Il prestigioso risultato ottenuto in provincia di Ragusa, a pochi mesi dall’espansione del partito sul territorio, fanno dire al commissario della Lega Ragusa, Massimo Iannucci, che è stato premiato il lavoro di squadra.
Anche Grazia DiGiacomo, presidente del circolo di Ragusa, sottolinea il grande contributo dell’area iblea.
In una nota inviata alla stampa, Massimo Iannucci, Commissario della Lega Ragusa, e Grazia DiGiacomo, Presidente del Circolo del capoluogo ibleo, esprimono alcune considerazioni sul risultato delle recenti elezioni europee.
“Il nostro è stato un importante lavoro di squadra. Che ci ha consentito di conquistare in provincia di Ragusa il 24,74%, la percentuale più alta in Sicilia.
Con 22.082 voti, la Lega si attesta come secondo partito nel nostro territorio e riteniamo che si possa fare ancora di più e meglio”.
Viene sottolineato il fatto che l’area iblea, nel suo piccolo, ha contribuito a fare eleggere gli eurodeputati della Lega nel territorio circoscrizionale Sud e isole, consegnando al leader 12.500 voti di preferenza.
“Tutto ciò – continuano Iannucci e Di Giacomo – è stato possibile grazie al lavoro instancabile e alla guida sapiente del commissario e sottosegretario Stefano Candiani e al lavoro comune fatto con il responsabile enti locali Fabio Cantarella, la classe dirigente e i militanti”.
“Diciamo – sottolinea Iannucci – che il nostro impegno dovrà essere tale, in futuro, per far sì che si registrino anche negli altri comuni dell’area iblea le stesse performance ottenute ad Acate e Santa Croce Camerina dove ci siamo attestati al primo posto.
A Ragusa siamo terzi ma con la consapevolezza di essere partiti praticamente da zero e di avere cercato, in questi giorni, di trasmettere i messaggi forti provenienti dal nostro leader, Matteo Salvini.
E, a quanto pare, i riscontri sono arrivati dall’elettorato a cui, adesso, bisognerà dare delle risposte sul fronte, soprattutto, della sicurezza e del lavoro”.
Iannucci, poi, aggiunge: “L’impegno più forte che ci sentiamo di prendere, a fronte della preferenza arrivata in provincia di Ragusa, così come nel resto della Sicilia, è quello di spenderci per far sì che possano arrivare risposte concrete ed efficaci ai cittadini.
Ci batteremo sempre lungo questa direzione. Perché è l’unica strada che può garantirci l’ulteriore consenso della gente.
Un grazie a tutti i candidati dal primo all’ultimo per averci messo l’anima e aver contribuito a questo bellissimo risultato impensabile, soltanto un anno addietro.
Buon lavoro ad Annalisa Tardino e a Francesca Donato, due donne di valore che sapranno rappresentare al meglio i nostri territori all’Europarlamento, creando occasioni di sviluppo”.
Senza dubbio, il grande lavoro di Massimo Iannucci, è stato foriero di grandi consensi che hanno contribuito ad accrescere il trend positivo per Salvini e il suo partito, nel momento in cui, in maniera politicamente sconveniente, per meri interessi di corrente, partiti in contrapposizione con la Lega e i 5 Stelle, hanno contrapposto un loro simbolo dell’accoglienza e dell’attenzione per i fenomeni migratori, facendone unico perno di una campagna elettorale che ha ignorato l’Europa, tema centrale delle elezioni.
Un ottimo risultato che ha premiato il lavoro dei responsabili ragusani del partito e ha visto confermare il consenso personale nei confronti di Massimo Iannucci.
In coincidenza con l’affermazione nazionale di Salvini, che lo conferma vero leader del governo gialloleghista, i vertici iblei della Lega devono pensare, intanto, a mettere ordine nel partito, a riaffermare l’apprezzata leadership locale e ad evitare che il partito diventi carro del vincitore, l’arca di Noè dei senza casa, degli scappati di casa, degli sfrattati dai partiti in agonia.
La posizione di supremazia nel governo nazionale, e il previsto possibile ingresso nel governo regionale, devono far sì che venga sfatato il luogo comune del partito a trazione nordista, per cui è d’obbligo far chiarezza, innanzitutto, sulla questione della Ragusa-Catania.
Dopo decenni di prese in giro, da parte dei partiti di governo, anche i 5 Stelle ricalcano le orme dei predecessori: è ora di dire basta e a Salvini, tramite i suoi ministri e sottosegretari, non mancano le strategie per mettere a nudo la questione e segnalare, se ci sono, gli ostacoli che impediscono di realizzare l’opera.
Poi verranno le altre istanze per le quali il territorio attende il dovuto riscontro al sostegno incondizionato fornito alla Lega, a sostegno dei candidati che il teatrino interno dei soliti noti voleva sconfiggere.
