Amministrazione sotto l’effetto di una bufera politica, per la refezione e altri servizi, stando alle dichiarazioni dei consiglieri comunali

Una seduta del Consiglio Comunale, come al solito dedicata esclusivamente alle comunicazioni e rinviata al giorno successivo, secondo l’andazzo ormai usuale della doppia seduta.
Seduta animata dalla presenza, in sala giunta, di un gruppo di genitori, utenti del servizio di refezione scolastica per i figli, presenza organizzata dal PD cittadino che richiede la revoca del servizio, senza ulteriori verifiche.
L’amministrazione pare intenzionata a rescindere il contratto di appalto, per gravi inadempienze, ma per farlo, intende aspettare l’esito delle analisi eseguite dal competente servizio dell’ASP, preoccupata di immergersi in un contenzioso infinito con la ditta. Preoccupazione che impedisce al Sindaco anche di sospendere il servizio.
In effetti, come rilevano molti genitori, non si può attendere così a lungo una decisone che viene sollecitata da più parti, ma va anche detto che bene fa il Sindaco a seguire i consigli del Dirigente e dell’avvocatura comunale, perché potrebbe profilarsi un contenzioso infinito con l’azienda che già, in passato, ha fatto valere i suoi diritti in tribunale, per questioni simili.
E meglio muoversi in uno stretto ambito di legge, rifuggendo da logiche strumentali, perché rimane un dato di fatto che, a fronte di 50 mamme che protestano in Comune, pare che, solo nella giornata di ieri, lunedì, circa 700 bambini e 200 insegnati abbiano usufruito del servizio.
Questo on significa che non è successo nulla, che non ci debbano essere provvedimenti per le inadempienze, ma si deve attentamente verificare ogni passaggio burocratico di una eventuale revoca, fermo restando che una protesta efficace sarebbe il disertare la mensa, ma se ci sono 700 bambini e 200 insegnanti che mangiano, la protesta, oltre che esigua, sembra destinata a fallire.
La riunione in sala giunta, fra sindaco, dirigenti, assessore e genitori, ha visto un muro contro muro, praticamente irrisolvibile, anche per le posizioni di qualche genitore che rifiuta ogni tipo di cavillo giuridico che possa escludere la revoca immediata.
Qualcuno ha riferito di inadempienze verificate anche nella giornata di lunedì, è stato riferito di visite dei Nas,
non meglio specificate, si resta ad attendere lo svolgersi degli eventi.
A nome di diversi genitori, il segretario cittadino del PD, Calabrese, ha chiesto la revoca immediata e unilaterale del servizio, secondo un preciso articolo del capitolato d’appalto, secondo alcuni la norma potrebbe essere eccepita come illegittima dalla controparte, sarebbe una discrasia del capitolato per la quale il Comune sarebbe invogliato a seguire un iter diverso per la revoca.
Sarà bene che al più presto l’assessore al ramo esplichi quali saranno le decisioni dell’amministrazione e faccia chiarezza sui rapporti con la ditta interessata, dal momento che la stessa partecipa anche alla gara biennale, in corso di svolgimento.
Sarebbe paradossale che la ditta subisca la revoca e rientri con il prossimo appalto biennale del servizio.
Va rilevato come molti genitori hanno eccepito una eccessiva politicizzazione della vicenda, peraltro sostenuta solo dal Partito Democratico, mentre tutte le altre componenti politiche del Consiglio hanno assunto una posizione più defilata, complice, anche, il periodo di campagna elettorale.
Nel suo intervento in aula, nel corso della contemporanea seduta di consiglio comunale, la consigliera Gianna Sigona ha elevato i toni criticando quanti hanno inteso bloccare i lavori del Consiglio, strumentalizzando la vicenda e coinvolgendo i bambini, per una vicenda che devono risolvere i dirigenti, l’avvocatura, le autorità sanitarie preposte.
In ogni caso sarebbe auspicabile un atteggiamento più coinvolto dell’amministrazione, i lunghi silenzi dell’assessore al ramo, se restano insindacabili perché l’amministratore deve perseguire le sue strategie, anche di natura giuridica, non depongono a favore della giunta, sotto l’aspetto della comunicazione dell’immagine.

La seduta si è risolta in una tempesta, sia pure passeggera, come tutte le bufere, per l’amministrazione che ha ricevuto ogni tipo di critica per situazioni che vanno, in ogni caso verificate e riferibili sempre a servizi per i quali le ditte appaltanti non sembrano volersi attenere alle normative, alle disposizioni di legge e ai capitolati.
Ma in consiglio gli assessori sono sempre assenti e, comunque, nessuno risponde alle questioni sollevate, alcune delle quali, se riscontrate, assumono grande rilevanza.
Il consigliere Lo Destro ha sollevato il caso dei dipendenti della cooperativa Pegaso, che gestisce l’idrico e i servizi cimiteriali, che non avrebbero percepito né tredicesima, né lo stipendio di dicembre.
Il consigliere Massari ha sollevato criticità per il servizio di trasporto degli alunni, anche in questo caso i dipendenti fanno trapelare rivendicazioni di carattere economico per mancata osservanza del capitolato.
Il consigliere Iacono ha eccepito qualcosa sul servizio sociopsicopedagogico, ma è stato anche un fiume in piena per la questione ospedale, per la questione randagi, per la discarica.
La consigliera Sigona ha sollevato la questione della distribuzione dei mastelli per la raccolta differenziata, rilevando come l’annunciata lettera del sindaco con il codice a barre necessario per ritirare l’attrezzatura non sia ancora pervenuta a molti.
Colorito, poi, l’intervento in aula della consigliera Marabita, che ha riportato le lamentele di diversi uffici comunali che denunciano il mancato rifornimento di carta igienica per i bagni e di carta per fotocopie.
La consigliera ha ritenuto opportuno fare un regalo simbolico all’amministrazione portando in aula, sullo scranno una risma di carta per fotocopie e un pacco di carta igienica che, forse, per la prima volta ha varcato la soglia dell’aula consiliare.
Tutte questioni, quelle sollevate che esigono una attenta verifica da parte degli amministratori e una serie di interventi per evitare di trascinare la città nel ridicolo, dalla mancanza di carta igienica nei cessi alle solite inadempienze delle ditte appaltatrici che al momento di pagare gli emolumenti aspettano il bonifico dell’ente.
A questo livello, tutti possiamo fare gli imprenditori, i dipendenti sono delle imprese che devono avere la capacità economica di operare, pagando regolarmente i dipendenti. Se il Comune non paga che blocchino il servizio, vedranno come gli uffici si attiveranno subito.

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