di redazione
L’Associazione Partecipiamo inneggia al provvedimento per l’estensione, nel territorio di Ragusa, del Parco degli Iblei, fortemente voluto Giovanni Iacono, le cui lotte per il grande patrimonio naturalistico furono condivise, alla Provincia regionale, anche dalla collega consigliera Angela Barone che si associa alla gioia per vedere realizzate le aspirazioni comuni di un tempo
La decisione della Giunta Municipale di Palazzo dell’Aquila di annullare la precedente delibera del 2010 e di triplicare l’estensione, nel territorio di Ragusa, del Parco degli Iblei, inserendo zone di elevato valore naturalistico, argomento di cui ci occupiamo in latra parte del giornale, suscita l’apprezzamento di partiti e movimenti politici e di quanti furono direttamente impegnati nella lotta politica per affermare la valenza del Parco.
Qui di seguito, la nota dell’Associazione Partecipiamo e l’intervento del vicesegretario provinciale del Partito Democratico, avv. Angela Barone, che riportiamo integralmente
“Le cave naturalistiche nel PARCO degli IBLEI: l’impegno concreto di PARTECIPIAMO per l’Agricoltura di qualità , per la salvaguardia della biodiversità, per il bene delle future generazioni.
Con Deliberazione di G.M. 106 del 6/3/2015 si annulla la precedente delibera di G.M. 501 del 26/11/2010 e si triplica l’estensione, nel territorio di Ragusa, del Parco degli Iblei, inserendo le zone naturalisticamente più rilevanti dell’intera provincia di Ragusa come Cava Misericordia, Cava Paradiso, Cava Volpe, l’alto corso dell’Irminio, il lago di S.Rosalia, la Valle delle Monache, Costa dell’Angelo, zone tutte di tutela 3 del piano paesaggistico, SIC e di codice natura 2000, incredibilmente ed assurdamente escluse dalla delimitazione del Parco del 2010.
Da 1.373, con l’ampliamento attuale di 2.611 ha, adesso il Parco degli Iblei nel territorio ragusano è di ha 3.984.
Come pubblicamente riconosciuto dal Sindaco e dalla Giunta Municipale, un grande impegno e determinazione, in questi anni, di Giovanni Iacono e di Partecipiamo per riparare ad un vero e proprio vulnus ambientale e logico.
Un progetto sistemico che vuole Ragusa, città dell’Agricoltura di qualità, città dei Parchi naturali con i polmoni verdi delle cave che attraversano la città, con il marchio della Città capitale della biodiversità.
Le cave iblee sono veri e propri ‘serbatoi’ e laboratori per la conservazione del territorio, del paesaggio, degli ecosistemi, degli habitat e delle specie. Una grande valenza idro-geologica e per l’approvvigionamento idrico dell’intera sistema ibleo.
Un passo importante verso l’Europa che ritiene la valorizzazione ed estensione dei parchi e dei siti Natura 2000 ‘fondamentali’, nei fondi strutturali 2014-2020, per il raggiungimento dell’obiettivo 2020 dell’UE di arrestare e invertire il declino della biodiversità nell’Unione.
Una sfida che Partecipiamo auspica che sia colta dal Consiglio Comunale e dalla Città in un impegno comune a fare diventare presto questo immenso patrimonio ambientale un Parco pienamente fruibile, attrattivo, creatore di opportunità di buona e sana occupazione.”
Il Direttivo Cittadino di PARTECIPIAMO
Questo il comunicato del vicesegretario provinciale del Partito Democratico, avv. Angela Barone:
“Finalmente riprende, e con i doverosi interventi correttivi, il procedimento di istituzione del Parco degli Iblei e costituzione del relativo Ente Parco.
L’amministrazione comunale di Ragusa accoglie quelle che erano state le osservazioni proposte sin dal 2010, dai consiglieri provinciali del Partito Democratico, insieme ai rappresentati dell’opposizione (Giovanni Iacono, Giuseppe Mustile, Rosario Burgio), avverso la ristrettissima individuazione delle aree del territorio comunale da inserire in quelle destinate a Parco, per altro sparse a macchie di leopardo sul territorio (da cui la dizione, chiaramente spregiativa, di “Parcheggio degli Iblei”), con la gravissima esclusione di tutto il sistema della Cave dell’Altopiano Ibleo e la vallata del Fiume Irminio, che sono i contesti naturalistici che hanno fatto da sfondo alla dichiarazione di patrimonio dell’UNESCO del Barocco della Val di Noto.
In tal modo, si restituisce al Comune stesso il doveroso ruolo di Comune Capofila del costituendo Ente Parco, quale unico comune capoluogo e con il maggior numero di abitanti, escluso da tale opportunità, invece, dalla poco lungimirante scelta di ridurre al massimo le aree da inserire nel Parco.
Infatti, trattandosi di Parco Nazionale e non Regionale, il ruolo di Presidente dell’Ente Parco non dipende da nomina regionale o ministeriale, ma deve essere svolto da uno dei Sindaci dei comuni i cui territori ricadono nel Parco: pertanto essendo il Comune di Ragusa quello più popoloso ed avendo finalmente scelto di inserire una buona parte del suo territorio nel Parco, è naturalmente e necessariamente destinato a guidare il procedimento di costituzione del Parco e dell’ente di gestione.
Ed anche in tal caso la scelta di ampliamento si rivela corretta poiché proprio l’Ente Parco è chiamato a sua volta a predisporre il regolamento prescrittivo delle zone incluse nel Parco, di tal che sarà compito del Comune di Ragusa guidare tale procedimento, finalizzato a disciplinare le attività compatibili con i valori ambientali del Parco, specie quelle agricole e zootecniche da sempre presenti nell’altipiano del nostro territorio.
Poiché sia la governance che i regolamenti d’uso sono affidati alla scelta dei singoli territori e comuni ricompresi nel Parco, ancora più incomprensibile si rivela la scelta, operata nel 2010 dagli amministratori dell’epoca della Provincia e del Comune di Ragusa, di ridurre al minimo il territorio ricompreso nella perimetrazione, a tutto vantaggio della Provincia di Siracusa e del Comune di Palazzolo Acreide, che risultavano essere in tal modo quelle con maggiore territorio destinato a Parco in rapporto al numero di abitanti.
Per altro, a differenza di quanto ritenuto da altri, l’inserimento di territori nel Parco costituisce volano di sviluppo per la priorità acquisita in sede di erogazione di fondi europei e per il riconoscimento di marchi di qualità alla produzione agro-alimenare.
La Federazione Provinciale del Partito Democratico auspica quindi la più celere approvazione della nuova perimetrazione da parte del Consiglio Comunale di Ragusa.”
Angela Barone (vice segretario provinciale PD)
