Una giornata campale per il Movimento 5 Stelle, con il capo politico Di Maio che fa la spola tra la Sicilia e Roma, per trovare un accordo con Grillo dopo la scelta della base di presentare liste indipendenti in Emilia e in Calabria alle prossime regionali, fra le tappe del tour siciliano per visitare le zone colpite dal maltempo.
Nella stessa giornata di sabato era stato convocato, dal viceministro Cancelleri, il tavolo tecnico per la Ragusa Catania, con i Sindaci e il Comitato delle Associazioni di categoria, alla presenza dei vertici ANAS.
Poteva essere il momento di trionfo per il Movimento 5 Stelle se fosse scaturita una sola minima certezza sul futuro dell’opera, invece in molti sono rimasti scontenti, delusi, e la venuta di Cancelleri, non solo non ha dato esiti sperati, ma i Sindaci hanno valutato come la questione abbia fatto un passo indietro.
In effetti, a ben guardare, si era capito che oggi non sarebbe stata la giornata della Ragusa-Catania, il silenzio del PD, l’assenza preannunciata del suo leader provinciale, faceva capire che non ci sarebbero stati annunci eclatanti, senza la presenza del PD
Riunione a porte chiuse, come era stato annunciato, quando si sono aperte le porte che mettono in comunicazione la sala giunta, dove si è svolto l’incontro, e l’aula consiliare dove era previsto il punto stampa, dalle facce dei protagonisti che sfilavano si è capito, subito, che non ci sarebbe stato nulla da festeggiare.
Sorrisi tirati, Cancelleri assalito da giornalisti e cameramen, l’assessore Falcone che discuteva in maniera concitata con i dirigenti ANAS, i Sindaci del territorio impazienti di essere ascoltati dai giornalisti impegnati con Cancelleri, nessun volto che faceva trapelare gaudio per la soluzione di ogni problematica.
Come resoconto della riunione a porte chiuse può servire quello del Sindaco Cassì che, con alto senso istituzionale, ha detto di avere il dovere di essere ottimista e di tenere altissima l’attenzione per quanto annunciato.
Confermata l’acquisizione del progetto da privato a pubblico, con Anas che verserà alla Sarc circa 40 milioni.
Il Viceministro ha assunto degli impegni precisi: il 27 novembre riunione del Dipe; tra l’8 e il 9 dicembre il Pre-Cipe ed entro Natale la approvazione del Cipe. 367 milioni già disponibili, altri 533 che Cancelleri conta di recuperare tramite la rimodulazione di fondi regionali al momento stanziati su altre opere: “un’anticipazione”, ha sostenuto, che sarà rifinanziata dallo Stato alla Regione nel 2020.
L’assessore Falcone ha chiesto però che questo rifinanziamento venga garantito per legge, sin dalla prossima finanziaria.
Secondo l’AD di Anas, ing. Simonini, l’iter procedurale necessario per l’apertura dei cantieri richiederà circa 2 anni e mezzo. Al vaglio anche l’ipotesi che degli 8 lotti previsti alcuni lavori vengano avviati prima di altri.
In piedi anche l’ipotesi di inserire l’opera nello Sblocca Cantieri e di affidare i passaggi burocratici ad un Commissario con snellimento dell’iter e riduzione dei tempi di qualche mese.
A questo punto è essenziale che i Governi, nazionale e regionale, collaborino: hanno la possibilità concreta di far partire l’opera purché entrambi facciano fino in fondo la loro parte.
Peppe Cassì ha notato, comunque, un atteggiamento costruttivo.
Nel suo intervento ha sottolineato la disillusione che la gente di Ragusa sta vivendo in merito a questa strada. Molti lo vorrebbero indurre a lasciar perdere, ma è una ipotesi che scarta , perché è convinto che chi amministra deve sentire questi sentimenti di sfiducia come responsabilità per dimostrare, con i fatti, che nelle Istituzioni si può ancora avere fiducia.
Le parole di Cancelleri alla stampa avevano anticipato quelle del nostro sindaco, con l’aggiunta del ringraziamento all’assessore Falcone e ai Sindaci, una esitazione solo quando non ha saputo rispondere alla domanda sui tempi di realizzazione dell’opera,
Il dire del viceministro era fluido, nessuna altra incertezza che poteva far trapelare problemi da celare attentamente.
Ma guardando la faccia dell’Assessore Falcone si capiva che non era oro quello che luccicava, la conferma si aveva guardando i Sindaci.
Falcone rilevava la necessaria garanzia di una legge per consentire le anticipazioni pretese dal governo: emergeva, a poco a poco, la novità della giornata, mancano circa 550 milioni, somma, al momento, non individuata che il governo centrale vorrebbe prendere dalla rimodulazione di fondi regionali stanziati per altre opere, che sarebbero restituiti dallo Stato.
In fondo, era quello su cui aveva puntato il dito, per esempio, l’on.le Nello Dipasquale, non c’erano i fondi e non era stata individuata, ancora, la fonte dove prelevarli.
Dalle dichiarazioni dei Sindaci sono emerse tutte le riserve sulla riunione odierna: l’on.le Burtone, Sindaco di Sant’Agata Militello, ha detto che Stato e regione si devono mettere d’accordo, oltre a reperire la somma necessaria, devono indicare un cronoprogramma preciso, per capire quali sono i tempi.
In definitva, ha detto, non c’è grande ottimismo, senza risorse certe, senza la delibera del CIPE e senza tempi certi.
Vito Cortese, Sindaco di Vizzini, ha parlato di procedure confuse, che non si sa chi deve mettere i soldi, di fatto, un passo indietro, anche Giuseppe Stelfio, Sindaco di Carlentini ha espresso la sua delusione.
Iano Gurrieri, Sindaco di Chiaramonte Gulfi si è detto deluso per il venire meno degli impegni del premier Conte che aveva dato certezze per il reperimento dei fondi, mentre ora vogliono i soldi prestati dalla Regione, ma a preoccupare sono più i tempi che non i fondi da reperire, perché non ci sono certezze in merito.
Giovanni Verga, Sindaco di Vizzini, ha detto che, praticamente, mancano i soldi del privato, che non sanno dove prenderli e che da Roma sono venuti senza idee.
Il Sindaco di Catania, Pogliese, ha lasciato prima la riunione, per un impegno di partito in città.
Come qualcuno aveva previsto, anche questa volta fumata nera per la Ragusa-Catania, le prossime scadenze di dicembre potranno dire l’ultima parola sulla vicenda.
