Solo tre le firme per la sfiducia al sindaco: volano gli stracci fra le opposizioni

Mancano circa 5 mesi alle elezioni comunali per il rinnovo delle cariche di primo cittadino e dei consiglieri comunali ma la campagna elettorale si può dire nel pieno del suo svolgimento, con tutti i teatrini annessi di riunioni più o meno riservate, di improbabili candidature e di interventi a ruota libera come quello odierno dei consiglieri comunali del PD, D’Asta e Chiavola.
Con questa nota del gruppo democratico, cominciano a volare gli stracci fra i vari contendenti, in questo caso fra gli esponenti delle opposizioni che avrebbero dovuto avere e dovrebbero avere un minino di linea comune.
E non bisogna dimenticare che, al netto dei contenuti intrinseci del comunicato sul fallito tentativo di sfiducia al sindaco, il protagonista è oggi quel Mario D’Asta che nel 2013 invitava a non votare per il candidato del PD, Cosentini, per non favorire la corrente Calabrese e l’ascesa, dentro il partito, di Nello Dipasquale.
E, per colmo dell’ironia, invitava addirittura a votare per un altro candidato, oggi compagno di opposizione che viene bistrattato nel comunicato, senza dire che D’Asta, assieme a Chiavola, sono alla corte di Nello Dipasquale, oggi ‘padrone‘ del PD a Ragusa e in provincia, e devono, o almeno dovrebbero, fare campagna elettorale per Calabrese, candidato sindaco del PD.
Se ci fosse un attento controllo sulla comunicazione del partito, si potrebbero evitare scivoloni come quello di D’Asta e Chiavola che, di fatto, fanno un regalo ai 5 Stelle.
Peccato che Piccitto abbia pensato di prendere una pausa di riflessione, sull’onda della tendenza, diventata strategia nel Movimento 5 Stelle, di defilarsi, per un attimo, e lasciare il Movimento a Di Maio, per ‘cuocerlo’ in un flop annunciato.
Ne potrà beneficiare il designato vicesindaco Massimo Iannucci, a patto che i 5 Stelle di Ragusa, quelli dissidenti e creativi, non inventino una delle loro per votarsi alla sconfitta.

Oggetto del comunicato dei democratici del consiglio comunale di Ragusa è la mancata raccolta delle firme necessarie per presentare la sfiducia al sindaco.
Termine ultimo era il 27 dicembre, sei mesi prima della scadenza naturale del mandato, oltrepassato il quale, visto che erano solo D’Asta e Chiavola, oltre alla consigliera Sonia Migliore, disponibili a firmare per raccogliere i 12 nomi utili per la presentazione della sfiducia, i democratici pensano bene di far volare gli stracci all’interno della sbrindellata compagine delle opposizioni.
Strategia, secondo noi, del tutto inutile, dannosa, vanamente offensiva nei confronti dei compagni di opposizione, nel momento topico dell’avvio della campagna elettorale, un regalo ai 5 Stelle e a quelle forze politiche che vorrebbero imporre nomi esterni per ‘vendere’ la città agli stranieri di ritorno.
Ma i vecchi della politica, con quello che c’è sulla piazza, possono pensare questo e altro, visto che c’è gente che pensa che la politica sia un gioco di ruolo, una sorta di Monopoli natalizio o di Mercante in fiera.
Perché sbandierare che certa opposizione è solo di facciata non fa che tentare di escludere la stessa da possibili candidature che si profilano all’orizzonte.
E i maligni potrebbero pensare che la distorta strategia possa essere anche frutto di una mossa architettata dalla consigliera Migliore che viene citata nel comunicato come l’unica che avrebbe offerto, ai PD e alla città l’opportunità di presentare la mozione di sfiducia.
Ma come si può vantare di avere raccolto solo tre firme su dodici occorrenti, fra 16 consiglieri di opposizione? Una ammissione di un fallimento totale anche nell’ultimo tentativo di attacco alla roccaforte grillina, possibile solo in un partito allo sbando, dove sono rimaste pochissime le menti pensanti e che non possono pensare a tutto.
Raccolte dodici firme, dopo la discussione in consiglio, dovevano essere 20 i consiglieri disposti a votare per la sfiducia, della quale si sarebbe potuto parlare solo dopo aver avuto la certezza del consenso di quattro esponenti del Movimento 5 Stelle, fra i 14 rimasti ad onorare il mandato degli elettori pentastellati.
Svenevole la storiella dell’opposizione di facciata, del non voler rinunciare alla poltrona, a pochi mesi dalla fine di questo teatro al quale, per primi, D’Asta e Chiavola hanno partecipato, senza minimamente rendersi conto del livello infimo di opposizioni che, in cinque anni, non hanno saputo raccogliere un solo minimo risultato, capaci solo di opposizione strumentale, mai costruttiva e senza la minima proposizione di proposte per la città.
D’Asta e Chiavola ritengono che sia stata un’occasione persa per portare avanti una prassi di buona politica, non pensano, minimamente, di aver messo alla berlina opposizioni che, di fatto, dopo 5 anni di inutili lamenti, avrebbero dovuto pensare prima a organizzare un forte dissenso nei confronti dell’amministrazione, quando ci sarebbero state le condizioni per coagulare la protesta e la voglia di cambiamento.
Una amministrazione che, secondo i democratici in Consiglio, non avrebbe avuto la benché minima capacità di immaginare la Ragusa del futuro, né di amministrare la Ragusa del presente, asserzioni che sbattono contro la realtà suffragata dai grandi consensi ottenuti alle regionali dal Movimento 5 Stelle e dal sentire comune diffuso in città.
Pesante la chiosa finale del comunicato che accomuna i vari Iacono, Massari, Morando, Ialacqua, Tumino, La Porta, Marino, Lo Destro, Mirabella, Nicita, Marabita, in un quadretto poco dignitoso e offensivo della dignità personale e istituzionale dei singoli che, in ogni caso, hanno il diritto di condurre l’opposizione secondo le proprie vedute e, soprattutto, secondo le proprie capacità.

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