Tutto secondo copione alla kermesse del Movimento 5 Stelle, apertura della campagna elettorale per le prossime regionali.
Dopo la scelta dei candidati per le singole province, attraverso una votazione online, della quale non si conoscono il numero dei votanti e quello delle singole preferenze, eccezion fatta per i primi per ogni provincia – 87 i voti riportati dalla parlamentare uscente di Ragusa, Vanessa Ferreri – si è proceduto alla ufficializzazione della candidatura a Presidente di Giancarlo Cancelleri, da tempo annunciata.
Il Movimento 5 Stelle intende sfruttare a pieno l’occasione delle prossime elezioni, approfittando del crescente consenso per i 5 Stelle che, in Sicilia, assume contorni da plebiscito, complice anche il forte astensionismo previsto, che supera il 50 %.
L’appuntamento è stato enfatizzato con il vestito delle grandi occasioni, con l’intervento di Beppe Grillo e di Davide Casaleggio, assieme al deputato e vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, nella location del Castello a Mare di Palermo, dove sono stati radunati, in prima fila, gli eletti siciliani del Movimento.
Per colorare di realtà la competizione, c’erano 8 candidati, fra cui i deputati regionali uscenti Trizzino e Cappello, si è voluto dare peso ad un inesistente scarso gradimento della base nei confronti del favorito Cancelleri, concentrata, soprattutto, nelle frange contestatrici palermitane che ruotano attorno allo scandalo delle firme false.
Una organizzazione curata nei minimi particolari, con video del racconto dei successi del Movimento in Sicilia e all’Assemblea Regionale, con l’esibizione, sul palco, dei sindaci 5 Stelle che hanno narrato le loro esperienze positive al governo delle città .
La stampa nazionale aveva anticipato come tema principe della kermesse il contrasto al fenomeno dell’immigrazione, in funzione di bilanciamento all’esposizione, sul tema, del leghista Salvini che raccoglie consensi a destra.
Gli interventi dei leader si sono concentrati sulla speranza di cambiare l’Italia, partendo dalla liberazione della Sicilia dal “medioevo politico” nel quale è relegata, convinti che se si riuscirà a vincere in Sicilia, si potrà tentare, con buone chance, la scalata al governo nazionale.
Cancelleri ha messo al primo posto, del suo intervento e della sua strategia al vertice della Regione, il taglio dei compensi dei parlamentari regionali, dei vitalizi e delle cosiddette pensioni d’oro, per il resto la nota retorica degli investimenti su turismo e su innovazione per arginare l’emigrazione dei giovani dalla Sicilia, con la promessa di aiutare le aziende, distribuire borse di studio per i giovani siciliani, aiutare i disabili e ricomprare la casa a chi l’ha persa.
Il candidato governatore della Regione Siciliana per il Movimento 5 Stelle, ha raccolto il 51,1% dei consensi, pari a 2.224 voti.
Lo ha reso noto, con un post, il blog di Beppe Grillo, precisando che hanno partecipato alla votazione per il candidato presidente 4.350 iscritti certificati.
Questi i risultati del secondo turno delle “Regionarie” (votazione candidato presidente): Cancelleri Giovanni Carlo: 2224, Trizzino Giampiero: 742, Cappello Francesco: 623, Zito Stefano: 215, Foti Angela: 211, Tancredi Sergio: 116, Listì maman Alì: 111, Marano Jose: 70, Scarcella Giuseppe: 38.
In risposta agli attivisti che hanno lamentato scarsa trasparenza sugli esiti delle regionarie, per i candidati deputati all’Assemblea Regionale Siciliana, sono stati resi noti, come abbiamo accennato prima, i più votati: a Trapani Tancredi Sergio 113 voti, a Palermo Trizzino Giampiero 202 voti, a Messina Zafarana Valentina 201 voti, ad Agrigento Cinà Salvatore 166 voti, a Caltanissetta Cancelleri Giovanni Carlo 161 voti e Di Paola Nunzio 85 voti, ad Enna Alfarini Giampiero Ercole Dimitri 58 voti, a Catania Ciancio Gianina 185 voti, a Ragusa Ferreri Vanessa 87 voti, a Siracusa Zito Stefano 204 voti.
Con l’incoronazione di Cancelleri parte la campagna elettorale in Sicilia: il Movimento è, forse, l’unica formazione che ha capito come stanno le cose e cosa occorre fare, anche se un primo inevitabile giudizio sule strategie e sulle affermazioni fatte al Castello a Mare di Palermo evidenzia come mettere al primo posto le emergenze dell’ immigrazione e degli stipendi voglia mascherare quelle più pesanti dei trasporti, della sanità , della disoccupazione, della formazione, dei rifiuti, che saranno il vero banco di prova dei 5 Stelle al governo della Sicilia.
I 5 Stelle sono favoriti nei sondaggi, favoriti anche perché i possibili contendenti sono tutti al palo.
Solo litigi e contrapposizioni personali, veti incrociati, con il PD, naufrago eccellente della politica regionale, aggrappato, disperatamente, alla possibilità della candidatura Grasso, unico tronco galleggiante per la salvezza.
L’autorevole candidatura del Presidente del Senato sgombrerebbe il campo dalle contrapposizioni all’interno della sinistra, ma il primo a non fidarsi della sinistra è lo stesso Grasso.
Il centro non esiste, a destra compare l’eterno Musumeci ma non si comprende chi è disposto a sostenerlo.
Ci saranno, forse, 5, o anche 10 candidati, alla fine si prevede una battaglia fra l’uscente Crocetta e il 5 Stelle appena designato.
