A quindici giorni dal suo insediamento, l’assessore Manlio Messina, in visita nella provincia di Ragusa per una serie di incontri organizzati dal suo partito, Fratelli d’Italia, ha fatto tappa, nella serata di venerdì 26 luglio, nel capoluogo per un momento di ascolto delle istanze di operatori del settore, all’Hotel Mediterraneo, organizzato dal coordinamento cittadino guidato dall’avv. Sergio Arezzo.
Subentrato al dimissionario Pappalardo, tecnico di area del partito, Messina ha assunto le deleghe di turismo, sport e spettacolo e ha iniziato questo giro di contatti nell’isola perché vuole rendersi conto di persona, della situazione esistente, prima di affrontare i temi emergenti dei settori in questione.
Erano presenti diversi esponenti del partito dei vari comuni della provincia, Modica, Scicli, Vittoria e Comiso.
Dopo il saluto dell’avv. Arezzo e del coordinatore provinciale, l’avv. Sallemi di Vittoria, l’assessore regionale ha voluto ascoltare le varie istanze, che non sono state solo di operatori del settore ma anche di qualificati esponenti politici, fra cui l’ex sindaco di Vittoria, Moscato.
Ospite anche l’assessore al turismo del Comune di Ragusa, Ciccio Barone che è intervenuto come rappresentante dell’amministrazione e ha voluto cogliere l’occasione di salutare l’amico Messina con cui intrattiene un ottimo rapporto personale.
I vari interventi hanno evidenziato le criticità non solo dei vari settori di competenza dell’assessore, ma hanno sottolineato le difficoltà derivanti da altre questioni che, da decenni, affliggono l’isola.
Strade, comunicazioni, trasporto pubblico, aeroporto di Comiso, rifiuti, inquinamento ambientale, sono stati i temi toccati, per i quali l’assessore non ha potuto fare a meno di ammettere le condizioni di obiettiva difficoltà per un governo che, per quanto pervaso dalle migliori intenzioni, non può risolvere tutto con un colpo di bacchetta magica.
Al cuore dei problemi, parlando della necessita di opportune sinergie fra i vari territori, è andato Ciccio Barone, che ha sottolineato le politiche intraprese a Ragusa per uscire dall’isolamento e tentare di trascinare tutta l’area del sud-est, che è anche ‘patria’ dell’assessore Messina, in un processo di sviluppo e crescita che deve coinvolgere tutti, nell’interesse condiviso di tutti i territori.
Messina ha evidenziato come i temi all’ordine del giorno siano sempre gli stessi, destagionalizzaizone, trasporti, infrastrutture, promozione che riesca a centrare gli obiettivi.
Mancano le Aziende del Turismo, manca un reale collegamento con gli enti locali, le province non sono più in grado di assicurare servizi, se si vuole vivere di turismo vanno registrati alcuni meccanismi, in primis per ottimizzare l’utilizzo dei fondi europei.
Inevitabile una accurata programmazione, che in altri paesi fanno con 5 anni di anticipo, spettacoli, eventi culturali, mostre e festival devono essere gestiti senza metodi provinciali e privatistici.
Strategico, per una vasta area della Sicilia, l’aeroporto di Comiso, anche il problema dei rifiuti deve essere affrontato con metodi diversi, che partano, intanto, da adeguate politiche di formazione e informazione nelle scuole.
Da ultimo ha calcato la mano sulla vecchia politica che ci doveva fare vivere di turismo e di cultura e ha portato, invece, la chimica: inderogabile una riconversione green, a carico delle aziende che hanno inquinato oltremodo il territorio, perché serve anche questo per rilanciare il turismo.
Forte la dichiarazione che la vecchia classe politica si è venduta ad interessi superiori, una classe politica che è stata, secondo Messina, peggio della mafia e ha prodotto solo scelleratezze.
Per il resto, l’assessore non ha approfondito altri temi, riservandosi di esaminare le istanze avanzate, in verità solo piccole esigenze locali che non si addicevano all’importante momento di confronto.
Da parte nostra, l’appartenenza di partito, l’origine etnea, il buon rapporto con il nostro assessore Barone, il poco tempo che lo separa dal suo insediamento, ci obbligano ad una erogazione straordinaria di fiducia che non sarebbe consentita considerando l’assessore componente del deludente governo Musumeci.
Avremmo avuto piacere di ascoltare i cardini della sua strategia in tema di turismo regionale, avremmo voluto ascoltare importanti posizioni attorno a temi quali i Distretti del Cibo e sulle tante iniziative locali che, come aveva sottolineato il predecessore, in occasione di una sua visita Ragusa, creano solo confusione e disorientamento.
Il cuore del turismo è la promozione e su questo deve essere incentrata l’azione dell’assessorato con attenzione ai risultati delle politiche di marketing turistico adottate.
Il partito, Fratelli d’Italia, fra i pochi superstiti nel panorama nazionale, dovrebbe essere protagonista, in sede locale, per segnalare criticità e sollecitare interventi, che possano investire anche altri settori.
In verità gli interventi ascoltati, nel corso dell’incontro con l’assessore, sono stati di scarsissimo spessore, piccole e insignificanti esigenze locali e di settore.
Il partito, a livello di capoluogo, e provinciale, si deve fare portavoce di grandi istanze sui temi che vedono sempre nelle retrovie Ragusa e i comuni della provincia: aree archeologiche, zona di Kamarina, porti della costa ragusana, da Scoglitti a Donnalucata a Pozzallo, degrado e inquinamento ambientale della zona dei Macconi, questione dei rifiuti e del loro abbandono incontrollato, valorizzazione dell’agroalimentare locale e dell’enogastronomia come volani della crescita e dello sviluppo non solo turistico, trasporto pubblico urbano ed extraurbano.
