Non ci sono conferme all’intesa con la Regione vantata da Cancelleri, per la Ragusa – Catania, forse, il pallino è sempre nelle mani del PD

Nonostante le buone intenzioni, riesce sempre difficile a fidarsi di Cancelleri, come buona parte dei grillini poco affidabile mediaticamente e, ricordiamo sempre, sempre in debito, in quanto a impegni, con i 5 Stelle ragusani.
Non siamo usi rovinare la festa e preferiamo attendere gli eventi che, questa volta, sono a stretto giro.
Già dopo il tavolo tecnico a Palazzo dell’Aquila, eravamo perplessi, perché, mentre Cancelleri, ai microfoni, ostentava certezze per il futuro della Ragusa – Catania, in un angolo dell’aula consiliare l’assessore regionale Falcone esigeva garanzie per il prestito dei 550 milioni preteso dal viceministro, fuori dall’aula i sindaci del territorio chiamavano a raccolta i giornalisti per esprimere la loro delusione sugli esiti del tavolo tecnico.
Ieri, lunedì 9 dicembre, riunione del preCIPE, Cancelleri in serata, diffonde un comunicato per dire che tutto è a posto, che il 19 si firma definitivamente per la Ragusa – Catania.
In particolare, si legge: “Sciolti tutti i nodi, trovata la quadra tra tutti gli uffici e i ministeri, c’è anche l’intesa con la Regione”.
Nessun altro particolare, solo il malcelato tentativo di far apparire la soluzione come esclusivamente dovuta al lavoro dei 5 Stelle e segnatamente del viceministro che si mostra come protagonista unico del successo che si sarebbe raggiunto, senza minimamente accennare al fatto che il governo è un governo 5 Stelle – PD e che il Ministro delle Infrastrutture, che come vedremo appresso, sarà determinante per le decisioni finali in fatto di fondi è del PD.
Stamane, martedì 10 dicembre, la doccia fredda o, meglio, la conferma che non c’era acqua calda.
Sul quotidiano catanese La Sicilia due pagine, o quasi, sull’argomento, dopo lo spazio alle esultanti comunicazioni del viceministro ci sono i distinguo importanti sulla questione.
Viene fuori che alla riunione non c’era la Regione, c’è una smentita precisa di Falcone, l’assessore regionale, sull’intesa, smentita che, addirittura, mette in dubbio la firma al CIPE del prossimo 19 dicembre.
Di seguito, tutta una serie di precisazioni di Falcone, sul fatto che il premier Conte aveva assicurato che i soldi li metteva lo Stato, che il costo del progetto non può essere caricato su quello dell’opera, che in ogni caso ci vogliono precise garanzie del governo se la Regione deve anticipare somme, prelevandole da altri progetti già finanziati.
Peraltro, l’assessore Falcone chiede chiarezza sui costi perché si parla di 750 milioni aggiornati a 12 anni fa, mentre si parla che, oggi, saremmo già arrivati a 900.
In pratica, il solito teatrino, in più esce un particolare, del quale eravamo a conoscenza e che testimonierebbe come resta sempre il Partito Democratico a tenere in mano il pallino della vicenda, ad onta di quanti vogliono sminuire l’azione politica dei democratici e, in particolare, del leader PD locale, l’on.le Nello Dipasquale che non ha smesso di seguire, da vicino, le vicende legate al progetto della Ragusa – Catania.
Avevamo avuto notizia, di recente, di un incontro romano del parlamentare regionale con il segretario nazionale del partito, Zingaretti, che aveva dato assicurazioni sul prosieguo positivo dell’iter per l’opera.
In più, oggi, La Sicilia conferma che della questione di sta occupando anche, a pieno titolo, il Ministro per il Sud, Provenzano, che ha tenuto informato Dipasquale sull’evolversi della situazione.
Solo che Dipasquale, da navigato politico, non ha bisogno di passerelle mediatiche e della claque dei compagni di partito per acclarare il suo impegno per il territorio, che non ha mai visto soluzioni di continuità.
Giovedì scorso ci sarebbe stato un incontro a tre fra Cancelleri, Falcone e Provenzano, quest’ultimo sarebbe orientato ad attendere la legge di bilancio, a gennaio, per capire meglio la disponibilità dei fondi a disposizione e quali sarebbero gli impegni del Ministro De Micheli.
Dell’interessamento di Provenzano eravamo a conoscenza, il Ministro per il Sud è, da tempo, al lavoro per trovare soluzioni alternative che siano in grado di assicurare vere garanzie, una rimodulazione di fondi dello stesso MIT per progetti che sono privi della fase esecutiva e quindi intercettabili.
Del resto, al CIPE, il Ministro Provenzano deve avere un ruolo centrale e sta seguendo la cosa come ha avuto modo di comunicare, appunto, all’on.le Dipasquale.
Da quanto emerge oggi, la firma per il 19 dicembre non è poi così sicura, se ci sarà, meglio, ma, a questo punto ne dubitiamo.
A men che il governo non metta i soldi, per intero, il brindisi annunciato da Cancelleri è rimandato, al massimo una granita al bar.

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