Il dato certo è che gli assessori li sceglie Musumeci, dopo che gli hanno dato i nomi

Apparente bonaccia per la composizione della giunta regionale, ma i vertici dei partiti della maggioranza e della maggioranza stessa si susseguono in un vortice di indecorose pretese.
Viene fuori anche Raffele Lombardo, o meglio il suo partito, MPA, che chiede un assessore, minacciando che la sua sparuta rappresentanza di quattro deputati si ammutini.
E siccome l’ammutinamento potrebbe manifestarsi già per l’elezione del Presidente dell’Assemblea, ecco che a Gianfranco Miccichè ‘ritorna l’udito’ e pensa di dare spazio all’MPA rinunciando ad un posto per Forza Italia.
Nel contesto di uno scenario dove inderogabili sono i criteri di scelta degli assessori, improntati solo a competenze ed elevate capacità, si fa strada anche la rivendicazione di un posto per Forza Italia di Trapani.
Meglio precisar subito per i lettori ragusani che non ci sono nemmeno lontane rivendicazioni per Forza Italia della provincia di Ragusa, la cui classe dirigente manca troppo di autorevolezza e di prestigio di fronte ai notabili azzurri sparsi per la Sicilia.
Quindi Ragusa del tutto fuori dei giochi, come ha anche fatto capire il Presidente Musumeci che, evidentemente, non ha trovato soggetti degni assolvere il ruolo di assessore, nemmeno all’interno della sua area politica di destra, provincia ragusana ultima non solo nelle classifiche ma anche nel borsino degli assessori
E dire che Ragusa era andata vicina alla giunta regionale con l’indicazione dell’ex assessore comunale ai lavori pubblici, mi pare dal nome Corallo, ma così è la vita!
Questa questione del posto rivendicato da Lombardo creerà non pochi ostacoli per la formazione della giunta, tenuto conto anche delle fibrillazioni interne di Forza Italia fra trapanesi e siracusani, è il destino dei siciliani oppressi fra nord e sud o fra occidente e oriente.
Addirittura si vocifera di un vertice di maggioranza domenicale, si comincia bene se per dirimere beghe interne alla coalizione, si è costretti anche a riunirsi nei giorni festivi, ancor prima di iniziare.

C’è da sperare che gli accadimenti per la formazione della giunta siano forieri di esperienza per le forze politiche che sgomitano per le candidature a sindaco nella nostra città.
Da noi, per ora, i vertici sono ad escludendum, cioè si cerca di fare piazza pulita, di eliminare concorrenti indesiderati, perché si sa che alla fine qualcuno prevarrà e chi perde verrà a bussare per il posto di assessore.
A Palermo, come a Ragusa, però, sempre le solite facce, a nessuno dei leader che venga in mete di presentare aspiranti candidati ‘nuovi’, dalla faccia pulita politicamente parlando, gente che potrebbe fare la differenza, distinta già per sua natura dai soliti politicanti, peraltro non eccellenti nel loro curriculum.

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