Da tempo, non tralasciamo di evidenziare aspetti molto negativi dell’azione di alcuni consiglieri di opposizione, dedicata, quasi esclusivamente, a rilievi strumentali, a becere azioni ostruzionistiche e ad una spiccata ricerca di visibilità.
Si ondeggia, dall’inizio della consiliatura, fra atteggiamenti irriverenti e, talora, offensivi, alla disponibilità per una opposizione costruttiva, disponibile alla collaborazione e, apparentemente, pervasa da bon ton istituzionale fra colleghi consiglieri e nei confronti degli assessori per i quali si sprecano gli apprezzamenti personali, che non disdegnano, in qualche caso, di trovare esaudita qualche richiesta che, altrimenti, sarebbe etichettata come clientelare.
Dopo un inizio di consiliatura, dove a prevalere erano gli atteggiamenti apparentemente costruttivi, c’è, da qualche tempo, un’azione costante di rilievi e di eccezioni, spesso indirizzati a contestare quelli azoni della maggioranza e dell’amministrazione che sembrano ripercorrere proposte, suggerimenti e atti di indirizzo inoltrate dalle opposizioni.
“Ci avevamo pensato, ci stiamo pensando noi, era nei nostri programmi”, i ritornelli più volte cantati dalla maggioranza e dall’amministrazione, che fanno andare su tutte le furie i consiglieri di opposizione, i quali vedono adottare provvedimenti e misure che, come proposte, si sono visti bocciare qualche settimana prima.
Ma, spesso, si tratta di provvedimenti e misure inevitabili, il fatto che siano stati bocciati atti e proposte sulla materia non può esimere la giunta dall’agire, nei modi e nei tempi che ritiene opportuno.
Si possono intravedere motivi di opportunità politica, ma il fatto che se ne faccia una ‘tragedia’ rivela uno stato di nervosismo e di sindrome da sconfitta non ancora guarita.
Due esempi, di queste ore, acclarano le nostre considerazioni e ne evidenziamo gli aspetti perché i soggetti interessati assumono atteggiamenti assai scomposti per le nostre semplici constatazioni che non trovano dissenso in moltissimi degli addetti ai lavori e, spesso, sono ampiamente condivisi da chi di politica ne capisce più di questi giovani consiglieri di opposizione che hanno troppa fretta di arrivare a mete che, per la loro caratura politica, sembrano molto lontane.
Per il consigliere 5 Stelle Gurrieri, il sindaco Cassì adotterebbe una strategia finalizzata a far bocciare proposte dell’opposizione per poi farle sue.
Sarebbe un comportamento politicamente disdicevole, Gurrieri parla di mancanza di garbo istituzionale e di onestà intellettuale
Le criticità nel viale di ingresso del Castello di Donnafugata erano state evidenziate, nello scorso mese di marzo, da Gurrieri che ora si dice deluso da atteggiamenti di indifferenza e supremazia politica: il recupero del viale, la chiusura del traffico, l’adozione di un regolamento per il decoro urbano, l’installazione della videosorveglianza, erano oggetto di proposte precise del consigliere 5 Stelle, ma non potevano essere certo delle esclusive perché necessità emergenti e note da tempo.
I consiglieri di opposizione non vogliono considerare che si potrebbero giudicare le loro strategie come anticipatrici delle mosse dell’amministrazione.
Apriti cielo, se il Sindaco incontra in sala giunta i commercianti della corte del Castello, per discutere delle criticità citate, senza tenere conto che erano state oggetto delle attenzioni del consigliere di opposizione.
Il consigliere Gurrieri, come altri, non si rende conto del gioco, appartiene, purtroppo, ma non tanto, alla minoranza sconfitta, il suo può essere solo un ruolo di controllo e propositivo senza pretese, anche perché non si comprende perché la gente vota Cassi o i suoi alleati e dovrebbe trovarsi le scelte di chi non ha esplicitamente votato.
In definitiva, il Sindaco si è mosso per coinvolgere gli operatori economici di Donnafugata e per condividere esigenze e scelte attinenti il viale di ingresso del Castello in relazione alla gestione dei rifiuti, all’arredo, all’illuminazione.
Diversa la disavventura, perché di questo si tratta, naturalmente a livello politico, per il consigliere D’Asta, ultimamente attivo nel fare opposizione sugli argomenti più disparati, mentre lavora alla costituzione di un nuovo centro sinistra, raccogliendo attorno a sé fuoriusciti dal partito per lottare contro gli atavici avversari interni del Partito Democratico, legittimamente e democraticamente al vertice del partito, in città e sul territorio.
Quella che sembrerebbe una vera e propria topica epocale per uno che ambisca a definirsi ‘politico’, se confermata negli aspetti che sono venuti fuori, esigerebbe un intervento deciso del partito, soprattutto dopo il botta e risposta con l’assessore Barone, nel corso della precedente seduta di consiglio comunale, a proposito del quale avevamo avuto modo di scrivere che, considerati anche i severi interventi di diversi consiglieri di maggioranza, il consigliere D’Asta non aveva reso un buon servizio, con il suo intervento, al suo partito, al civico consesso e al suo elettorato.
L’ultima di D’Asta è relativa alla pubblica illuminazione di piazza san Giovanni: ripercorrendo la quaestio all’ordine del giorno sulle luci ‘fredde’ del centro storico di Modica, rileva come “la logica del risparmio per forza sta abbrutendo i centri storici delle nostre cittadine barocche”.
E’ accaduto a Modica, sottolinea D’Asta, accade anche a Ragusa, dove nel cuore del centro storico “l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Cassì ha fatto la stessa scelta, ovvio anche in questo caso per risparmiare”
Secondo D’Asta, che scopriamo anche esperto di illuminotecnica, “è un’ipotesi di lavoro che, osservando le prime lampade a led già installate, non ci sta bene per niente proprio perché deturpa il paesaggio serale con una luce forte e bianca che nulla ha a che vedere con la valorizzazione dei nostri monumenti barocchi che, invece, risaltano meglio con una luce calda e meno invadente”.
Secondo D’Asta si comprometterebbe lo skyline della città, anche se con le luci lo skyline non c’entra un tubo, la dimensione di ‘presepe serale’ da molti apprezzata.
Un invito al Sindaco a fare marcia indietro per evitare il rischio che si possa far sentire alta la voce della protesta assieme a numerosi altri cittadini che, evidentemente, hanno avvertito lo stesso disagio denunciato.
Sarebbe una topica epocale, perché, attraverso una nota fatta diramare dall’Ufficio Stampa del Comune, l’assessore ai Lavori Pubblici Gianni Giuffrida, in merito alle dichiarazioni del consigliere comunale Mario D’Asta circa il presunto cambiamento di illuminazione in Piazza San Giovanni, chiarisce quanto segue:
“Ho contatto personalmente il manutentore degli impianti il quale ha sì confermato di aver sostituito le lampade di Piazza San Giovanni, ma ha anche assicurato di aver utilizzato lampade con la stessa tipologia di luce presente sui luoghi negli ultimi 15 anni.
Al massimo, possono dare un’impressione diversa perché più nuove e pulite rispetto alle precedenti.
Ancora una volta, prima di spendere tempo per animare polemiche fuorvianti sui giornali, sarebbe bastato impiegarne un po’ meno per informarsi”.
A questo punto, o D’Asta smentisce con prove quanto asserito dall’assessore o, principalmente per l’immagine del partito, come suggeriscono anche molti osservatori, sarebbe opportuno si riconsegnasse agli affetti familiari.
