di Cesare Pluchino
Un pot-pourri di macchinazioni, interrogazioni, articoli di giornale, sensazioni, valutazioni comunicati e giudizi, per un grande gioco di ruolo natalizio
A qualcuno sarà venuto il desiderio di emulare le gesta di quanti riempiono le cronache regionali e nazionali con fatti e misfatti di vario genere.
Dall’anno prossimo, sull’antico percorso delle Scale, teatro di numerose belle manifestazioni organizzate da Stefania Campo, come assessore alla cultura del Comune di Ragusa, ci saranno le fiaccolate, pro e contro.
Ci saranno quelli che inneggeranno ai principi del Movimento 5 Stelle per i quali l’assessore, con un processo sommario, è stata immolata sull’altare della legalità, altri andranno in processione nel ricordo delle tante iniziative di successo.
Sembra che la riunione, di tarda serata, della quale qualche sprovveduto grillino, con il savoir faire ormai noto di molti pentastellati ragusani, voleva negare la convocazione, sia servita per affermare la posizione del Sindaco Piccitto, trapelata già nel pomeriggio, della inevitabile richiesta di dimissioni per lo ‘scandalo’ che avrebbe coinvolto la Campo.
Posizione del Sindaco Piccitto che sarebbe prevalsa su una quasi unanime tendenza di altri componenti la giunta, dei consiglieri comunali e di alcuni attivisti del Movimento, che propendevano per una difesa ad oltranza dell’assessore, quanto meno nelle more di una approfondita analisi dei fatti e per risalire ai responsabili di una macchinazione che si delinea, sempre più, nei suoi contorni.
Nel momento in cui scriviamo, alle 11.55 di venerdì 13 novembre, mentre si è in attesa delle dimissioni dimissioni dell’assessore, secondo gli esiti della riunione, salvo ripensamenti notturni della protagonista della vicenda, viene annunciata la possibilità di una conferenza stampa convocata dalla stessa per fare luce sulla vicenda, come pure sembra l’assessore avrebbe fatto mettere in circolazione una lettera aperta che, in questi momenti concitati, e per una regia poco efficace sotto l’aspetto comunicazionale, ordinariamente deficitario dei grillini, non è ancora patrimonio comune.
Qualunque sarà l’esito dell’’affaire Campo’, si profila all’orizzonte un periodo assai difficile per il Movimento 5 Stelle che, se non sarà affrontato con cognizione di causa e scelte oculate, rischia di costituire il de profundis del Movimento 5 Stelle a Ragusa.
Ci saranno, di certo, ulteriori elementi di giudizio sulla vicenda, che scaturiranno dalle precisazioni della Campo, noi stessi ci riserviamo di fare un’analisi dei vari comunicati che, da ieri, hanno intasato le mail dei giornali, tutti in grado di evidenziare gli aspetti variegati di una questione che, già da ora, si può dire, non affrontata in maniera ineccepibile.
Un primo elemento di opportuna valutazione, che potrebbe avere ricadute non indifferenti sugli sviluppi della vicenda, è il mancato coinvolgimento di Partecipiamo, alleato di maggioranza, nelle scelte operate nella riunione della serata di giovedì 12 novembre. A quanto pare, non si è discusso dell’espulsione di Stefania Campo dal Movimento ma dell’estromissione dalla Giunta.
Paradossale che i vertici di Partecipiamo non fossero al corrente della riunione, nonostante, dopo la seduta di Consiglio Comunale, del pomeriggio di giovedì, molti consiglieri del Movimento 5 Stelle siano stati visti nella stanza del Presidente del Consiglio Iacono.
Inconcepibile che l’alleato di maggioranza, elemento determinante della stabilità del governo Piccitto, non abbia espresso le sue valutazioni per una scelta che si potrebbe ritorcere contro il Movimento e, di conseguenza, potrebbe avere effetti negativi sulla vita amministrativa della città, senza nemmeno una analisi della possibile genesi di quella che si delinea, sempre più, come una volgare macchinazione istruita a fini personali.
Di fronte alle dimissioni, ormai quasi sicure, della Campo, nessuno dei pentastellati ha le idee chiare sul futuro della Giunta e dell’attività amministrativa: non c’è una idea sulla sostituzione che deve tenere presente della esigenza di una donna in giunta, non si sa nulla della verifica di maggioranza che risulterebbe ancora aperta, non si hanno idee precise sul rimpasto diventato improvvisamente obbligato ma per il quale da tempo si discuteva all’interno della compagine pentastellata.
Le scelte del Sindaco risultano ineccepibili nell’ottica dei principi del Movimento 5 Stelle, ma sembrano non condivise unanimemente dalla platea dei pentastellati e non del tutto applicabili alla realtà, come per le trivellazioni, per le costruzioni in verde agricolo, per l’abusivismo edilizio, o le ‘assunzioni’ di assessori, dirigenti ed esperti dettati dall’alto.
Inevitabile ora il serrato controllo di ogni atto e di ogni decisione dell’amministrazione che saranno passati al vaglio, non solo delle agguerrite opposizioni, ma, più ancora degli stessi pentastellati e dei giornalisti che avranno motivi per guardare al microscopio tutto quanto riguarda il Comune.
Senza dire che, conoscendo la Campo e leggendo l’articolo di stampa che ha scatenato il putiferio, semplicemente raccontando i fatti, non si può pensare che sia stata un mostro che ha organizzato tutto da sola: come si rileva da più parti e in linea con l’opinione dell’autore dell’articolo, dovrebbero emergere altre responsabilità che non sarà possibile sottovalutare, dall’assessore al dirigente, dal funzionario alla ditta interessata, a meno che non si pensi che l’eliminazione di una metastasi, ritenuta tale se da eliminare, basti a bloccare l’emivita di altri fattori negativi dell’amministrazione.
Ma siamo solo agli inizi della storia.
