di redazione
Un vernissage smagliante
Tutto ha funzionato alla perfezione, una organizzazione curata nei minimi particolari per una giornata inaugurale che ha fatto da degna cornice alla Mostra ‘Ottocento Anteprima – Moda: estetica, vanità e mutamento’, al Castello di Donnafugata.
La squadra dell’Assessorato alla cultura del Comune di Ragusa, con in testa il Sindaco Federico Piccitto, nell’attuale qualità di detentore della delega, dopo le dimissioni di Stefania Campo, il curatore della Mostra, architetto Nuccio Iacono, la dott.sa Ornella Tuzzolino, collaboratrice del Sindaco per gli eventi culturali a forte valenza turistica, e tutto lo staff che ha collaborato, a vario titolo, per l’organizzazione dell’evento, portano a casa, già nel primo giorno di apertura dell’esposizione, la certezza di aver operato bene.
Spesso il successo arride alle iniziative organizzate semplicemente, con sobria eleganza: è il caso di questa mostra anteprima che ci fornisce un assaggio della collezione di abiti d’epoca di Gabriele Arezzo di Trifiletti, entrata a far parte del patrimonio del Comune di Ragusa.
Il Sindaco, accompagnato dal Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Iacono, dopo un breve intervento nel cortile del Castello, seguito da quelli del presidente Iacono, del Marchese Gabriele Arezzo e del curatore della mostra, arch. Nuccio Iacono, alla presenza di numerosi consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle e di un discreto pubblico che ha voluto presenziare alla inaugurazione, è salito al piano nobile della dimora di campagna che fu del Barone di Donnafugata e ha tagliato il nastro dell’esposizione che terrà aperti i battenti fino al prossimo mese di maggio.
Come abbiamo avuto modo di riferire in altra parte del giornale, una mostra che ha ridato vitalità al Castello che si è presentato smagliante agli occhi dei visitatori, lontano da quelle condizioni che lo hanno voluto far apparire come in uno stato di eccessivo degrado.
Sicuramente, sono necessari alcuni interventi di straordinaria manutenzione, ma le condizioni generali delle stanze del piano nobile sono più che accettabili e, in ogni caso, sotto attento controllo dei tecnici che avrebbero già allo studio interventi di prossima attuazione.
Le attenzioni rivolte all’interno della struttura e l’allestimento per la mostra ci hanno restituito i saloni e le stanze privi di quella atmosfera tipica, fredda, di un sito museale.
Sapientemente disposte le vetrine e i manichini con gli abiti che concorrono a definire le sezioni di questa anteprima legata alla Storia della Moda, che costituirà almeno due delle sezioni museali nella futura galleria del Costume che sarà allocata nei bassi del Castello.
La Mostra si sviluppa al piano nobile, lungo un percorso incentrato su due sezioni, una che mette in luce l’evoluzione stilistico sartoriale, attraverso una serie di abiti contenuti all’interno di vetrine e appartenuti a personaggi famosi, e una seconda sezione, scenograficamente fusa con gli ambienti, disposta sui manichini, che mette a fuoco la moda della seconda metà dell’ottocento.
Di particolare effetto la musica, in leggero sottofondo musicale che anticipa due dei pezzi più importanti della collezione, per mettere in riferimento suono e oggetto in funzione dello spazio dove sono allocati: così la redingote di Vincenzo Bellini è anticipata dalle note della ‘Norma’, nella sala della Musica, mentre l’abito che ispirò il Gattopardo, sistemato nella Sala degli Specchi, è accompagnato dalle note del valzer brillante di Giuseppe Verdi.
Spiccano lungo l’itinerario espositivo, l’abito femminile di gala, di inizio ottocento, nella sala del lucernaio, gli abiti femminili delle sale dei fumatori e delle signore, del secondo ottocento, l’abito di Michele Amari, alcune uniformi militari, i due abiti da passeggio femminili che accompagnano l’abito da ballo che ispirò quello di Angelica nel Gattopardo, nella sala degli specchi, l’abito del Barone di Donnafugata, conservato nello studio che fu di Corrado Arezzo, proprietario del Castello, l’abito appartenuto alla Contessa di Miramòn.
Coinvolgenti le descrizioni del curatore della Mostra, l’architetto Iacono che ha avuto modo di affascinare i primi visitatori con dotte disquisizioni sulle caratteristiche dei vari abiti in esposizione, con riferimenti puntuali agli stili di vita e alle tendenze della moda del tempo.
A completare l’appuntamento, l’aperitivo offerto dai giovani della sezione di enogastronomia dell’Istituto Ferraris di Ragusa, mirabilmente coordinati dai proff. Comitini e Leggio, quest’ultimo consigliere comunale del Movimento 5 Stelle.
L’elegante scenografia, allestita nel cortile esterno dell’ala ovest del castello ha contribuito a suggellare un evento che, secondo gli organizzatori potrà costituire il primo di una serie di appuntamenti finalizzati alla valorizzazione delle peculiarità del nostro territorio, da poco arricchite dalla importante collezione di abiti d’epoca che potrà concorrere ad attirare non solamente turisti e visitatori, ma, più ancora, studiosi e operatori del settore della moda che si sono già mostrati interessati per visite di studio e stages che potranno anche sfruttare altre opportunità della nostra offerta turistica.
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