di Cesare Pluchino
Tatticismi esasperati, capacità politiche scarse, aula a tratti vuota, disertata anche dai residenti di Passo Marinaro, presenti in numero esiguo, il tutto per ritirare, alla fine, gli atti di indirizzo all’ordine del giorno
Che si sarebbe assistito ad uno spettacolo avvilente era nell’aria, ma la trama è stata una sorpresa.
Il Consiglio Comunale approntato per discutere otto Atti di Indirizzo su Passo Marinaro e zone limitrofe, riconducibili allo stesso tema di una auspicata riqualificazione della zona e strumentalmente presentati dai consiglieri Migliore e Nicita, rischiava di essere rinviato per mancanza del numero legale. Parecchi esponenti del Movimento 5 Stelle avevano manifestato intenzioni ‘bellicose’ per una serie di atti non condivisi e la cui suddivisione era considerata una forzatura.
Fino a pochi minuti prima della seduta, ultima riunione dei pentastellati per decidere il da farsi, ma era nell’aria che anche questa volta la rivoluzione grillina era rinviata a data da destinarsi: troppe indecisioni, troppa filosofia, intenzioni non mantenute di interventi al vetriolo in aula, forse il profumo del gettone di presenza che svaniva avrà completato l’opera.
Chi ne esce alla grande è la consigliera Nella Disca che, disapprovando l’ordine del giorno aveva preannunciato apertamente che non avrebbe partecipato al festival degli atti di indirizzo e ha mantenuto fede alle intenzioni.
Parzialmente raggiunto l’obiettivo da parte di Sonia Migliore per l’ennesima esibizione di opposizione al governo e alla maggioranza del Movimento 5 Stelle, favorita, questa volta, dalla stessa controparte, ancorché offuscata dalle rimostranze e dalle puntuali precisazioni degli ambientalisti, espresse tramite i sodali grillini dissidenti del meetup RagusAttiva 5 Stelle, e da una esigua presenza di residenti di Passo Marinaro il cui defilarsi si era avvertito già in estate con il fallimento dei sit-in nella contrada.
Lo stesso esito della seduta, con l’atto di indirizzo sull’ecomostro di Randello puntualmente bocciato, con la mancata partecipazione al voto dei tre consiglieri di Forza Italia, dei tre del PD, di Morando, della Marino e della stessa Nicita, cofirmataria dell’atto, e con il ritiro degli altri sette atti di indirizzo, la dice lunga su una seduta che sarebbe stato meglio evitare.
Per la riqualificazione dell’area occupata dal rustico del villaggio turistico mai completato, l’assessore Corallo ha esplicitato i particolari di una situazione complicata che vede la società titolare della struttura in amministrazione controllata, non in grado di completare il progetto ma neppure di provvedere alla demolizione ormai imposta dai decaduti termini della concessione. Un caso di cui si dovranno occupare i legali e che potrebbe comportare costi assai elevati per il Comune, se costretto alla demolizione, ancorché in danno ma di una società ormai inesistente.
Prematuro quindi parlare di demolizione e di riqualificazione del sito, soprattutto considerando i tempi che corrono.
Le pretestuose polemiche sugli atti di indirizzo su Passo Marinaro, suddivisi per singole esigenze, sono state spente sul nascere dall’intervento competente di Maurizio Tumino e dalla esaustiva risposta dell’assessore Corallo.
Tumino chiedeva solo chiarezza sugli intenti dell’amministrazione, anche per dare una risposta ai residenti.
Corallo condivideva sia l’impostazione che l’esigenza di tutela e valorizzazione del sito.
Misure impossibili da adottare, in precedenza, mancando il bilancio, come impossibile sarebbe stato l’inizio di qualsiasi procedura sulla base dei soli atti di indirizzo.
Confermando che non c’è mai stata l’intenzione di dimenticare Passo Marinaro, come qualcuno, strumentalmente, ha cercato di far passare, il nuovo bilancio prevede un apposito capitolo per le frazioni marinare che, volendo, le opposizioni possono anche emendare per impinguare i fondi a disposizione.
Se il bilancio non verrà stravolto in Consiglio Comunale, ci sarà la concreta possibilità di intervenire su Passo Marinaro e in tempo per la nuova stagione.
La Migliore è stata così costretta a ritirare gli atti di indirizzo, obbligata a raccogliere le dichiarazioni dell’assessore ai lavori pubblici che ha confermato sia le spese per manutenzioni che il capitolo per le zone marinare.
