La gente è sfiduciata per tante cose, anche la scuola è una delle componenti della nostra vita di italiani e di siciliani in particolare, che ci lascia spesso delusi.
Ognuno ha le sue esperienze, non mancano i professori bravi, preparati, competenti nella materia, sono la maggior parte, non mancano i dirigenti scolastici adeguatamente competenti e capaci nel loro lavoro di manager, non più di semplice preside, come una volta, ma non si può disconoscere che il pianeta scuola soffre, in Italia e in Sicilia, di gravi carenze, strutturali, di programmazione e di guida competente.
Nel turbinio di ministri che si avvicendano, non si ricordano elementi che siano riusciti a dare soluzioni durature per la scuola.
C’è, in effetti, una latente delusione per quello che rappresenta la scuola ed è innegabile che la preparazione con cui escono i giovani diplomati non è quella ideale, quantomeno per affermarsi nel mondo del lavoro con relativa facilità.
Troppo spesso il valore di chi eccelle è dovuto a doti personali, non alla scuola, ai programmi, a tanti professori.
Innegabile quindi che suscita emozioni dimenticate l’appuntamento dello scorso venerdì all’Auditorium San Vincenzo Ferreri di Ibla, dove gli alunni di alcune classi del Liceo Scientifico ‘Enrico Fermi’ di Ragusa hanno presentato il lavoro di ricerca coordinato dal docente di Disegno e Storia dell’Arte, il prof. arch. Salvo Giliberto.
Un lavoro eccellente che, in forma digitale, gli alunni, il docente e il dirigente scolastico, prof. Francesco Musarra, hanno voluto donare alla Città affinché fosse reso patrimonio della Biblioteca Civica di Ragusa.
Il prof. Giliberto è un appassionato cultore della materia, con la particolare predilezione per il patrimonio artistico architettonico del territorio ragusano e del sud-est della Sicilia.
Autore, già in passato recente, di una mirabile ricerca sul patrimonio di edilizia rurale delle campagne iblee, sulle tradizionali ‘masserie’, che resta ancora oggi una pietra miliare nello studio di questa particolare branca dell’edilizia locale, il prof. Giliberto ha la importante prerogativa di non soffermarsi alle espressioni più note e diffuse dell’arte presenti sul territorio, per quello che riguarda l’architettura sacra e civile, per le arti della pittura, della scultura, delle decorazioni in gesso, non si sofferma sugli artisti più conosciuti al grande pubblico, su quelli che sono stati i protagonisti della ricostruzione tardo barocca di chiese e palazzi, ma approfondisce lo studio e la ricerca su quelle espressioni apparentemente minori, di autori quasi sconosciuti, che conservano grande pregio artistico che Giliberto mette in luce con certosina maestria.
E questa prerogativa sembra essere stata trasmessa, alla grande, agli allievi che, nel corso della serata di presentazione, alla presenza del Sindaco, del dirigente scolastico, prof. Musarra, e di un folto pubblico, hanno allietato per il loro lavoro di elevato livello che ha fatto intravedere un grande impegno, una ricerca profonda e una passione che non poteva non essere stata trasmessa dal docente, perché ricalcava, ad ogni particolare, gli insegnamenti del maestro.
Un lavoro condotto dagli alunni delle classi III, IV, V sezione A, IV sezione B s.a. e V sezione E del Liceo Scientifico, per la ricerca prodotta su Chiese e opere d’arte in esse contenute di Ragusa Superiore e di Ragusa Ibla, nell’ambito della programmazione annuale finalizzata alla sensibilizzazione sulle problematiche ambientali e per la salvaguardia del patrimonio culturale e artistico
Gli allievi hanno partecipato preventivamente a visite monografiche, con itinerari appositamente studiati dal Docente che ha coordinato il progetto, su oltre venti chiese di Ragusa e di otto di cittadine limitrofe, interessandosi alle opere d’Arte in esse insistenti, per approfondire, successivamente ai rilievi fotografici, con ricerche specifiche e minuziose, per riprodurre il tutto con prodotti multimediali, che sono stati consegnati al Sindaco della Città di Ragusa per essere conservati nella Biblioteca Comunale e messi a disposizione della cittadinanza.
Le ricerche prodotte sono state individuate per la zona di Ragusa Jusu (sotto), Ragusa Susu (sopra) ed alcune realtà di Chiaramonte, Giarratana, Monterosso, Santa Croce, Comiso e Mazzarrone per un totale di n° 32 Chiese e centinaia di opere d’arte.
Unitamente ai contenitori architettonici gli studenti hanno potuto apprezzare e catalogare artisti di fama internazionale come Sebastiano Conca, Mattia Preti, Pietro Novelli, Duilio Cambellotti, Amalia Panigatti, Vito D’Anna, Carmelo Cappello ed altri meno noti ma altrettanto importanti come Paolo Vetri, Giuseppe e Francesco Vaccaro, Antonino e Francesco Manno, Giuseppe Tresca, Antonello Gaggini, Franzo’ Nicastro.
Tra gli altri sono stati oggetto delle ricerche artisti come il Flaccavento (detto Cipitì) , lo scultore che realizzò nel 1862 la statua del Patrono di Ragusa Susu (San Giovanni) ovvero Carmelo Licitra detto “ Ghiuppinu” e Rosario Bagnasco (che realizzò la statua lignea di san Giorgio nel 1874) assieme a tanti altri artisti considerati, a torto, minori ma che fanno parte integrante e pregnante del nostro patrimonio culturale; queste ricerche sono messe a disposizione della comunità per eventuali ulteriori approfondimenti.
Al momento il lavoro è in forma digitale, l’opera di ricerca meriterebbe di essere pubblicata in un volume cartaceo, perché costituisce un unicum aggiornato, di autori locali, sulla realtà artistico architettonica della Città, degna di essere valorizzata e per il quale non potrà mancare, prima di tutto, l’adeguato sostegno di un Sindaco particolarmente attento alla cultura locale.
