di Cesare Pluchino
Un po’ tutti si affannano a trovare motivazioni di una presenza poco convinta e dai ritorni indefiniti. Silenzio assoluto sulle scelte ragusane
Forse in vena di battute spiritose, un assessore del Comune di Ragusa, durante una seduta del Consiglio Comunale, ha asserito che dai banchi dell’aula consiliare di Palazzo dell’Aquila, sono stati illustrati i particolari di come si andrà a partecipare all’EXPO, ha detto che dagli stessi banchi sono state date risposte ai rilievi sollevati solo per fare demagogia e polemica.
Della partecipazione ragusana, o meglio dei progetti di una eventuale partecipazione, non si sa nulla.
Ragusa ha goduto un momento di inaspettata celebrità per il consenso dato al Ragusano DOP da parte di un emiro arabo all’interno del padiglione della Coldiretti, nella giornata dedicata ai formaggi siciliani.
Per il resto notizie frammentarie, fra cui emerge quella dell’esibizione del sassofonista vittoriese Cafiso al Cluster Bio Mediterraneo, dal quale, peraltro Ragusa si è ufficialmente defilata. Un evento pompato sulla stampa locale iblea ma che, a detta di persone presenti a Milano, alla manifestazione, non ha avuto una eco rilevante.
D’altra parte parlano gli stessi articoli e i post sui social network che non mostrano pubblico e visitatori dello stand.
Ma non è che la situazione sia ottimale per la Sicilia, ancora dopo un mese dall’apertura, come testimoniano anche autorevoli testate regionali che riportano un quadro sempre fosco della situazione milanese per le aree espositive siciliane.
Da un reportage di Federica De Felici sull’autorevole livesicilia.it (http://livesicilia.it/2015/05/29/sicilia-allexpo-la-quiete-dopo-la-tempesta_633109/) emergono ancora problemi irrisolti, nonostante le considerevoli somme stanziate per la partecipazione.
Incomprensibili scelte che fanno trovare esposizioni di gioielli e i due acroliti di età arcaica risalenti al V sec a. C.. Perduranti lacune della segnaletica, soprattutto per arrivare al Cluster Bio Mediterraneo, dove la Sicilia è l’official Partner di Expo. Simbolo del fallimento totale dei milanesi e, a ruota, dei siciliani a Milano, la moto APE chiosco, di colore giallo, intravista nelle foto del primo giorno, mentre Cartabellotta era con la scopa in mano, ancora inutilizzata per la mancanza di un cavo elettrico che tarda ad arrivare.
In Sicilia, queste cose non potrebbero accadere, basterebbe rivolgersi alla persona giusta e dopo dieci minuti ci sarebbe l’allaccio, come per la luce di casa !
Per il resto cannoli e panettone, pizza e pane cunzatu con qualche bicchiere di vino, in puro stile da sagra paesana, con un angolo ristorazione non ancora funzionante.
Per la nostra città, non ci resta che aspettare il destino dell’utilizzo della somma prelevata dalla tassa di soggiorno, nella speranza che non venga utilizzato, in loco, per qualche altra sagra paesana.
