Si è diffusa, nel tardo pomeriggio, di oggi lunedì 10 luglio, la notizia secondo la quale il GIP del Tribunale di Ragusa non avrebbe confermato il sequestro delle sale operatorie, del blocco parto e delle rianimazioni del nuovo ospedale di contrada Cisternazzi.
Non ci sono comunicati ufficiali al riguardo, ma la notizia sembra confermata da fonti attendibili.
Si può definire uno sbocco, al momento positivo, della ingarbugliata vicenda, anche se non si conoscono i particolari e le motivazioni del provvedimento.
Da un punto di vista pratico poco cambia per la situazione della sanità ospedaliera, dal momento che, come comunicato dall’ASP nei giorni scorsi, la stessa sarà in grado, secondo quanto annunciato, di presentare la SCIA in data 21 luglio.
Prima di quella data, salvo ulteriori complicazioni, l’ospedale non potrà essere aperto, in particolare non potranno accedere degenti, forse si potranno utilizzare macchinari e attrezzature, ma sempre con i malati parcheggiati nei vecchi ospedali o in quelli della provincia.
Fino a quando non saranno sbloccati i ricoveri, permane la situazione attuale di grande caos del quale, fra l’altro poco si sa se non attraverso le indiscrezioni del personale e degli stessi utenti.
In particolare, non è dato sapere se si continuerà a ripristinare il Civile oppure si continuerà a restare, praticamente, senza ospedale.
Ricordiamo che i ricoveri ordinari sono bloccati dal 15 giugno e che dal 20 sono iniziate le operazioni di trasloco che, di fatto, hanno dismesso il Civile e buona parte del Maria Paternò Arezzo.
Confermato, intanto, il sit-in di protesta della CGIL, in piazza Igea, per la mattinata di martedì, mentre mercoledì pomeriggio, al Comune di Ragusa, si riunirà la sesta Commissione Salute dell’Assemblea Regionale Siciliana, presieduta dall’on.le Digiacomo, appositamente convocata nella nostra città per discutere delle delicata situazione creatasi per il fallimentare trasferimento dei reparti ospedalieri nel nuovo nosocomio di contrada Cisternazzi.
