Come nelle migliori pièces, recita in due tempi

di Cesare Pluchino
Senza una maggioranza stabile, il civico consesso si avvia a concludere le sedute alla riconvocazione del giorno dopo, per mancanza del numero legale, a molti gradita perché vuol dire doppio gettone di presenza

In tempi non sospetti avevamo evidenziato come la composizione dell’attuale consiglio comunale rappresenti uno dei punti più bassi della storia di Palazzo dell’Aquila.
Non c’è molto da spiegare, basta rifarsi ai resoconti dei lavori d’aula, ma meglio ancora sarebbe rivedere le registrazioni delle sedute, per rendersi conto della situazione.
Quella attuale nasce dalla disgregazione del gruppo consiliare di maggioranza, del Movimento 5 Stelle, che ineluttabilmente, potendosi basare solo un esiguo numero di consiglieri degno di tale nome per capacità e competenze, senza una guida, senza leader riconosciuti e sofferente delle contraddizioni esistenti a livello centrale, ha determinato una situazione ormai divenuta ingestibile.
Dall’altra parte della barricata, la composita schiera delle opposizioni che, dal primo giorno dopo le elezioni, è stata colpita dalla sindrome della disperazione da sconfitta.
Mentre, negli anni precedenti, c’era sempre stata una certa complicità, una certa concertazione fra maggioranza e opposizione, fra vinti e vincitori, in un contesto di reciproco rispetto istituzionale, tipico della prima repubblica, con l’avvento dei grillini al potere molte convenzioni sono saltate, non ci può essere dialogo fra il vecchio e il nuovo e questo ha provocato enorme disorientamento nei ‘professionisti’ della politica.
Disorientamento che si è tradotto in una azione di opposizione slegata, disorganica, senza nessun risultato in tre anni caratterizzati solo da sterili tentativi di attacco con fiumi di parole inutili.
La maggioranza consiliare non esiste, ci sono solo accordi sotto traccia di alcune componenti che in aula fanno la voce grossa ma, dietro le quinte, hanno assicurato il sostegno nei momenti difficili.
Dalle assenze fra i pentastellati vien fuori la caratura dei singoli componenti, le opposizioni mostrano la loro vera natura, ci sia avvia verso il completamento delle sedute in seconda battuta, alle 24 ore, in un’aula consiliare diventata non sede di dibattito politico ma stazione di periferia con un via vai di gente che arriva, se va, ritorna, impegnata solo a contare i presenti per far saltare il numero legale, cosa che per qualcuno rappresenta il comunque gradito raddoppio del gettone di presenza
Ad assistere, con indifferenza ma nell’impossibilità di fare qualcosa, il sindaco e la sua amministrazione che nei confronti del consiglio non hanno mostrato mai fondamentale rispetto, anche solo verso l’ultimo dei consiglieri.
Un Sindaco che è diventato padre padrone della giunta, del Movimento 5 Stelle, senza riferimenti politici a cui rendere conto, leader senza nomina di un Movimento che, a quanto pare, è formato solo da qualche elemento della giunta, dai consiglieri e dallo sparuto gruppetto di attivisti che se la vogliono vedere tutta.
Il Sindaco decide da solo, la base, come ampiamente dimostrato, non conta più nulla, il malcontento dilaga, favorito dalle attuali normative il primo cittadino decide e dispone, se qualche assessore dissente, o emerge troppo, va a casa, il dissenso interno e le opposizioni non sembrano capaci, né intenzionati a tentare un colpo di mano per mandare tutti a casa, si vegeterà per i prossimi due anni, fino alla fine della consiliatura.
Uno spettacolo da decadenza dell’impero, il cartellone non offre altro.

Cionondimeno, qualche spunto interessante emerge dalle sedute, anche se, spesso, mette in luce aspetti poco edificanti della vita consiliare.
La seduta convocata per giovedì 16 giugno 2016 ha visto i soliti interventi delle opposizioni, accomunati dalle lamentele per la mancata presentazione del bilancio.
Sull’argomento si è avuto l’intervento del sindaco Piccitto, intervenuto in aula su sollecitazione espressa del Presidente del
Consiglio per le insistenti richieste di qualche consigliere, segnatamente Lo Destro, che auspicava di conoscere, dalla viva voce del primo cittadino, i motivi della mancata presentazione del bilancio.
Piccitto, come è solito fare, ha replicato con decisione ai rilievi dell’aula, non esimendosi dall’eliminare qualche sassolino dalla scarpa, da perfetto padrone della scena.
Due precisazioni importanti, una replica forte alla consigliera Migliore, come diversivo al suo intervento che, come prevedibile, non ha portato novità sullo scenario orfano del bilancio.
Alla consigliera Migliore, che aveva eccepito rilievi di inaccessibilità ad uno dei cessi autopulenti del lungomare di Marina, da poco installati e non ancora in funzione, ha sbandierato le foto della struttura che evidenziano come erano prive assolutamente di fondamento le sue eccezioni e come la fotografia dal lei prodotta fosse ingannevole per la prospettiva schiacciata che falsava la realtà.
Il tutto, consigliando alla consigliera che aveva minacciato di occupare i bagni autopulenti, di nascondervisi dentro, alla luce dell’insuccesso della sua comunicazione.
Seconda replica ad uno dei video strumentali fatti girare sui social da nulla facenti che vanno a rilevare come dei turisti cercavano, invano, il radiotaxi alle ore 1.30 della notte, servizio che, secondo il sindaco si può trovare solo a New York in quelle ore della notte.
Introduzione da professionista che ha allentato la tensione e l’attesa per quanto avrebbe detto sulla mancanza del bilancio.
Subito all’attacco del consigliere Lo Destro che, arrivato in ritardo alla seduta, non è nemmeno entrato in aula per ascoltare l’intervento che aveva richiesto e per cui aveva minacciato azioni eclatanti, come l’occupazione dell’aula.
Azioni minacciate che il sindaco ha considerato di violenza contro l’espressione più democratica della città, atto doppiamente vile contro l’istituzione.
Il momento attuale di crisi economico-politica favorisce le speculazioni sul bilancio, secondo Piccitto: c’è un’attività enorme dell’ufficio ragioneria, che si trova ad affrontare problemi per l’armonizzazione contabile, tutti i Comuni sono in forte difficoltà, ci sono enormi complicazioni per il lavorio sui residui da accertare, per il fondo crediti di dubbia esigibilità, per l’assoluta incertezza sulla ripartizione delle risorse.
Il tutto accresciuto dalla incapacità del governo regionale di gestire la cosa pubblica, a cominciare dalla irrisolta questione dell’abrogazione delle province, emblema dello sfascio della politica regionale, gestita dagli stessi partiti e dagli stessi uomini a cui fanno riferimento molti dei consiglieri che sollevano rilievi sulla incapacità dell’amministrazione locale.
Situazione acclarata, in sede regionale almeno, dall’ANCI e dagli amministratori degli locali di tutti i colori politici.
Rinnovata fiducia nell’assessore Martorana, nel dirigente e negli uffici che stanno lavorando senza soluzione di continuità, ma nessuna data certa, nessun cenno ai termini scaduti e alle possibili conseguenze.
In sostanza niente di nuovo o di rilevante nell’intervento del sindaco che, come di solito, ha mostrato calma e freddezza, per nulla impressionato dagli interventi e dalle minacce di esponenti delle opposizioni.
I bollori delle opposizioni si sono dovuti spegnere per l’impossibilità di replicare alle parole del sindaco, in primis quelli della consigliera Migliore.
Contravvenendo al  regolamento, nel corso di un successivo intervento sull’OdG riguardante il Baratto ammnistrativo, Lo Destro è entrato in tema ma in maniera blanda e non convincente, solamente retorica, lasciando di stucco quando ha manifestato l’intenzione di attuare ugualmente la sua protesta, nonostante il primo cittadino abbia acconsentito di riferire in aula sulla situazione bilancio, atteggiamento che, di certo, non potrebbe esimere dal rilevare un mancato rispetto di impegni manifestati in un intervento ufficiale in veste di consigliere comunale.
Oppure, come sottolinea qualcuno, sono le sortite di facciata dell’amante ‘nascosto’ ! 

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