di Cesare Pluchino
Buio totale e silenzio assoluto dei professionisti del comunicato sulle dichiarazioni del consigliere del Movimento 5 Stelle, Dario Gulino
Forse si tratterà di un blocco terapeutico imposto dall’alto, fatto sta che anche i più sfrenati erogatori di comunicati hanno desistito dal dire la loro sulle esternazioni del consigliere del Movimento 5 Stelle, Dario Gulino.
Precisazioni, rettifiche, prese di posizione, accuse di falsità negli articoli, repliche agli attacchi dei consiglieri di opposizione, da parte dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, quelli che, una volta, formavano la maggioranza consiliare a sostegno dell’amministrazione Piccitto, sono state inesistenti di fronte alle esplosive dichiarazioni del consigliere pentastellato.
Appariva plausibile che fossero mancati comunicati stampa ufficiali sull’accaduto, ma si attendevano reazioni diverse sui social, assiduamente frequentati dai consiglieri 5 stelle.
Invece il silenzio assoluto è calato su quello che può essere considerato come una forte scossa tellurica all’interno del Movimento 5 Stelle ragusano, non distruttiva ma che obbliga, una volta per tutte, alla conta dei danni.
Se questo non è stato fatto, in diverse occasioni, per dare l’impressione che non c’erano danni, sembra arrivato il momento di un chiarimento generale.
In passato, l’uscita dei dissidenti dal meetup ufficiale, il caso Campo, le riunioni alla presenza del leader regionale per chiedere la testa di un assessore, i colpi di testa di qualche consigliere nelle votazioni importanti, sono stati tutti episodi minimizzati, in un modo o nell’altro, fibrillazioni sottaciute, come qualche caso interno scabroso e delicato, in nome di quel “tutto è a posto”, “tutto va bene” di facciata, sostenuto e, forse, alimentato da interessi elettoralistici superiori.
Gli stessi che non rispondono alle istanze locali e provocano una delusine diffusa che si aggiunge a quella per il cambiamento mancato, atteso e mai intravisto che coinvolge elettori e simpatizzanti del movimento, ormai disincantati di fronte al miracolo grillino.
Ci sono cose che fanno arrovellare la gente: si espelle una consigliera per le sue simpatie mussoliniane, le si dà l’opportunità di produrre elementi a sua difesa, poi non se ne sa più nulla; uno degli attivisti 5 stelle più in vista, protagonista della campagna elettorale del sindaco Piccitto, è messo da parte come un sopramobile, ma si ritrova come organizzatore della campagna elettorale del candidato sindaco 5 stelle di Vittoria, senza dire che sembrano intatti i suoi rapporti con i vertici regionali del movimento.
Ancora, si è fatta fuori l’assessore alla cultura, Stefania Campo, per inesistenti tentativi di far assumere il marito in seno ad una cooperativa che lavorava per il Comune, ipotesi del tutto escluse in sede di commissione trasparenza e acclarate dalla relazione di maggioranza della stessa, stesa dagli stessi consiglieri pentastellati, ma si ritrova la stessa, e il di lei marito, nel gazebo del Movimento per raccogliere le proposte per l’utilizzo dei fondi derivanti dalla rinuncia, dei consiglieri comunali 5 stelle, al 30% del gettone di presenza.
Fatti che disorientano gli stessi elettori del Movimento 5 Stelle, perché non si comprende a chi dare fiducia, a quelli che decretano i provvedimenti o agli esclusi.
Il silenzio creato attorno alle dichiarazioni di Dario Gulino assume contorni discutibili, considerate le riflessioni che qualcuno ha considerato come un attacco al primo cittadino, ma che potrebbero risultare, ad una attenta analisi, una purga disintossicante per benefici effetti futuri su tutto il Movimento e sui meetup iblei in particolare.
Un consigliere che, senza mezzi termini, autodenuncia l’errore di aver dato fiducia alle strategie dell’amministrazione va subito indicato come politico delirante oppure vanno esaminate, con la base, le sue dichiarazioni: non si può far finta di nulla, si deve dare modo alla gente di capire e di comprendere chi ha ragione e chi ha torto, con consequenziali misure.
Impossibile sottacere, da parte dei colleghi del gruppo consiliare, le circostanziate accuse relativi ai ritardi per il bilancio che molti consiglieri, da anni, sollecitano nei tempi canonici.
Impossibile non chiarire la questione dell’epiteto che, secondo alcuni giornali, sarebbe stato affibbiato dal sindaco al gruppo consiliare: sono o non sono degli imbecilli i consiglieri del Movimento 5 Stelle al Comune di Ragusa?
Impossibile non replicare ad un consigliere che parla di un sindaco che non mantiene gli impegni!
L’appello finale all’ordinaria amministrazione, per la sopravvivenza della sindacatura dovrebbe atterrire i cittadini, ma prima di tutto i consiglieri, anche quelli di opposizione che, in una forma di inciucio straordinario ed estemporaneo si sono limitati a messaggi di solidarietà privati al consigliere contestatore, senza uscire allo scoperto.
Il realmping in aula consiliare è stato una manna dal cielo, forse si attende che il tempo faccia svanire i segnali pesanti che sono stati lanciati, si vuole continuare ad illudersi che la maggioranza esiste, è forte e vincerà.
Se esiste è inciucio, sacrilegio per i principi del Movimento 5 Stelle, se non esiste sarebbe bene sfruttare l’occasione per una verifica dei danni e per un consolidamento delle strutture.
