di Cesare Pluchino
Ad un surplus di comunicati di alcuni consiglieri comunali corrisponde una comunicazione stentata dell’amministrazione, che lavora, ma lentamente e senza farlo sapere.
A Legambiente Ragusa va invece il merito di una comunicazione puntuale, chiara, senza fronzoli, che affronta i problemi alla radice
Spesso invece di andare alla radice dei problemi, ci si perde in inutili polemiche spesso fomentate da comunicati di cui si potrebbe fare a meno ma che servono, spesso, per una ricerca di visibilità a buon prezzo.
E’ il caso degli interventi per la spiaggia di Punta di Mola: un interminabile dibattito in Consiglio Comunale, sostenuto dalle opposizioni, per ottenere null’altro che un impegno dell’amministrazione per interventi che, in ogni caso, dovevano necessariamente passare da organismi superiori, trattandosi di materia ambientale e di pertinenza, anche, del demanio marittimo.
Non era mancato il puntuale comunicato del firmatario dell’ordine del giorno che non aveva mancato i definire ‘incompetente’ la maggioranza, per il deprecabile, ingiustificato e strumentale atteggiamento.
Come evidenziato nello stesso comunicato, esponenti dell’amministrazione avevano garantito massima disponibilità e impegno alla predisposizione di studi di fattibilità per poter procedere sulle criticità della spiaggia, ma la maggioranza aveva ritenuto opportuno non approvare l’atto.
Ecco, appunto, la conferma della disponibilità dell’amministrazione, attraverso l’approvazione, come atto di indirizzo della Giunta Municipale di una delibera con cui si è deciso di predisporre uno studio specialistico per mitigare il rischio dell’erosione costiera nell’area di Punta di Mola, per attivare successive azioni di contrasto al costante arretramento del tratto di spiaggia presente nella zona.
Con il provvedimento approvato si dà altresì mandato al Dirigente del Settore IV – Pianificazione urbanistica – di provvedere alla redazione di tale documento, propedeutico agli eventuali interventi successivi da attivare.
L’assessore Salvatore Corallo ha dichiarato: “E’ necessario contrastare il fenomeno di erosione costiera costantemente registrato nell’arenile di Punta di Mola. Per farlo, d’altra parte, è indispensabile un’analisi dettagliata dal punto di vista tecnico, che ci consenta di effettuare gli interventi più efficaci ed adeguati a salvaguardia del sistema ambientale ivi presente”.
Anche il Presidente del Consiglio Comunale, Giovanni Iacono, ha espresso compiacimento per il provvedimento adottato dalla Giunta Municipale che si ritiene fondamentale per porre le basi di una progettualità che abbia una visione d’insieme, non contingente e stabile.
“Va bene – dichiara infatti Iacono – l’atto di indirizzo della Giunta perché è un atto amministrativo-gestionale che va nella direzione auspicata di evitare costosi e limitati interventi.
La delibera recepisce, dal mio punto di vista, quanto discusso insieme con i cittadini di quell’area perché persegue un’azione risolutrice che, è bene ribadire, non è di facile ed immediata soluzione e necessita di fondi notevoli e di diversi attori istituzionali ma per attivare le sinergie ed ottenere risorse, ci vogliono appunto i progetti e gli studi seri”
Altra problematica, sempre di carattere ambientale, è quella che riguarda i siti del territorio comunale di Passo Marinaro e Branco Piccolo, per i quali la consigliera comunale Sonia Migliore giudica indifferibile e urgente un piano di riqualificazione ambientale.
Serve l’impegno, secondo la consigliera, che ha trovato appoggio alle sue tesi di altri colleghi, del Comune ad attuare gli interventi di manutenzione e riqualificazione, ambientale e strutturale, di cui necessitano le contrade in oggetto.
Quella che sarebbe una zona di forte attrazione turistica, sottoposta a vincolo paesaggistico (Area SIC), versa in uno stato di assoluto degrado. L’Amministrazione perciò viene esortata a porre in essere, anche tramite apposita variante al PRG, un “Piano di riqualificazione turistica e ambientale”, nonché ad attivarsi, fin da subito, presso la Sovrintendenza, visto che si tratta di un’area Sic, per la richiesta delle autorizzazioni necessarie al fine di effettuare gli indispensabili lavori di riqualificazione.
Servirebbero un parcheggio e un’area da adibire a campo di calcetto, oltre ad interventi di ordinaria amministrazione per la stagione estiva ormai imminente.
Sull’argomento arriva un comunicato di Legambiente Ragusa, Circolo ‘Il Carrubo’, dal titolo sintomatico, che riportiamo integralmente:
Abusivismo non sanabile – Passo Marinaro e Branco Piccolo: l’unica soluzione è abbattere per ripristinare la natura e la legalità
“Per una volta concordiamo con alcuni consiglieri dell’opposizione al consiglio comunale.
A Passo Marinaro e Branco Piccolo c’è bisogno urgente di riqualificazione ambientale che si può fare in un solo modo: abbattendo tutti gli edifici abusivi, non sanabili ai sensi dell’art. 15 della legge regionale 78/76, in quanto costruiti all’interno della fascia di inedificabilità di 150 mt dalla battigia così come accertato dal Comune, dalla Regione , dalla Soprintendenza e dalla Procura della Repubblica di Ragusa.
Altro che realizzazione di un’area da adibire a parcheggio estivo e un’area da adibire a campo di calcetto! Bisogna rinaturalizzare l’area ripristinando i cordoni dunali e la vegetazione preesistente così come previsto dal piano di gestione del SIC.
Quest’area deve avere , così come la spiaggia di Randello , una destinazione a turismo naturalistico e non essere antropizzata.
Sorprende notare che consiglieri che in genere si reputano attenti non sappiano che la variante al PRG approvata con DDG N° 934/DRU DEL 15/12/2011 non ha potuto ricomprendere nei Piani Particolareggiati di Recupero gli agglomerati di Punta Braccetto, Branco Piccolo e Passo Marinaro perché abusivi non sanabili .
Su una altra cosa dobbiamo invece concordare e cioè sul fatto che l’amministrazione comunale non può più indugiare a intervenire in questa zona. E’ in ritardo di quasi 2 anni.
Tanto è passato dalla diffida del 6 giugno 2013 , ribadita con la circolare regionale 14055 del 3/7/2014, del Dipartimento Regionale dell’Urbanistica circa l’obbligatorietà di adottare provvedimenti repressivi (leggasi abbattimenti) riguardo gli abusi edilizi. E’ ora di ripristinare la legalità.
Anche in questo caso, non mancheranno interventi precisi dell’amministrazione comunale, per una riqualificazione ambientale che farebbe seguito alle istanze dei consiglieri comunali e di Legambiente.
