Più fatti e meno politichese nella replica di Mimmo Barone ai dissidenti del PD

di Cesare Pluchino
Puntuale analisi del segretario del 2° Circolo PD che rimanda al mittente ogni ipotesi di responsabilità per la grave situazione che attraversa il partito a Ragusa

Se l’on.le Dipasquale ha dovuto fare ricorso al migliore politichese di democristiana memoria per tentare di ricondurre a vantaggio dei circoli 1 e 3 la querelle che affligge le componenti democratiche locali, in nome di una auspicata e auspicabile unità delle carie componenti che parte dal veto unilaterale sul nome proposto dal secondo circolo per la segreteria cittadina, più facile è risultata la redazione di una replica che Mimmo Barone, segretario del 2° Circolo PD di Ragusa, ha basato più sui fatti che si sono succeduti, da due anni a questa parte, che su retorici tentativi di creare un’unità che, al momento potrebbe essere solo virtuale e fittizia.

Questo il testo della lunga missiva dell’avv. Barone:

Al Vice-segretario Nazionale del PD – On. Lorenzo Guerini
Al Presidente dell’assemblea Nazionale del PD – On. Matteo Orfini
Al Segretario regionale del PD Sicilia  – On. Fausto Raciti
Al Presidente della Commissione di Garanzia Regionale del PD Sicilia – Giovanni Bruno
Al Presidente dell’Assemblea Regionale PD Sicilia
Al Presidente della Federazione di Ragusa del PD – Giovanni Denaro
Al responsabile Organizzazione PD Sicilia – Antonio Rubino
Al responsabile Organizzazione Pd fed. Ragusa – Gaetano Gaglio

Oggetto: chiarimenti sulla lettera – documento ex iscritti ed iscritti PD Ragusa del 2 novembre 2015

Cari Amici e Compagni,
nella mia qualità di segretario del secondo circolo del PD della città di Ragusa mi trovo mio malgrado a dover intervenire sulla vicenda portata alla attenzione di tutti voi da alcuni simpatizzanti e da alcuni iscritti al PD di Ragusa, quale “caso” regionale ed ora addirittura nazionale, e che invece ha solo rilevanza cittadina, ma trasformata e configurata come tale da parte degli esponenti della lettera – documento in oggetto, a causa della loro incapacità di attenersi alla regole e alle modalità di partecipazione, di confronto, di dialogo, di pluralismo, di sintesi e di unità, previste e disciplinate dagli Statuti e dai Regolamenti del nostro Partito.
Chiarisco subito che ben quattro dei sottoscrittori della lettera – documento (Calabrese, Lauretta, Frasca e Licitra) non sono iscritti al Partito Democratico, e non per “problemi organizzativi e di comunicazione circa il tesseramento 2014”, come dagli stessi indicato, ma perché per libera ed insindacabile scelta, hanno omesso di rinnovare l’iscrizione al Partito Democratico per il 2014, coinvolgendo in questo percorso anche tutti gli altri iscritti al Circolo “Pippo Tumino” di Ragusa, con la sola eccezione di due degli altri sottoscrittori (Dipasquale e Chiavola) perché iscrittisi on – line quali nuovi aderenti al PD, provenienti da diverse esperienze politiche.
Preciso altresì che pubblicamente e costantemente, sino alla data odierna, i componenti il nucleo storico del Circolo Pippo Tumino negano riconoscimento e legittimazione a tutti gli organismi provinciali del Partito Democratico (Segretario, Direzione, Assemblea e Commissione di Garanzia) e alle loro deliberazioni, sol perché il loro candidato alla segretaria provinciale, Calabrese, nella ultima stagione congressuale, non è stato eletto Segretario.
Per tale ragione, da novembre 2013, questo gruppo ha iniziato un conflitto, tuttora in essere come dimostra anche la lettera in oggetto, nei confronti della Federazione di Ragusa con una miriade di ricorsi e controricorsi (elezione Segretario, elezione Assemblea Provinciale, elezione Assemblea Regionale, elezione Presidente Federazione, elezione Direzione e Commissione di Garanzia) fondati su presunte violazioni regolamentari, rivelatesi sempre inesistenti, che però di fatto hanno rallentato l’azione politica del Partito, e svilito l’immagine dello stesso sulla stampa e nell’opinione pubblica.
A ciò si aggiunga che, a fasi alterne, a tali ricorsi, esposti sempre all’esterno con particolare animosità e linguaggi spesso impropri, si sono aggregati altri dei sottoscrittori (D’Asta e Francone), appartenenti al Circolo “Rinascita Democratica”, non per ragioni politiche o di appartenenze ad aree, correnti o sensibilità che dir si voglia, ma esclusivamente per visibilità personale.
Entrando nel merito, si precisa che il Regolamento dell’Unione Comunale di Ragusa, votato all’unanimità dall’Assemblea Provinciale nell’aprile 2015, nel corso della quale il sottoscrittore D’Asta è stato eletto, sempre all’unanimità, Presidente, sulla base di accordo politico unitario, espressamente prevede che la elezione del Segretario viene effettuata dai componenti l’Assemblea Cittadina, eletti dagli iscritti ai 3 circoli della città di Ragusa, nell’anno precedente; è stato altresì espressamente previsto che la prima convocazione dell’Assemblea, di competenza del Segretario Provinciale, avrebbe dovuto essere effettuata entro il 20 giugno 2015.
Poiché nel 2014, come già detto, tutti i componenti del Circolo Pippo Tumino, per scelta libera e volontaria, non risultavano iscritti, con la sola esclusione di Dipasquale e Chiavola per “new entry on – line”, e poiché la elezione del nuovo Segretario doveva intervenire entro giugno 2015, è del tutto evidente che gli attuali sottoscrittori Dipasquale, D’Asta, Francone e Montemagno, componenti dell’Assemblea e votanti, erano perfettamente a conoscenza del dato che il Primo Segretario dell’Unione Comunale sarebbe stato eletto solo dai componenti di due circoli (II Circolo e Circolo “Rinascita Democratica”) e dai due soli iscritti certificati al Circolo Pippo Tumino.
Ma vi è di più.
Alla stessa Assemblea Provinciale che nell’aprile 2015 ha eletto e votato all’unanimità, il sottoscrittore D’Asta quale Presidente del Partito, il sottoscrittore Chiavola quale componente della Direzione Provinciale, e il Regolamento dell’Unione Comunale di Ragusa, non partecipava nessuno dei componenti il gruppo storico del Circolo Pippo Tumino, perché non iscritti nel 2015 e quindi decaduti da tutte le cariche interne al Partito Democratico.
Nulla, né nelle fasi precedenti alla convocazione dell’Assemblea, né nelle fasi relative alla individuazione del Presidente della stessa e dei componenti la Direzione, venne rilevato dai sottoscrittori Dipasquale, D’Asta, Francone, Chiavola e  Montemagno, circa la esclusione dagli organismi di partito degli ex iscritti del Circolo Pippo Tumino, né ancora nulla veniva dagli stessi rilevato circa eventuali rinvii dell’iter per l’elezione del Segretario Cittadino, visto sia il II Circolo che il Circolo “Rinascita Democratica”, procedevano tempestivamente alla elezione dei loro delegati all’Assemblea Cittadina, della quale era già componente di diritto il sottoscrittore Dipasquale perché parlamentare regionale.
Solo in quel momento forse, i sottoscrittori Dipasquale, D’Asta, Francone, Chiavola e Montemagno, accortisi di essere in minoranza perché il II Circolo aveva un numero di iscritti superiore a quello del Circolo “Rinascita Democratica”, e poiché alcuni loro iscritti e delegati avevano già manifestato dissenso avverso la nuova linea politica, locale e regionale, abbracciata da D’Asta e Francone, al solo esclusivo fine di evitare la naturale elezione a Segretario Cittadino di un esponente del II Circolo, iniziavano una nuova azione di contrasto agli organismi provinciali, dapprima pretendendo una sorta di potere di veto sulle candidature avanzate dal II Circolo, e poi visto che tale richiesta non trovava sponda alcuna, dichiarando che non avrebbero partecipato alla votazione del Segretario Cittadino, sino a quando non vi sarebbero stati ammessi anche gli ex iscritti del Circolo Pippo Tumino.
Poiché anche tale richiesta risultava, come risulta tuttora, impraticabile, avendo gli ex iscritti, scientemente scelto di non iscriversi, disconoscendo la Federazione di Ragusa, sollecitavano vari esponenti regionali e nazionali perché impedissero la elezione del Segretario Cittadino, fissata per giorno 13 luglio 2015.
Il Direttivo del Circolo “Rinascita Democratica” ometteva anche la presentazione di candidatura alla Segretaria Cittadina, rinunciando in tal modo espressamente ed inequivocabilmente alla partecipazione, al confronto, al dialogo, al pluralismo, e ad ogni fattibilità di sintesi e di unità, che si svolgono secondo le regole del Nostro partito all’interno delle sedi deputate che sono le Assemblee.
Proprio per tale rifiuto sprezzante delle regole democratiche del PD, fondato sulla formazione delle maggioranze nelle assemblee, e sul principio della necessarietà ed indispensabilità della iscrizione per l’esercizio del diritto di voto negli organismi interni, i componenti l’Assemblea Cittadina, presenti alla seduta del 13 luglio in misura pari ad oltre la metà dei componenti, nonostante la richiesta di rinvio del Segretario Regionale, parzialmente informato dei fatti, fatta propria dal Segretario Provinciale, proseguivano nei lavori ed eleggevano per acclamazione Segretario Cittadino l’unico candidato, che aveva presentato nei termini e nei modi previsti dal Regolamento, la sua candidatura.
Nonostante l’evidenza dei numeri, avverso tale elezione D’Asta, Francone, Chiavola e Montemagno presentavano ricorso alla Commissione Provinciale di Garanzia sollevando eccezioni sulla regolarità della convocazione operata dal Segretario Provinciale.
La Commissione, a maggioranza, annullava la convocazione dell’Assemblea Cittadina e conseguentemente l’elezione, e in applicazione delle disposizioni regolamentari il Segretario Provinciale, in uno al Presidente della Commissione di Garanzia, riconvocava la Assemblea Cittadina, con la medesima composizione, per il prossimo 13 novembre perché si proceda alla elezione del Segretario Cittadino.
Questa la storia e questi i fatti.
Le ragioni “politiche” oggi addotte si rivelano oltre che inconsistenti, oggettivamente incoglibili.
Innanzitutto non sussiste violazione alcuna dei principi di partecipazione, confronto, dialogo, pluralismo, sintesi ed unità, perché gli ex iscritti del Circolo “Pippo Tumino” hanno volontariamente scelto, non iscrivendosi, di non partecipare alla vita del Partito Democratico, e perché gli iscritti del Circolo “Rinascita Democratica”, hanno volontariamente scelto di non partecipare, di non confrontarsi e dialogare, nonché di cercare sintesi ed unità, non partecipando alla Assemblea Cittadina e non presentando programmi e candidature per la Segreteria Cittadina.
Priva di rispondenza ai principi democratici e di rappresentatività si rivela poi la proposta, ora avanzata dai sottoscrittori, di riconoscere presenza paritaria all’interno degli organismi cittadini ai 3 circoli, visto che la rappresentatività è disciplinata dai nostri Statuti e Regolamento sulla base nel numero degli iscritti, e visto che ad oggi il Circolo ‘Tumino’ ha solo due iscritti e probabili, ma incerti, nei numeri, nuovi iscritti per l’anno 2015, al pari del II Circolo e del Circolo Rinascita Democratica.
Solo il superamento della “stagione dei veleni”, purtroppo da altri iniziata e dagli stessi proseguita ed oggi anche da ancora altri avallata, può portare ad una vera unità, valore indiscutibile, in assenza del quale però, valgono le ordinarie regole democratiche (chi vince, governa), senza dimenticare per altro che il “malgoverno grillino” della Città di Ragusa trova una sua indubbia origine, nelle scelte politiche del gruppo dei sottoscrittori, che senza mai accettare alcun confronto con questa componente del Partito Democratico, ha proposto un modello di governo della città, sonoramente bocciato dal 70% dei cittadini.
Tutto si può ricostruire, partendo da una seria analisi politica della realtà e delle scelte strategiche da offrire, scevra da particolarismi e personalismi.
Certi che tutto può essere costruito nel rispetto delle regole interne del Partito e di scelte lungimiranti e non di breve o brevissimo respiro, chiediamo che, nel rispetto della esclusiva competenza dei diversi livelli territoriali del Partito Democratico, nessun ostacolo incontri la elezione del Segretario Cittadino del PD di Ragusa, fissata per il prossimo 13 novembre, e che voi tutti in indirizzo, operiate affinché gli iscritti sottoscrittori della lettera – documento partecipino nelle forme e nei tempi previsti alla Assemblea stessa, al fine di dotare la città del Segretario più autorevole possibile, che sappia affrontare proprio quelle sfide indicate nel documento.
Grazie per l’attenzione.

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