Nonostante il flop del tentativo di accorpamento delle tre Camere di Commercio di Catania, Siracusa e Ragusa, abortito sulle macerie di scellerati accordi finalizzati al controllo di gestione del sistema aeroportuale catanese, e nonostante il parere del Ministero competente che ha bloccato il provvedimento, constatate le difficoltà di realizzare i progetti avanzati, il della Camera di Commercio iblea ha votato, in maniera incomprensibile, ma non troppo, un documento che chiede al Ministero di revocare la sospensione della procedura
Secondo il senatore Giovanni Mauro, la mossa svelerebbe il reale disinteresse degli organi camerali nei confronti del futuro del nostro territorio, che si unisce, aggiungiamo noi, a dimostrata incapacità di gestire i processi di sviluppo necessari a garantire la crescita economica della nostra terra.
Il senatore Mauro si chiede quali interessi e quali entità rappresenta, in questo momento, l’ente camerale di piazza Libertà, aggiungendo che, di certo, non sono gli interessi dell’imprenditoria ragusana che dal mantenimento di una tale struttura potrebbe avere solo vantaggi: “Un ente che dovrebbe essere capace di occuparsi delle imprese e di assisterle programmando, allo stesso tempo, le azioni necessarie allo sviluppo economico del nostro territorio. Sviluppo che, ovviamente, non è compatibile o non è sulla stessa linea di quello di Catania o Siracusa”.
Mauro manifesta forti perplessità sulla linea che si vuole perseguire, rilevando una forte anomalia per il fatto che un consiglio camerale spaccato profondamente, anche all’interno delle stesse rappresentanze, come nel caso di quella di Confindustria, sia considerato ancora in grado di esprimere determinazioni così importanti, chiedendosi chi detta, per ora, la linea.
Critiche sono arrivate anche dalla CNA di ragusa, attraverso il segretario provinciale, Giovanni Brancati, che, in una nota, ha dichiarato:
“In relazione alla riunione del Consiglio camerale di Ragusa, nel corso della quale è stato approvato a maggioranza un documento di conferma dell’accorpamento con le Camere di Commercio di Catania e Siracusa, desidero precisare due cose.
In primo luogo che la votazione ha registrato il seguente risultato: favorevoli 13, contrari sei, astenuti 3, assenti 4. Pertanto il documento di appoggio all’accorpamento tra le tre Camere di Commercio, pur avendo avuto la formale approvazione da parte della maggioranza dei presenti, in realtà ha raggiunto appena il cinquanta per cento del numero dei componenti in carica (26). Tale numero di 13 favorevoli non ricorda neppure lontanamente il numero dei consiglieri (22) che nel febbraio di due anni fa approvarono la proposta di accorpamento in quanto una grossa fetta di consiglieri, vista l’esperienza di questi due anni, ha ritenuto di modificare il proprio orientamento da positivo a negativo.
Al di là della questione numerica, e questo è il secondo punto, l’aspetto politico più importante è che tale documento ha una valenza di poco superiore allo zero di fronte alla manifestata e argomentata decisione prima della Regione Sicilia e poi del ministero dello Sviluppo economico di revocare l’accorpamento delle Camere di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa. I
Invece di attardarsi in battaglie inutili e già perse, sarebbe bene che il presidente Giannone consentisse all’intero Consiglio camerale di discutere le nuove prospettive della Camcom di Ragusa e di intervenire tempestivamente sulle varie problematiche che interessano e in alcuni casi affliggono la comunità delle imprese del nostro territorio. Questa è la posizione affermata dalla Cna nella riunione di ieri e condivisa da diversi consiglieri camerali.”
