di redazione
Dopo mesi dominati da un atteggiamento attendista, non ritenendo rispettati gli impegni e le assicurazioni, il consigliere del Movimento 5 Stelle esterna le sue riserve sull’operato della giunta a cinque stelle
In un’aula semideserta, solo 6 i consiglieri del Movimento 5 Stelle, assieme a due assessori, Corallo e Leggio, il consigliere pentastellato Dario Gulino ufficializza il suo forte dissenso nei confronti dell’operato del sindaco Piccitto e dei suoi colleghi di gruppo che seguirebbero, pedissequamente, le indicazioni del primo cittadino e degli assessori, senza contezza di quello che vanno a votare in aula.
La contestazione nei confronti dell’operato del sindaco e, segnatamente, del suo assessore Martorana, ha visto Dario Gulino, fin dal mese di luglio dell’anno scorso, in prima linea.
La sua mancata condivisione per taluni aspetti dell’operato dell’amministrazione non ha conosciuto soluzioni di continuità e si è trasformata, nel corso dei mesi, in totale insofferenza, anche alla luce degli impegni, non mantenuti, di venire incontro alle aspettative della quasi totalità dei consiglieri che facevano fronte comune nella protesta.
Nel corso di dodici lunghi mesi la contestazione è stata, in vario modo, anche con impegni poi non mantenuti, dominata dal sindaco Piccitto che è riuscito a tacitare i più esagitati e a imporre le sue decisioni, anche al cospetto dei leader regionali.
Si può dire che il solo a resistere all’azione del sindaco, per riportare all’ordine i consiglieri comunali, è stato il Gulino che non ha smesso di contestare e minacciare di non uniformarsi alle decisioni del gruppo, segnatamente per le votazioni di atti importanti, facendo mancare spesso la sua determinante presenza per mantenere la maggioranza in aula.
Ma fino all’ultimo bilancio, l’amministrazione, fra appoggi sotto traccia, assenze strategiche di qualcuno delle opposizioni, desistenze e qualche sostegno palese, è andata avanti e il minacciato abbandono di un elemento della maggioranza ha perso via via peso determinante, anche per l’indifferenza ostentata dal gruppo consiliare e dallo stesso sindaco che hanno dato poca importanza alle numerose provocazioni del Gulino.
Numerosi sono stati gli sfoghi del consigliere che ha manifestato il suo ‘malessere’ politico in più occasioni, in verità assai poco considerato, senza l’attenzione che, forse, avrebbe meritato.
Questa la sintesi del suo intervento in aula che vuole porre un punto fermo nei suoi rapporti con il sindaco, l’amministrazione e i colleghi del gruppo pentastellato:
“negli ultimi tempi sono stato assente per motivi di salute e di lavoro, colgo l’occasione per dare il benvenuto alla collega Marabita, sono contento che il consigliere Dipasquale abbia presentato le dimissioni, avendo, in diverse occasioni, manifestato lamentele per il suo agire all’interno del gruppo consiliare. Ci ha tolto dall’imbarazzo con le sue dimissioni, che, si dice, siano state indotte dall’alto, ‘consigliate’, un invito che sarebbe arrivato dai livelli regionali.
Invito che non è arrivato, invece, dagli stessi vertici regionali, al sindaco, lo stesso di cui troppo poco si parla, per il quale, in più occasioni, ho manifestato le mie lamentele per il suo operato.
Alcune cose sono state fatte bene, anche io le ho lodate, altre, sinceramente, no, resto sbalordito per quelle cose che sono fuori dai principi del Movimento 5 Stelle, principi che tutti i grillini abbiamo sempre vantato, principi fondamentali per i 5Stelle, inestimabili e da portare avanti.
Sono stato speso distaccato appunto per l’operato del sindaco che vedo raramente in aula, viene solo quando è attaccato il suo assessore preferito, Martorana; oggi non è stato attaccato e quindi il sindaco ha lasciato solo l’assessore Corallo, quello che ha fatto tante cose buone in questa città.
Mi sono sempre mancati il dialogo e la trasparenza in tante cose, gli stessi che continuo a chiedere, assieme a tanti dei miei colleghi di maggioranza.
Manca il dialogo, di molte scelte non sappiamo nulla e, spesso, non sappiamo di cosa stiamo parlando.
Alcuni consiglieri non sanno anche cose basilari, una cosa brutta da constatare, dopo tre anni.
Non sappiamo cosa fare per cambiare questa situazione, non possimao stare qui a votare a comando, si, no, astenuto, sinceramente non mi va.
Ho presentato, o, meglio, ho cercato di presentare ordini del giorno, atti di indirizzo, progetti, non c’è stata, quasi mai, partecipazione, nemmeno fra i miei colleghi, allineati sulle direttive dell’amministrazione.
Cosa che, invece, trovo fra i banchi delle opposizioni che preferisco chiamare minoranze, che condividono progetti per il bene della città o, quantomeno, ascoltano.
Come nel caso delle ubicazioni delle nuove farmacie, quando una mia proposta ha visto il si delle opposizioni e l’astensione dei miei colleghi.
Pertanto, voglio dare una settimana di tempo al sindaco per pensarci, ci dica se non è un cinque stelle, nel qual caso ci lasci liberi di portare avanti le nostre istanze di pentastellati.
Si leggano gli atti che vengono portati in consiglio, desideriamo il dialogo con l’amministrazione, siamo pentastellati e come tali vogliamo comportarci.
Ai cittadini interessano le cose concrete, che tutti percepiscono, lo avevamo detto anche in campagna elettorale che avremmo anche ascoltato le proposte provenienti dai banchi delle opposizioni, cosa mai avvenuta.
Non trovo condivisione quando discuto con il mio gruppo, al contrario di quando parlo con le opposizioni che sono disponibili, quantomeno, all’ascolto.
Una scadenza di una settimana: quello che noi facciamo, o tentiamo di fare, in consiglio non è carta straccia come sussurra qualche dirigente, il consiglio è sovrano, è il consiglio che deve trovare soluzioni per la città.
Se non sarò ascoltato mi vedrò costretto a lasciare il gruppo, troverò accoglienza fra i banchi delle opposizioni”
In dieci minuti Gulino ha scaricato le tensioni di un anno, evidentemente poco considerate: nel suo discorso c’è tutta la contrarietà per la questione Martorana che ha visto i suoi colleghi abbassare la testa nonostante i propositi bellicosi ma mai messi in atto, per esempio la mancata approvazione dei bilanci.
Ci sono le sue lamentele, inascoltate anche a livello regionale, nei confronti del consigliere Dipasquale per il suo operato all’interno del gruppo, ci sono le mancate attenzioni verso i giovani del salvataggio a mare, ci sono le mancate attenzioni a sue istanze da parte del sindaco, di alcuni assessori, di molti consiglieri che non lo hanno voluto ascoltare o seguire nei suoi progetti.
Una situazione delicata che solo un ulteriore ‘magheggio’ del sindaco Piccitto potrà risolvere, senza pensare che possa sottostare a diktat o ultimatum.
Anche se non ci si può esimere dal considerare la gravità di quanto detto dal consigliere che non può non essere oggetto di adeguate attenzioni da parte dei vertici del movimento.
Dario Gulino ha tenuto il suo discorso, platealmente, dai banchi delle opposizioni, seduto accanto a Maurizio Tumino, il suo più assiduo ‘corteggiatore’ che pensa di acquisire prestigio e valenza politica dall’arruolamento del consigliere grillino nelle file del gruppo misto nel quale si vorrebbe porre come leader.
C’è da sperare solo che, fra una settimana, la questione si risolva, in una maniera o in un’altra, altrimenti diventerebbe stucchevole, oltre che destinata a perdere importanza.
Verrebbe ufficializzata la perdita della maggioranza a cinque stelle, in consiglio, si arricchirebbe di una unità, forse, il gruppo di firmatari della mozione di sfiducia che le opposizioni si appresterebbero a presentare per mandare a casa il sindaco, ma, al momento, pare assai difficile arrivare a 20 firme, 14 i consiglieri di opposizione, Gulino 15, non pare probabile trovare cinque firme tra le file dei pentastellati.
Un’operazione solo mediatica, di visibilità, per la quale l’operazione Gulino sembra inutile e senza effetti, con lo stesso consigliere che diventerebbe agnellino sacrificale di strategie avventate.
