di Cesare Pluchino
Terza seduta della Commissione trasparenza dedicata alla questione dei letturisti dei contatori idrici, giudicata senza risultati dagli stessi componenti delle opposizioni che, di rimando, chiedono l’audizione di altri testi, per una serie incalcolabile di riunioni da fare trovare sotto l’albero di Natale
Pubblico e giornalisti delle grandi occasioni per la seconda seduta della commissione trasparenza dedicata alle vicende legate all’appalto per la lettura dei contatori idrici.
L’esigenza di fare chiarezza sulle procedure delle ultime assegnazioni del servizio è scaturita dall’articolo di Telenova sul presunto conflitto di interesse che avrebbe coinvolto l’assessore Stefania Campo, poi costretta a dimettersi, assieme alla madre, funzionaria del Comune, che, in passato, si sarebbe occupata del servizio di lettura dei contatori eseguito, fra gli altri, dal genero, letturista dal 2012.
Ufficialmente, e all’Ordine del Giorno, sotto la lente di ingrandimento della Commissione le procedure di affidamento dal 2012 ad oggi, in realtà si volevano trovare, e brandire come scalpi, le responsabilità dell’assessore Campo, da estendere, poi, a tutta l’amministrazione.
Il tutto con un a procedura strana, non prevista dal regolamento, che vede la Commissione Trasparenza, vestire i panni di una commissione di indagine, con tanto di audizioni di persone esterne al Comune, mentre il suo compito sarebbe solo quello di verificare la regolarità e legittimità degli atti comunali.
Ma, si dice, si è fatto sempre così: e il cambiamento, cari pentastellati ?
Nella seconda seduta sono stati ascoltati i dirigenti Lumiera e Cannata, in tempi diversi responsabili del settore competente per l’appalto, e la funzionaria sig.ra Tinè, madre dell’assessore Campo e suocera del letturista dott. Sottile.
La terza seduta prevedeva l’audizione dei Presidenti delle cooperative appaltanti, per la AGOS il dott. La Mesa e per la Pegaso il sig. La Ferla, che non è potuto intervenire per altri impegni, nonché i tre letturisti coinvolti nella vicenda, fra cui il dott. Sottile, marito della Campo.
Rispetto alle attese, una seduta assai deludente, con l’opposizione nelle mani del solo Maurizio Tumino in scarsa forma e con argomentazioni poco convincenti, alla ricerca affannosa di una luce che potesse squarciare, convenientemente, le nebbie di atti e procedure, come tanti del Comune, farraginosi e per nulla seguiti dai competenti organi comunali.
Se la Campo era l’obiettivo della operazione trasparenza, la scarsa consistenza dell’indagine accusatoria ne ha rivalutato la posizione, spostando, inconsapevolmente, il mirino sui mancati controlli dell’amministrazione che dovrebbero, ora, mettere sotto attento esame l’operato di verifica e di controllo di assessori e dirigenti competenti, con le logiche conseguenze del caso.
L’audizione del dott. la Mesa ha fornito una serie di elementi sulla vicenda, molti dei quali hanno destato serie perplessità.
Una azienda che aspetta, ancora oggi, dopo un anno, il pagamento del servizio erogato, perché, inspiegabilmente manca una parte di copertura finanziaria sulla determina di affidamento, un’azienda che eroga, a seguito di accordi, un compenso di 850 euro, ascrivendone solo 648 in busta paga, con un dipendente che fa emettere decreto ingiuntivo per l’ultima mensilità per 684 euro.
Un groviglio inestricabile, e penoso per il prestigio dell’istituzione, di incontri, trattative, in uno scenario allucinante dove i dipendenti letturisti, ancorché di riconosciute professionalità, condizionavano la conduzione aziendale con imposizioni del tutto arbitrarie che venivano tollerate per non bloccare il servizio.
Una conduzione scarsamente imprenditoriale, con incontri al bar sotto casa ed esilaranti racconti, di cui si poteva fare a meno, di missioni in Comune, in quattro su una vecchia ‘seicento’, per sbrogliare la matassa di un servizio che stentava a partire.
Racconti del La Mesa che, in nessun particolare, hanno fatto emerge, responsabilità dell’assessore, né tantomeno della madre o del marito nella artificiosamente intrigata vicenda.
Il racconto del presidente della cooperativa AGOS si mostrava denso di particolari in più parti, ma lacunoso in altre sulle quali venivano poste domande precise, con lo scivolone di un incontro, descritto con dovizia di particolari, con il dirigente Cannata, purtroppo avvenuto mesi prima dell’insediamento di quest’ultimo al Comune di Ragusa.
La disarmante assenza di ‘veleni’ nella deposizione del dott. La Mesa ha condizionato non poco la strategia di Maurizio Tumino, “sindaco” delle opposizioni, che si è mostrata appannata e condita da qualche confusione su alcuni punti essenziali.
Solo sollecitazioni ufficiali per far partire il servizio, nessuna pressione identificata per compensi straordinari ai letturisti.
Facile gioco hanno avuto i consiglieri Gulino e Dipasquale nel chiedere alla Commissione in che termini potesse essere compresa la vicenda Stefania Campo.
Soprattutto il consigliere Dario Gulino si rendeva protagonista di un intervento assai incisivo, nel quale auspicava una seria trattazione delle evidenti discrasie rilevate nel corso della seduta a proposito di procedure e gestione del servizio, sottolineando le precise dichiarazioni del La Mesa in ordine alla mancata intromissione della Campo, solo per caso presente ad un incontro al bar fra imprenditore e letturisti, mentre dirigente e funzionaria non sono stati sfiorati nemmeno da semplici illazioni su presunte pressioni inerenti il compenso.
Restavano sul tavolo le forti perplessità sugli aspetti poco chiari venuti a galla sul bando di gara, sul mancato controllo del rispetto di quanto previsto, mentre Maurizio Tumino cercava di caratterizzare la sua presenza con il consueto intervento che, con prepotente autorevolezza, voleva stabilire una sintesi unilaterale dei lavori della commissione, senza trovare alcuna voce contrastante a tesi difficilmente comprovabili, come già avvenuto nella seconda seduta.
Successivamente, dopo breve pausa, venivano ascoltati i letturisti che facevano emergere non poche discordanze con le dichiarazioni di La Mesa e con quelle della funzionaria, soprattutto a proposito dell’incontro in Comune, che la Tinè aveva definito come voluto e convocato su volere del dirigente Lumiera, mentre il lavoratore anziano Miciluzzo, che intratteneva i rapporti anche a nome dei colleghi, ne faceva riunione concordata con La Mesa e con la funzionaria stessa.
In molte parti lacunose e cosparse di ‘non ricordo’ le spiegazioni di Miciluzzo, mentre Sottile è stato più prodigo di particolari, soprattutto sui rapporti con il presidente della cooperativa Pegaso, nei confronti delle cui dichiarazioni, esternate con una nota scritta, nei giorni precedenti, sono emerse diverse discordanze.
Mentre Tumino ha ravvisato le emergenze della questione, sintetizzando il tutto nella scarsa vigilanza del Comune sulla esecuzione dei contratti e rilevando i vizi del capitolato, da parte della consigliera Migliore è venuta la richiesta di audizione del nuovo dirigente del servizio tributi e dei sindacalisti ai quali si sarebbero rivolti i letturisti.
Considerato che si cercherà di ascoltare, in un’altra seduta, il presidente della cooperativa Pegaso, sono in programma almeno altre tre sedute della commissione trasparenza che rischiano di far passare il Natale in sala commissione, ancorché addolcito dai gettoni di presenza che si troveranno sotto l’albero.
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