di redazione
Solo una mozione per un’analisi più approfondita del fenomeno, serve a poco l’indignazione dei parlamentari PD di fronte alle accuse dei Forconi
“Mentre a Scicli la famiglia Pacetto veniva sfrattata e accolta in un centro di ospitalità per migranti, alla Camera veniva votata una mozione che impegna il Governo solo ad un’analisi più approfondita del fenomeno.
Da nessuna parte, ancora, è espressamente sancita l’impignorabilità della prima casa. Il voto di ieri si traduce, un pratica, in un pannicello caldo e a poco serve l’indignazione dei deputati PD in reazione alle accuse del movimento dei Forconi, quello stupore del PD non cambia le cose, purtroppo”.
Lo ha dichiarato il senatore Giovanni Mauro, portavoce e commissario di Forza Italia nella provincia di Ragusa, in merito alla polemica, accesa ieri dal leader dei Forconi Mariano Ferro, che ha duramente attaccato la deputazione regionale e nazionale del partito di Matteo Renzi.
“Il Partito Democratico – accusa Mauro – non si rende conto dell’urgenza di affrontare la materia seriamente, stabilendo a livello normativo l’impignorabilità della prima casa in modo assoluto. E mentre alla Camera si gioca a inserire significati nascosti tra le righe, rimuovendo il punto fondamentale ed esplicito, molte famiglie continuano ad essere sfrattate.
Non capiscono neanche che questi drammi avranno ripercussioni emotive enormi su quelle persone, come nel caso della famiglia Pacetto ospitata adesso in una sorta di casa di accoglienza”.
“Sarebbe scorretto da parte mia – aggiunge il senatore – fare adesso dei paragoni sulle diverse storie di queste famiglie, tra migranti e cittadini italiani, accomunate dal percorso commovente delle loro esperienze, tuttavia questa situazione apre una questione nuova.
Per aiutare chi perde la propria casa, dato che il Governo per ora rimane sordo alle richieste che gli vengono poste e visto che la prima casa, nonostante le belle parole, nei fatti per ora rimane un bene pignorabile, si istituisca almeno un fondo di solidarietà per aiutare questi cittadini a cercare una nuova abitazione in cui vivere”.
“Come ricorda papa Francesco – conclude Mauro – ‘la casa è un luogo decisivo nella vita, dove la vita cresce e si può realizzare, perché è un luogo in cui ogni persona impara a ricevere amore e a donare amore’.
Ma, mi domando, cosa ne sarà del futuro di chi deve ancora crescere senza una dignitosa sistemazione? Quali saranno le conseguenze, per esempio, per quei minori che vivono in una tale situazione di disagio perché lo Stato non riesce a prendere un’unica e definitiva decisione su un tema così importante? Sono domande che dovrebbe porsi anche qualcun altro”.
Per la cronaca, del PD solo la senatrice Padua ha replicato alle accuse dei Forconi, ritenendo, come ha specificato in un comunicato, che il testo approvato ala Camera serva ad arginare i pignoramenti delle prime case.
Dicendosi basita per l’attacco composto portato alla sua persona, avrebbe preferito il dialogo e il confronto che lei stessa ha assicurato, fino alla recente visita del Ministro Boschi.
La Padua sotttolinea come nella mozione approvata si voglia impegnare l’esecutivo a “valutare l’opportunità di adottare iniziative di rango normativo e ad individuare misure di natura economica per la gestione dei mutui ipotecari per la prima casa in sofferenza, con particolare riferimento ai nuclei familiari, soprattutto quelli numerosi, che si trovano in situazione di temporanea insolvenza”.
La mozione del Pd impegna il governo anche “a valutare l’opportunità di effettuare un’analisi approfondita ed aggiornata al fine di definire le misure da mettere in campo per arginare il fenomeno dei pignoramenti degli immobili adibiti ad abitazione principale”.
Ma, al di là delle parole e di altri riferimenti alle regole normative attualmente in vigore, di concreto non c’è nulla in ordine all’esigenza di sottrarre la prima casa ai tentacoli dello Stato e delle vendite giudiziarie sulle quali si esprimono, da vari settori, notevoli perplessità sulle regole e sulle procedure.
