Colpo a vuoto dei 5 Stelle e dei consiglieri del PD che tentano di far venire meno il numero legale nel corso della seduta di consiglio comunale: D’Asta ne chiede la verifica e assieme ai colleghi Chiavola del PD, Federico, Firrincieli e Gurrieri, esce frettolosamente dall’aula, ma all’appello rispondono il consigliere Iurato e 12 o 13 consiglieri del gruppo di maggioranza che permettono il prosieguo della seduta e l’approvazione del punto riguardante le aliquote tributarie e la sua immediata esecutività.
La seduta viene poi sciolta perché i firmatari di due Ordini del giorno, Mirabella del gruppo misto, ieri assente alla seduta, e D’Asta rimasto fuori dall’aula con i colleghi di opposizione, non ci sono e gli atti non si possono discutere.
Mossa, quella delle opposizioni, del tutto legittima, secondo la teoria che deve essere la maggioranza ad assicurare il numero legale in aula, anche se le opposizioni presenti in consiglio comunale non sono quelle di una volta e incorrono in superficiali leggerezze come quelle di ieri sera.
Ripetiamo, strategie del tutto legittime per la politica, anche se i giudizi dell’opinione pubblica sono taglienti: per molti cittadini, che credono ai proclami dei consiglieri circa l’impegno nei confronti della città, vedere un consigliere che chiede la verifica del numero legale, per poi alzarsi e stare dietro la porta dell’aula, non è un belvedere. Lo spettacolo degli scranni senza consiglieri, ma con i loro panni alle spalliere delle poltrone e le carte sul tavolo, mostra i segni di una pantomima che, per quanto legittima dal punto di vista procedurale, si presenta come estremamente penosa.
E che a farlo siano anche i consiglieri del Movimento 5 Stelle, componente politica che nella passata sindacatura subì e criticò aspramente questo tipo di comportamenti, denuncia in tutta la sua evidenza la caratura di molti componenti dell’attuale massima assise cittadina.
Chi come noi è ormai abituato a questo genere di spettacoli non ci fa più caso, ma chi guarda dall’esterno resta scandalizzato per come ci si diverte all’interno dell’istituzione, per giunta al cospetto di una amministrazione seria e rispettosa del Consiglio, tutta presente alle convocazioni, (ieri era assente solo l’assessore Barone per motivi di salute).
