di Vilnius Nastavnic
Maggioranza e opposizione, con pochi assessori e con l’ausilio dei revisori dei conti, sfornano una seduta da incorniciare, lasciando ampi spazi per serie riflessioni sul futuro della città
Seduta del Consiglio Comunale che ha dato modo di condurre un’analisi completa dei protagonisti della politica cittadina.
Un’analisi che coincide con i primi due anni di amministrazione Piccitto e ha fornito il peso specifico di ognuno dei protagonisti che si muovono all’interno dell’aula consiliare di Palazzo dell’Aquila.
Non si sa da dove cominciare, gli spunti di riflessione attengono al Presidente del Consiglio, agli assessori presenti, ai consiglieri comunali, alle opposizioni, alle varie componenti dell’opposizione, alle componenti politiche della maggioranza. Dobbiamo ammettere che, al compimento del secondo compleanno della sindacatura Piccitto, non avevamo trovato spunti sufficienti per fare festa, la seduta del 30 luglio ci ha offerto l’occasione di un galà.Dovremo limitarci a dei flash sui momenti salienti, riservandoci di approfondire qualche aspetto particolare.
Protagonista nascosto della giornata il Sindaco Federico Piccitto che, ancora una volta, esce alla grande da momenti critici, quasi senza intervenire: c’è un non so che di ammaliante nella sia persona che porta chi gli sta attorno a muoversi in un misto di rispetto istituzionale, fiducia nella persona e solidarietà nei momenti difficili, tali da non spingere ad infierire sulla preda. Così si muove il Presidente del Consiglio, Giovanni Iacono, che, nella doppia veste d Presidente del Consiglio e leader di Partecipiamo, decide di stare comunque vicino al primo cittadino, così si muovono le opposizioni che non risparmiano critiche, che spesso travalicano nelle offese, agli assessori, ma ci vanno sempre delicati sul Sindaco al quale vengono solo ‘consigliate’ le dimissioni. Così si compartano i consiglieri comunali, che ballano solo quando il gatto non c’è.
Le opposizioni hanno fornito il meglio della disunità, già altre volte mostrata, trasformando l’ingresso dell’aula consiliare nella porta girevole di un grand’hotel: minacce di abbandonare la seduta già di primo mattino, uscite dall’aula e repentini rientri, fino a tarda sera, che non hanno fatto comprendere chi fosse dentro e cosa facesse, se per intervenire, se per votare, o per altro.
Alla fine si è notata solo la presenza di Sonia Migliore, di Giorgio Massari, di Maurizio Tumino e di Elisa Marino che, nonostante i reiterati rilievi sulla opportunità di discutere i punti all’ordine del giorno senza aver potuto approfondire gli stessi, hanno consumato il ‘pasto’ dell’opposizione fino all’ultimo.
Qualcuno appassionato, qualcuno dotto e profondo, qualcuno teatrale, per far capire solo che hanno aumentato, di nuovo, le tasse, senza nemmeno il tentativo di proposte alternative concrete, ancorché sarebbero state rigettate dalla maggioranza.
Un componente di opposizione, da considerare a parte, è il prof. Ialacqua, del Movimento Città, che, more solito, non le manda a dire, muove accuse precise e circostanziate all’amministrazione e ai singoli assessori, per un attimo mostra di incarnare il seme della rivoluzione ma si perde, spesso, in un rispettoso corteggiamento della sola parte politica che giudica in grado di portare ad un cambiamento.
Dall’altra parte la maggioranza, ma quale ?
Quella forte e solida di 18 consiglieri, con Partecipiamo come forza qualificante e autorevole di governo, o quella comunemente indicata come maggioranza grillina, stentata di soli sedici componenti che, alla luce degli ultimi avvenimenti tale non si può considerare se non a condizioni particolari e imposte dal gruppo di turno ?
Se consideriamo quella a diciotto, la seduta ci consegna l’inderogabile esigenza di chiudere la verifica politica in atto da mesi, perché, ma questo è stato rilevato da pochissimi, tantomeno dall’assessore in conferenza stampa, senza la permanenza in aula di Partecipiamo, componente che, comunque, si è astenuta, oggi discuteremmo di altro.
Una verifica che si impone, nell’interesse comune, del Sindaco, per una più tranquilla navigazione all’avvicinarsi del giro di boa della sindacatura, di Partecipiamo che dovrebbe esigere, come forza di governo, maggiore visibilità e, soprattutto, riconoscimento dell’apporto significativo al governo della città.
Una verifica che dovrebbe portare il Sindaco, Partecipiamo e lo stesso Giovanni Iacono ad una decisione di quelle che, poi, caratterizzano, per sempre una sindacatura.
Iacono dovrebbe entrare in Giunta, con un secondo assessorato o al posto dell’attuale assessore di Partecipiamo, per una assunzione totale di responsabilità nella guida della città.
Sarebbe un po’ come ritornare all’inizio, magari richiamando le stesse persone che stilarono accordi ai quali non fu dato seguito.
Un cambiamento di rotta, dal Movimento del cambiamento: e si sistemerebbero tante cose, nell’interesse comune.
Un posto disponibile per la Presidenza, un rimescolamento delle deleghe, un momento chiarificatore all’interno della giunta e nei rapporti con il Consiglio, tali da imprimere l’accelerazione ideale per un giro di boa che possa dare l’abbrivio giusto per la navigazione tranquilla.
Se si deve continuare a vivacchiare con un Presidente che non può esprimere le sue potenzialità politiche, costretto a contenere un consiglio di irrequieti che non può nemmeno rimproverare, perché super partes, con un Sindaco che deve contenere assessori ‘’lenti’’ e consiglieri esuberanti, con una maggioranza che funziona come i giocattoli di una volta, con la ‘’corda’’, con una compagine assessoriale che, spesso, non riesce nemmeno a comunicare all’interno della Giunta, figuriamoci fuori, non ci sarà futuro politico per nessuno dei protagonisti.
Ma soprattutto l’esito della settimana non deve costituire il gadget estivo come quelli che si trovano nelle riviste di gossip: si dica chiaramente alla città cosa pensa il Sindaco di quello che è avvenuto, senza influenze dal piano superiore.
L’assessore Martorana non è il trasformer che da mostro di trasforma in fuoriserie: o merita piena fiducia, per le sue competenze e per il lavoro che svolge per i suoi assessorati, unitamente ai collaboratori più stretti, tale che possa essere espressa ufficialmente, rigettando le facili accuse di incapacità delle opposizioni e ridimensionando pretese, ambizioni e disegni politici di gruppi della compagine consiliare, anche a costo della perdita di altri elementi, oppure sia riconsegnato agli affetti familiari e a ruoli più consoni alle sue competenze.
Se si vuole arrivare al bilancio di fine settembre con una estenuante manfrina sulla questione, saranno in molti a piangerne le conseguenze, anche fuori Ragusa.
