Salta la seduta di consiglio comunale per l’occupazione dell’aula

di redazione
Protesta dei lavoratori dell’idrico, sostenuti dai consiglieri Sonia Migliore e Manuela Nicita

In meno di due ore, quasi esclusivamente dedicate a improbabili trattative con i lavoratori dell’idrico, si consuma l’ennesimo dramma del consiglio comunale di Ragusa.
Un civico consesso ormai preda delle azioni strumentali di una opposizione spregiudicata e dei lavoratori di turno che possono agire impunemente, senza controlli e senza nemmeno la rappresentanza dei sindacati che dovrebbero garantire i livelli minimi degli impegni presi.
Il tutto sullo sfondo di una maggioranza che non esiste più, come più volte abbiamo evidenziato.
Al primo appello solo 11 consiglieri presenti della maggioranza, con le minoranze fuori dall’aula a godersi lo spettacolo annunciato. Risaltavano le assenze dei due consiglieri di Partecipiamo e quelle dei grillini Federico e Dipasquale, che alimentavano le ipotesi di scioglimento della maggioranza consiliare, ma va rilevato che anche quattro presenze in più non avrebbero permesso lo svolgimento dei lavori.
Una situazione ormai conclamata, che aspetta solo l’ufficialità dell’uscita di Partecipiamo dall’alleanza di governo della città e si affida alla risicata forza di numeri, non più bulgari che, non sempre, potranno essere garantiti per ovvie ragioni, perché un’assenza ci può sempre stare.
Tutti aspettano la parola finale del sindaco sul contrasto con Partecipiamo, per la mancata conferma di Iacono alla seconda carica di palazzo dell’Aquila, ma non arrivano segnali dal primo cittadino.
Alla seconda chiamata, tre consiglieri di minoranza assicurano il raggiungimento del numero legale, ma è una mossa finalizzata solo a permettere gli interventi sul tema dei lavoratori dell’idrico, presenti in aula, con la certezza dichiarata che i
consiglieri di minoranza avrebbero poi abbandonato l’aula, determinando lo scioglimento della seduta.
Coro di richieste unanimi per una sospensione da dedicare ad un confronto con i lavoratori, sottoposta a votazione e approvata all’unanimità dai 21 presenti in aula.
Non sono mancate le occasioni, per alcuni irresponsabili consiglieri di maggioranza, di irretire gli animi dei colleghi di opposizione; nella tragicomica situazione, il consigliere Spadola trova l’occasione di occuparsi dell’autosospensione della Migliore dal suo partito, chiedendone l’automatico passaggio al gruppo misto, e con sarcasmo, del tutto inopportuno, gioisce perché l’aula si è via via riempita con l’ingresso dei consiglieri di minoranza.  
Anche il consigliere Porsenna preferisce scendere in polemica con le minoranze per il va e vieni in aula che lascia presagire, per altro, una fine anticipata della seduta, e si scontra con il consigliere Marino, in un poco edificante alterco verbale sul tema della commissione trasparenza.
La sospensione vede il Presidente Tringali impegnato con i sindacalisti nella trattativa, per arrivare al giorno successivo nel quale è previsto il fondamentale incontro delle parti in Prefettura. Si giunge ad un accordo per evitare l’occupazione ma, come è risultato evidente anche nelle sedute della commissione trasparenza, i lavoratori non si muovono unitariamente e, soprattutto, sembrano tenere in poco conto i pareri dei sindacalisti. Questi, infatti, lasciano il Palazzo comunale ma alcuni lavoratori occupano gli scranni dell’aula consiliare e non permettono il regolare svolgimento della seduta, per quanto invitati a recedere dalla forma di protesta dal Presidente che si vede costretto a chiudere la seduta.
Gli occupanti sono affiancati dai consiglieri Migliore e Nicita che manifestano la loro volontà di aderire all’occupazione, restando in aula a fianco dei lavoratori, mentre si defilano tutti gli altri consiglieri di minoranza che, dopo gli interventi di sostegno, hanno lasciato il palazzo, molti senza nemmeno partecipare all’incontro con i lavoratori nella stanza del Presidente del Consiglio.
L’esito della seduta è da ascrivere al caos creato anche dalle sedute della commissione trasparenza, nata per le denunce sulle inadempienze della cooperativa Pegaso, passata a esaminare possibili illegittimità del bando di gara per poi dare spazio alla vivace protesta dei lavoratori dell’idrico per la mancata tutela di tutti i livelli occupazionali.
A ciò si aggiunga una certa latitanza dell’amministrazione nel riaffermare la legittimità delle misure adottate e la mancata volontà di dichiarare gli intenti sul destino dei lavoratori in esubero, ai quali sarebbe garantita l’occupazione.
La protesta dei lavoratori e l’occupazione dell’aula hanno mascherato e posto in seconda linea la realtà di una maggioranza al collasso, vittima delle follie e delle scarse capacità politiche di un gruppo assolutamente senza controllo e senza guida, impegnato solo in perpetue riunioni che, visti gli esiti, risultano del tutto inutili, ancorché costantemente convocate, come avvenuto anche prima dell’odierna seduta di consiglio.
Riunioni che, in definitiva, risultano sempre interlocutorie e non riescono a produrre gli effetti sperati.
Anche in tema di comunicazione, i grillini affondano nell’immobilismo, indecisi e restii, come nella serata appena passata, per emettere un comunicato che avrebbe dovuto fare chiarezza sullo svolgersi degli avvenimenti e spiegare alla città i termini di una questione troppo strumentalizzata dai lavoratori e dalle opposizioni.
Sintomatico un particolare, avvertito fra il pubblico, nel corso degli interventi dei consiglieri: fra i più acerrimi contestatori delle politiche dell’amministrazione c’erano persone che si rammaricavano di aver votato il Sindaco Piccitto. C’erano quindi elettori che avevano votato per il cambiamento, per il rinnovo della politica e la rottamazione dei politici di prima e seconda repubblica, che di fronte al cambiamento auspicato, di fronte alle scelte comunque espresse dai loro sostenuti, si dedicavano al più assoluto dietro-front.
Fulgido esempio di maturità politica delle masse!

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