Le posizioni dei grillini, secondo convenienza

Noi sul nostro piccolo territorio, ci chiediamo perché si è tergiversato tanto su casi come quello della consigliera Sigona, prima espulsa, poi sospesa in attesa di memoria difensiva e poi ancora nel gruppo come se niente fosse stato. Poi c’è stato il caso del meetup dei dissidenti, delegittimato e sconfessato a parole da Cancelleri ma i al cui aderenti, pare, hanno anche votato per le regionarie.
Da ultimo il caso della consigliera Marabita, strettamente legata al circolo dei dissidenti, che è stata sospesa per le continue contestazioni e contumelie, anche nei confronti di Grillo oltre che del sindaco e di tutti gli ex compagni grillini, ma che rimane attaccata alla sua poltroncina, addirittura, pare, anche lei votante alle regionarie.
Ora, a Ragusa, c’è il caso della candidatura della ex assessore Campo che, secondo alcuni attivisti locali avrebbe ricevuto il sostegno dei dissidenti alle regionarie e nessuno interviene per fare chiarezza.
Ma cosa volete che siano le nostre piccole beghe di paese attorno a piccoli personaggi della politica, non c’è chiarezza nemmeno a livello regionale e si viaggia solo sull’onda di un successo che viene dato per certo e consoliderà la forza di un Movimento che per quanto riguarda il coinvolgimento della base e i principi di trasparenza e aderenza alle regole è soltanto un grande bluff che, però, rispetto agli altri partiti è sempre tanto meglio, per cui si fa strada ugualmente.
Ma non ci vengano a parlare di trasparenza, di regole, di morale ed etica politica.

Era stata repubblica palermo a uscire fuori lo scandalo delle pressioni che avrebbe esercitato il capogruppo Tancredi del Movimento 5 Stelle all’ARS per convincere il vicecapogruppo del Pd Giovanni Panepinto a rigettare le dimissioni del deputato 5 Stelle Giorgio Ciaccio, coinvolto nello scandalo delle firme false di Palermo.
È stato lo stesso Panepinto a svelare i retroscena all’edizione regionale del giornale romano, Il deputato grillino aveva annunciato le dimissioni subito dopo il rinvio a giudizio per le firme false, ma la sua decisione è stata respinta dall’Ars, martedì, con un voto che ha visto 9 assenti su 14 fra i Cinquestelle, assenze da molti ritenute startegiche.
Se Ciaccio si fosse dimesso, all’Ars sarebbe subentrato Giulivi, che ha fatto causa al M5S dopo l’esclusione dalle Regionarie.
Per alcuni è una prassi istituzionale rigettare le dimissioni in prima battuta, ma è stato lo stesso Tancredi, allo stesso giornale a mettere l’anima in pace di quanti, ingenuamente, pensavano ad una querela del capogruppo.
Sergio Tancredi ammette la trattativa. Conferma di aver esercitato le pressioni, dice che è una prassi.
Aggiunge, poi, in puro stile prima repubblica, con elucubrazioni di tipo democristiano, che il reo deve prima presentare le dimissioni al capogruppo che deciderà con il gruppo cosa fare.
In pratica, tutta una serie di accorgimenti volti ad evitare le dimissioni, con la scusa che si è a fine legislatura e che non converrebbe, al subentrante, sprecare un mandato per soli tre mesi di poltrona.
Tutto legittimo e, sotto certi aspetti anche logico, ma nessuna parola per un netto distacco da Ciaccio, per una sua emarginazione personale e, soprattutto, dal Movimento.
Dopo quello che ha combinato, certa gente non dovrebbe nemmeno distribuire volantini nei gazebi, pare, invece, che continui ad avere normali rapporti con il Movimento.
Questa è la doppia morale dei grillini che adattano regole e principi alle necessità del momento.
Ma quello che fa più impressione è che nessuno della base, degli attivisti, in molti casi sempre molto loquaci in fatto di critiche e censure, restano nel più assoluto silenzio: forse, nelle zone di villeggiatura, internet ha difficoltà di ricezione e l’informazione non arriva subito !

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