di Cesare Pluchino
La firma della convenzione per il raddoppio dell’arteria scatena un nervosismo represso
Quasi mai, percorrendo un’arteria stradale, tornano in mente il politico che l’ha voluta o quelli che si sono adoperati per la realizzazione. Nel caso, ormai secolare, della Ragusa Catania, sarebbe più opportuno evitare di collegare il proprio nome ad una delle vergogne ragusane e siciliane che ha sempre rappresentato il simbolo dell’incapacità della classe politica per ottenere, almeno, una dignitosa manutenzione.
La firma della convenzione per la concessione della gestione del progetto infrastrutturale della Ragusa – Catania è avvenuta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’avvenimento ha provocato una diatriba verbale fra alcuni nostri deputati sulla ‘paternità’ degli atti e degli interventi adottati per arrivare a questa tappa del lungo iter che, forse, fra 10 anni ancora, ci consegnerà una piccola autostrada per arrivare a Catania.
Senza voler mettere il naso nelle motivazioni e sui contenuti dello scontro, né, tanto meno fare valutazioni sugli stessi, può essere interessante sapere cosa si sono detti i deputati Nello Dipasquale e Nino Minardo.
Tutto era iniziato con un comunicato dell’on. Minardo: parlamentare a Roma dello stesso partito del Ministro, aveva ricevuto conferma da quest’ultimo della data per la firma della convenzione. Lo stesso Minardo si era fatto carico di informare l’on. Sebastiano Gurrieri quale componente del comitato per la Ragusa-Catania che avrebbe potuto assistere all’apposizione della firma.
Subito veniva diffuso un comunicato dell’on. Dipasquale, sottoscritto dall’on. Digiacomo, in cui venivano espresse perplessità sulle comunicazioni di Minardo: soddisfazione sì per il risultato importante ma dispiacere nel rilevare come non fossero stati coinvolti i deputati regionali che da anni si battono proprio per il raggiungimento di questo importante obiettivo, preferendo, invece dare tempestiva notizia ad un semplice componente del comitato.
Atteggiamento giudicato irrispettoso quello dell’on. Minardo, mentre si coglie l’occasione per ringraziare la collega di partito Venerina Padua per la continua azione di sollecitazione posta in essere nei confronti del Governo nazionale, che, evidentemente, però, non è servita nemmeno per essere avvisata della firma.
Nel dubbio che il parlamentare modicano possa voler nascondere il lavoro fatto da altri, Dipasquale ricorda di essere stato colui che propose, da sindaco della città di Ragusa, nel corso di una conferenza di servizio svolta l’11 settembre 2006, l’idea del progetto di finanza, alfine rivelatosi dirimente e concreto nel labirinto della burocrazia e della politica.
Poco opportuno non coinvolgere gli attuali deputati regionali, preferendo coinvolgere l’on. Gurrieri, non più deputato da tempo, che era stato inserito all’interno del comitato-osservatorio proprio perché all’epoca era parlamentare regionale e dunque in rappresentanza della deputazione regionale iblea.
Disattendere il lavoro fatto a fianco del Governo regionale, con più assessori, per gli opportuni passaggi amministrativi di competenza, pensando di fare esclusioni, connota inevitabilmente la giornata della firma come il tentativo di realizzare una passerella politica.
Per Dipasquale, Gurrieri rappresenta solo se stesso e Minardo ha peccato di garbo istituzionale, cercando di fare il primo della classe.
Immediata la risposta dell’on. Minardo: la nota sa di “volpe che non seppe arrivare all’uva…”, senza meraviglia, per le parole e i toni usati, conoscendo bene del Dipasquale “metodi ed azioni e soprattutto, linearità di comportamenti nella politica, mentre sorprende la firma di Pippo Digiacomo al quale vengono riconosciute “capacità politico-istituzionali e di saggio uso di azioni e parole”.
Sfugge a Minardo “l’appartenenza politica di Dipasquale, di cui non riesce più a seguirne le traiettorie, del tutto simili a quelle di una ‘palla-pazza’…” e da lì una pioggia di contumelie politiche: su uno dei problemi importanti che riguardano la provincia di Ragusa l’ex sindaco assiste inerme, con un atteggiamento di silente accondiscendenza ai voleri del suo capo e governatore, Rosario Crocetta.
Sorpresa per la corsa zigzagante per gli schieramenti politici, fermatasi nella stazione di quel Pd che, quando era sindaco di Ragusa, accusò durante un famigerato comizio a Niscemi, di “fare schifo per avere bloccato un territorio attraverso il piano paesistico”. Allora parlò di un governo di Sicilia (dove c’era il Pd…) rappresentato “da pagliacci e da persone che hanno affamato e stanno affamando i nostri territori, imitandoli di essere i principali responsabili della distruzione della Sicilia”.
Criticando “la celeberrima e celebratissima coerenza (ehm ehm…) di pensiero e di appartenenza”, Minardo dà peso nullo alle affermazioni del Dipasquale, precisando di “non aver invitato nessuno e di aver solo comunicato la notizia a chi, più volte l’aveva sollecitata, chiedendogli di partecipare come ‘Comitato’, in virtù dei contatti e delle relazioni istituzionali mantenuti con il Ministero delle Infrastrutture.
Un ‘comitato’ riconosciuto e riconoscibile, oggi disconosciuto da Dipasquale, nonostante “da presidente del Consiglio Provinciale (mi pare allora fosse di Forza Italia) e da Sindaco di Ragusa (ruolo che ricoprì diviso tra PdL e Territorio e con ‘puntate’ dalle parti del movimento di Zamparini e di Sicilia Vera con Cateno De Luca…) presenziava attivamente gli incontri di questo organismo”.
Rifiutando l’ipotesi di passerelle politiche, a cui del resto non ha inteso partecipare, mostra, infine, nel suo comunicato, disponibilità nei confronti del collega politico, nella probabilità che abbia “forsennato desiderio di passerelle”, di fronte al quale “bisogno impellente” avrebbe potuto interessarsi per una sua presenza perché tanto “Una foto non la si nega a nessuno!!!”
Minardo chiude il suo comunicato esortando Dipasquale ad “agire con concretezza e controllo. Magari non peregrinando più di partito in partito, visto che ormai necessita una bussola per sapere dove sta…”
Non manca la contro risposta dell’on. Dipasquale:
“Tentativo di fare confusione, mischiando le carte, con una risposta politicamente puerile, da parte di chi, abituato agli yes-man, non tollera che qualcuno si permetta di rinfrescargli la memoria.
L’on. Minardo cerca di gettare fumo per offuscare la vista degli elettori, ma gli elettori conoscono la storia di ognuno di noi, compresa quella dello stesso Minardo che accusa me di aver cambiato partito, forse sperando che tutti noi avessimo dimenticato i suoi di giretti prima di approdare nel Nuovo Centro Destra, a quanto pare pronto a ritornare tra le braccia di Berlusconi e di Forza Italia.
Le mie scelte politiche in ogni caso non c’entrano proprio nulla sulla vicenda del raddoppio della Ragusa – Catania, e dunque non ha senso utilizzarle come risposta ad un’osservazione. E del resto io posso dire a testa alta di avere una storia politica e di consenso ben al contrario dell’on. Nino Minardo. Lui non è nient’altro che il frutto della degenerazione di questo sistema politico e di una legge elettorale che molti di noi abbiamo criticato e combattuto, motivo anche del mio allontanamento dal Centrodestra.
Ma del resto conosciamo tutti bene l’on. Nino Minardo, il parlamentare che si confronta con gli avversari, ma solo tramite comunicati stampa, mai attraverso un confronto pubblico. Anzi, a questo punto, lo sfido ad avviare un confronto, sono a disposizione anche presso le tv della sua famiglia.
Altrimenti diventa fin troppo facile ergersi a moralizzatore degli altri quando invece è stato un sistema politico malato che gli ha permesso di ottenere, come facile regalo, il ruolo di parlamentare attraverso logiche che tutti noi, in particolare quelli della provincia di Ragusa, conosciamo bene, molto bene.
Caro on. Nino Minardo, le mie scelte sono state sempre avallate e condivise dagli elettori, meccanismo che lei non conosce perché non si è mai confrontato con il consenso elettorale.
I ruoli che ha avuto in politica non sono frutto di voti ma dei regali dei partiti e dei leader a cui, di volta in volta, si è avvicinato solo se riuscivano a garantire utili posti in lista”.
Così conclude l’on. Dipasquale “Siamo tutti felici della positiva notizia per la Ragusa – Catania, il resto sono polemiche sterili e inutili, bastava rispondere che era stato un errore e che i parlamentari sono sempre invitati. Ma questo non appartiene alla statura politica del garbato interlocutore”.
