad impatti superiori a quelli derivanti dall’utilizzo di biomasse di altra provenienza.
Alla luce di quanto esposto Legambiente Scicli sottopone alla S.V. di valutare l’utilità di una emanazione di una ordinanza sindacale per disciplinare la raccolta del materiale depositato sulla spiaggia, la separazione manuale tra rifiuti antropici e canne e legno, allo scopo di evitare di portare tutto in discarica con notevoli costi economici.
Per questi fini, può essere richiesta la collaborazione del lavoro volontario dei migranti ospiti sul territorio comunale, così come disciplinato dal protocollo d’intesa tra Prefettura di Ragusa e Comune di Scicli del mese di maggio 2015 e dal decreto legge su interventi urgenti in materia di immigrazione del 10/02/2017.
Legambiente Scicli, all’interno della propria attività di volontariato, potrebbe mettere a disposizione un piccolo trituratore in modo da ridurre il volume delle canne che potrebbero essere riutilizzate in loco, anche al fine di stabilizzare la fascia basale delle dune. Anche mettendo in luce tutte le cautele in merito all’impiego della macchina, l’ipotesi dovrà essere in ogni caso preliminarmente valutata con gli uffici Comunali competenti.
