Un Consiglio Comunale acerbo e senza opposizione

Un consiglio comunale ancora troppo giovane, che stenta a maturare per l’assenza di opposizione.
Solo qualche residua schermaglia fra grillini e maggioranza ma non c’è stoffa in giro per impensierire un sindaco che va come una vettura elettrica, in silenzio, guardata con ammirazione al passaggio e con un consenso montante, anche da parte di chi giurava che mai avrebbe preso in considerazione una vettura elettrica.
Tempi bui per chi sostiene che l’opposizione è il sale della democrazia, basti pensare che è andata in archivio, senza scossoni, una seduta nella quale si esaminavano atti che dovevano essere sottoposti al consiglio molto tempo prima e che sono stati approvati debiti fuori bilancio senza la presenza dei revisori dei conti, segnale di una maggioranza asservita all’amministrazione e di opposizioni che hanno deposto le armi ma non le hanno nemmeno prese.
Rilevante l’intervento iniziale della consigliera Occhipinti, del gruppo PeppeCassìSindaco, che ha fatto appello alle forze migliori della civica assise per un momento di reale cambiamento nell’interesse della città, auspicando interventi improntati a problematiche reali e di vera politica, rifuggendo dalle segnalazioni polmiche e strumentali.
Importante la presenza in aula di tutta la giunta che risponde puntualmente alle istanze, il Sindaco, in apertura di seduta, ha comunicato dell’atto di indirizzo per la riduzione dei settori, decisione importante per la vita amministrativa del comune che ha trovato una platea impreparata, senza nessun intervento sulla delicata materia.
Nessuno, nemmeno della maggioranza, sente l’esigenza di sollecitare risposte per l’ospedale, per la Ragusa-Catania, per l’autostrada, per l’aeroporto, nessuno chiede notizie del bilancio e rivolge domande per il ritardo che ha già portato alla nomina del commissario regionale ad acta.
Nemmeno in una assemblea condominiale c’è un silenzio tanto rassegnato e rispettoso, non si parla di temi politici, non si disturbano i vari assessori nemmeno per conoscere le linee ispiratrici dell’azione politica in tema di urbanistica, di sviluppo economico, di turismo e di programmi culturali.
L’esame dello strumento finanziario costituirà un primo banco di prova, ma si immagina la valenza di un bilancio preventivo approvato a settembre, se va bene, quando buona parte delle somme sono già tutte impegnate.
Qualcuno ha messo già le mani avanti, non è il bilancio della giunta Cassì, ma quello condizionato dalle scelte già operate, quello targato Cassì sarà quello del 2019, il primo vero bilancio del cambiamento, ma sarà, poi, vero cambiamento ?
Per ora ci sorbiamo eventi e manifestazioni, piccole e grandi eredità delle scelte e dei gusti della passata amministrazione, siamo davanti ad un banchetto preparato da tempo: non sappiamo se Cassì mostra di gradire per innato savoir faire, partecipando con apparente partecipazione alle conferenze stampa, in attesa di poter sedersi al ristorante e ordinare quello che più gli piace, oppure siamo davanti al cambiamento che non ci sarà, con la riproposizione di eventi e iniziative che si spacciano come ormai istituzionalizzati e intasano programmi culturali e ricreativi con pesante ripetitività.
Il bilancio sarà un banco di prova per le capacità di tutto il consiglio di proporre emendamenti per imporre scelte che siano espressione delle richieste dei consiglieri e quindi, indirettamente, della città.

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