Fratelli d’Italia di Ragusa pensa al Museo Archeologico, ma potrebbe fare molto di più

Fratelli d’Italia di Ragusa, tramite il coordinatore cittadino, l’avv. Alessandro Sittinieri, si inserisce sulla questione della chiusura del Museo Archeologico di Ragusa.
Tralasciando le inutili e sterili polemiche provocate, strumentalmente, da soggetti usi ad adottare lo scontro per propaganda politica, elementi che un partito come Fratelli d’Italia non dovrebbe nemmeno attenzionare, non sembra nemmeno consono al livello del partito della Meloni richiamare l’immobilismo dell’amministrazione grillina nei 5 anni di governo della città, in quanto, ormai, dopo 17 mesi di nuova amministrazione, queste constatazioni lascino il tempo che trovano.
Bene fa Fratelli d’Italia a sollecitare soluzioni alternative alla chiusura, considerato anche il periodo di notevoli flussi turistici ai quali si va incontro, ma servirebbe individuare le responsabilità, perché non è che tutto si può ricondurre, sempre, alla persona del primo cittadino.
Nel prosieguo di una nota inviata alla stampa sull’argomento, il coordinatore cittadino paventa il trasferimento del Museo Archeologico nella sede nuova dell’ex Convento dei Frati Minori Riformati di Ragusa Ibla, e qui, forse, c’è un po’ di confusione.
Stante alle ultime dichiarazioni pubbliche dell’allora Soprintendente Rizzuto, che dava il Museo per allestito e pronto per l’apertura, la nuova sede era destinata per altri reperti e per una esposizione museale innovativa, il vecchio Museo sarebbe rimasto al suo posto.
Se ora le cose sono cambiate di nuovo, se, cioè, si parla di trasferimento in toto del Museo Archeologico, non è stato comunicato ufficialmente, ma il coordinatore di Fratelli d’Italia ne potrebbe sapere di più, anche per la vicinanza con esponenti del governo Musumeci, a Palermo.
E proprio questa vicinanza dovrebbe indurre il coordinatore ad astenersi dalla banalità dei soliti comunicati stampa e perorare la causa dei beni culturali della nostra città presso i componenti della giunta regionale che, invero, fino ad ora. è prodiga di milioni e di attenzioni nei confronti del nostro territorio, ma solo a parole.
I vari soprintendenti che si sono succeduti, come accade anche in altre province, sono prevalentemente privi di autorevolezza e di poteri decisionali.
I ritardi per il Museo Archeologico, quelli vecchi per le Latomie di Cava Gonfalone, quelli recenti per il costone a mare di Kamarina, sono indice preciso dell’attività dell’assessorato regionale e delle attenzioni riservate ai vari territori.
Benissimo fa il coordinatore a sollecitare la soluzione per il Museo Archeologico, ma dovrebbe nel contempo sollecitare interventi a 360° per un territorio spesso troppo dimenticato, mentre per altri, magari più vicini a casa, i vertici del governo regionale stanziano milioni e dispongono opere con carattere di urgenza.
Questo ci aspettiamo da Fratelli d’Italia, unitamente alla pretesa di identificare le responsabilità precise per quanto avvenuto relativamente al Museo Archeologico, chiedendo, se occorre, in alto, la rimozione di quanti non hanno svolto il mandato assegnato con competenza e rigore amministrativo.

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