Legambiente Ragusa dice la sua sulla Ragusa – Catania

Non seguiamo con particolare attenzione le vicende che riguardano la Ragusa Catania perché ormai la maggior parte degli attori che si muovono, spesso su iniziativa del tutto personale, attorno alle questioni che attengono all’iter burocratico del complesso progetto di raddoppio dell’arteria hanno perso credibilità per le tante reiterate assicurazioni che tutto è a posto e poche settimane dopo ogni comunicato si sarebbero aperti i cantieri.
Dei falsi studiati a tavolini per acquisire visibilità o totale incompetenza sulla materia.
I giornali avevano titolato che a giugno del 2017 sarebbero stati aperti i cantieri, poi un autorevole esponente politico disse che si doveva aspettare la conferenza di servizio per dare il via definitivo, all’inizio di luglio, prevedibile apertura dei cantieri per fine 2017 o inizio 2018.
Nella conferenza di servizio spuntano dei problemi, c’è chi dice che si tratta di 10 alberi che si trovano lungo il percorso, c’è chi dice che ci sono collisioni con il piano paesaggistico, c’è chi dice che queste collisioni si verificheranno anche sul territorio di altre province, si dovrà attendere una seconda convocazione della conferenza di servizio, per il 10 luglio, passa anche questa data e non c’è nulla di definitivo.
C’è solo il carosello di politici, comitati, soprintendenti e tecnici vari che intervengono sulla questione, ma di certo il nulla.
E’ un po’ come la storia dell’ospedale, tutti parlano, tutti intervengono, ma nessuno ha le palle per alzare la voce e chiedere come stanno effettivamente le cose.
L’ultima è che la conferenza di servizio, che doveva essere, secondo gli annunci, l’ultima tappa, passerà relazione al CIPE, mentre le soprintendenze di Ragusa e Siracusa si attiveranno per completare non meglio precisare verifiche sulle controdeduzioni prodotte dalla ditta appaltatrice per questioni legate al piano paesaggistico.

Riceviamo una nota di Legambiente Ragusa, che fra le parti è, innegabilmente, comunque, una delle più attendibili, ancorché estrema nelle posizioni e sostenitrice di vincoli, talvolta, assurdi.
Questo il testo integrale:

AUTOSTRADA…….: DEMAGOGIA E FAKE NEWS OVVERO DIFFUSIONE DI NOTIZIE FALSE
Legambiente Ragusa, documenti alla mano, dimostra che il Piano paesaggistico non c’entra niente con i problemi dell’infrastruttura.
Possibile errore dei progettisti o furbesca scelta per risparmiare sui costi, scaricando le colpe sul Piano paesaggistico, queste le ipotesi più probabili
Ecco come il governo regionale, utilizzando notizie false, cerca di superare i piani paesaggistici previsti da una legge dello stato per cementificare la Sicilia con opere pubbliche spesso inutili.

Ha iniziato il presidente di CONFINDUSTRIA Sicilia, addirittura sul Sole24ore, ha poi proseguito l’assessore Croce su repubblica, seguito dal sindaco di Catania: tutti a dire che il piano paesaggistico blocca gli investimenti.
E tutti hanno citato come esempio classico l’autostrada Catania-Ragusa bloccata, dicono loro, da pochi alberi vincolati dalla soprintendenza dopo che era stato approvato il progetto della infrastruttura stradale.
Notizia falsa.
Evidentemente tanti parlano senza aver visto il progetto né aver seguito l’iter progettuale e le sparano grosse, ovvero, e sarebbe ancora più grave, diffondono notizie non corrette ad arte.
È infatti molto facile smentire le motivazioni di questo pretestuoso attacco al Piano paesaggistico di Ragusa: basta verificare l’iter progettuale.
L’idea dell’autostrada parte nel 2004 con un progetto preliminare dell’Anas che nel 2007 ottiene la valutazione d’impatto ambientale positiva con prescrizioni. Nel 2008 viene aggiudicata la gara per l’individuazione del Promotore che deve costruirla.
L’Anas chiede però delle modifiche al progetto preliminare che viene approvato definitivamente il 22 gennaio 2010 (delibera CIPE n. 3/2010) con 72 prescrizioni e 2 raccomandazioni tendenti a migliorare il progetto dal punto di vista ambientale e paesaggistico.
Tali prescrizioni dovranno essere recepite nel progetto definitivo.
Dal 2010 al 2012 l’Anas cerca con bando i competitors del promotore come da normativa europea ma non li trova. Inizialmente due società si dimostrano interessate al progetto ma poi non presentano l’offerta.
E’ solo nel 2012 che viene aggiudicata definitivamente la gara per la progettazione, costruzione e gestione al promotore ( Silec, Egis, Tecnis, Mec, Maltauro ).
Due anni prima, nell’agosto 2010, veniva adottato il piano paesaggistico di Ragusa.
E’ quindi evidente che il progetto definitivo dell’autostrada è successivo sia al piano paesaggistico adottato nel 2010 che a quello definitivamente approvato lo scorso anno!
Ad ulteriore dimostrazione ci sono i vari tavoli tecnici tra promotore ed enti locali ( comune di Licodia Eubea, comune di Chiaramonte Gulfi, comune di Ragusa, comune di Vizzini e provincia di Ragusa il 17 e 29 gennaio 2013 , e provincia di Siracusa il 23 gennaio 2013 ) convocati per risolvere il problema degli svincoli.
A novembre 2014 viene sottoscritta la convenzione tra il Promotore e il soggetto concedente ma la concessione diventa efficace solo ad agosto 2016.
Nel frattempo, nel maggio dello stesso anno viene approvato definitivamente il piano paesaggistico di Ragusa.
Primo atto della concessione è il progetto definitivo che porta la data del gennaio 2017, otto mesi dopo l’approvazione definitiva del piano paesaggistico.
Non solo le date ma anche i documenti progettuali confermano quanto sopra citato.
Dalla relazione generale del 2017 si evidenziano alcuni dati come la Fig. 19 “studi preparatori per la localizzazione dello svincolo di Lentini” e la Fig. 17 “studi preparatori per la localizzazione dello svincolo di Vizzini Scalo” a conferma del fatto che due anni dopo l’approvazione del piano paesaggistico il progetto definitivo dell’autostrada ancora non esisteva e i progettisti, conoscendo tutti i vincoli esistenti, avrebbero potuto adeguarsi allo stato di fatto normativo.
Infatti, il proponente (progettista) nella relazione paesaggistica ammette a pag. 33 che nel lotto 1, quello incriminato, c’è un vincolo di tutela 3 (tutela assoluta) e ci sono aree boscate.
Queste ultime erano già vincolate prima dei piani paesaggistici perché nelle zone di tutela 3 del piano paesaggistico sono confluite tutte le aree già vincolate come le zone della legge Galasso e appunto le aree forestate perché invarianti del paesaggio.
Le aree forestate incriminate c’erano addirittura già prima del progetto preliminare del 2004.
Quindi siamo di fronte o ad un errore dei progettisti o ad una scelta consapevole fatta per risparmiare ( una buona metà dell’opera è finanziata dai privati ).
Il piano paesaggistico non ha bloccato l’autostrada e chi lo dice afferma una cosa falsa.
Dopo il ritardo colpevole nella predisposizione del piano antincendio che tanti danni ha procurato in Sicilia, ecco un secondo validissimo motivo, la diffusione di dati falsi per giustificare opere inutili, perché questo governo regionale , vera calamità naturale, si faccia da parte immediatamente.

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