Situazione del verde pubblico e degli alberi in città: è tempo di mettere le carte sul tavolo

Al capogruppo del Partito Democratico, Mario Chiavola, la palma di consigliere comunale più veloce per l’emissione di un comunicato stampa: è suo il primo dell’anno 2021 e si occupa degli alberi con il tronco tagliato che, ormai, sono diventati numerosi in città.
Avremmo preferito iniziare il nuovo anno con qualche cosa di più pregnante per la città, problemi da sollevare ce ne sarebbero a decine, più urgenti, Chiavola vuole ritornare su una problematica vecchia, spesso chiarita dall’amministrazione, più volte esaminata pur restando questione attuale e per la quale occorre trovare soluzioni, anche costose o scomode.
Qualcuno più esperto di politica ci dirà che questo è il ruolo delle opposizioni, quello di segnalare e di rilevare quello che non va, a chi amministra il compito di trovare le soluzioni.
Il vero difetto di questa amministrazione è quello di non spiegare del tutto come stanno le cose e, soprattutto, di non dire quali sono le somme occorrenti per ripristinare tutto a regola d’arte.
Questa amministrazione lo ha fatto quando si è trattato di affrontare la asfaltatura delle strade cittadine, ha detto che serviva un intervento radicale, che per farlo occorreva fare dei mutui, ricorrere al prestito per potere avviare soluzioni radicali. E si sta andando avanti, con lentezza, anche se ancora le strade dissestare sono più di quelle asfaltate.
Per il verde pubblico c’è un problema annoso, più volte affrontato pubblicamente dall’assessore al ramo che, dopo molti anni si è occupato del settore in maniera professionale e approfondita, adottando anche provvedimenti per mettere in regola il Comune che non ottemperava, da tempo, a leggi precise.
Cosa che, per onestà intellettuale, pochi delle opposizioni non vogliono riconoscere.
Non è questa la sede opportuna per rielencare quanto di positivo ha fatto l’assessore al ramo per il verde pubblico, per gli alberi in particolare, pur ammettendo che resta moltissimo da fare.
Ma siamo certi che né l’amministrazione né le opposizioni, in sede di bilancio preventivo del 2021, avranno il coraggio di proporre gli adeguati stanziamenti per il verde pubblico e per gli alberi.
È un può la storia di chi eredita una Porsche dal nonno e non ha i soldi nemmeno per la benzina, tanto meno per la normale manutenzione, ma non lo vuole ammettere, aspettando tempi migliori che, forse, non arriveranno mai.
Il patrimonio del verde pubblico e arboreo della città è così rilevante per superfici e numero di piante che occorrerebbero somme ingenti, quasi impossibili per il bilancio comunale.
Se poi si aggiunge che molti alberi, per l’età, sono ammalorati e costituiscono, oltre che un pericolo per la sicurezza, un onere non indifferente per la necessaria estirpazione, il quadro è completo.
Nessuno bada il fatto che estirpare completamente, con tutto l’apparato radicale, un albero vecchio di cinquant’anni ha dei costi proibitivi, perché occorre rifare strade e marciapiedi interessati, e non è cosa semplice né economicamente sostenibile in tempi brevi.
Naturalmente, saremmo felici di trovare adeguate e competenti smentite a quello che stiamo affermando, con le adeguate soluzioni da suggerire.
Ci permettiamo di dire che è da sconsiderati, o da professionisti della opposizione strumentale, che noi spesso, in qualche caso, definiamo dei politici oppressi dalla disperazione da sconfitta, pensare che un assessore o un sindaco decidano di tagliare alberi a caso, senza motivo e lasciare i tronchi mozzati in bella vista.
Si potrà discutere su quello che è il metodo migliore, se tagliarlo alla base e mettere un coperchio o altro, l’optimum sarebbe certo quello di estirparlo ma abbiamo detto dei costi.
Questa è la situazione, non sembrano esserci molte alternative.
Come non ci sono alternative alla libertà delle opposizioni di dire la loro, siano esse verità, fandonie o amenità.
Il consigliere Chiavola sceglie di parlare di “trascuratezza che lascia esterrefatti”, che lascerebbe trapelare la precarietà dell’azione della Giunta Cassì, una defaillance inaspettata.
Chiavola ha fatto un giro per la città e a Marina di Ragusa, da corso Italia a viale Tenente Lena, da viale Sicilia a via Pietro Nenni, per non parlare di via Brin a Marina di Ragusa, rileva come in viale Sicilia gli alberi siano stati estirpati ma non mette in evidenza in quale stato era ridotto il marciapiede interessato né il fatto che l’apparato radicale aveva invaso l’immobile del cinema 2000.
Parla a mezze frasi per il caso degli alberi di via Calipari, che definisce “caso tutto ancora da valutare nella sua dimensione complessiva”, un ritorno su argomento già chiarito dall’assessore che fa trapelare solo il carattere strumentale del rilievo, per chi lo aveva sollevato di recente.
Chiavola esprime una opinione rispettabilissima: “è anche un cattivo esempio per le nuove generazioni, che senso ha piantumare alberi in altre zone della città se poi quelli già esistenti sono rimasti mozzati, a metà tronco appunto, come se fossero cadaveri senz’anima?”
Chiavola asserisce di voler essere propositivo e costruttivo ma non aggiunge altro, non propone soluzioni, non dice cosa farebbe lui al posto dell’assessore, cosa pretenderebbe dalla giunta, cosa scriverebbe in un programma elettorale che sia, naturalmente, rispettato.
Si augura solo che l’amministrazione comunale, e in particolare l’assessore al ramo, Giovanni Iacono, abbiano il garbo e il buon senso di provvedere, ma come ?
Può sembrare che il nostro articolo si preoccupi più di difendere l’operato dell’assessore, invece vogliamo essere sostenitori di una azione decisa che vorremmo fosse stata proposta da Chavola: servirebbe fare un preventivo preciso di quanto costa estirpare tutti gli alberi da sostituire e mettere al loro posto nuove essenza arboree, decidendo, anche con un referendum popolare, cosa ne pensa la gente, da dove prendere i soldi oppure, nella consapevolezza di non disporre delle somme adeguate, agire, se la legge lo permette, con adeguate sostanze per disintegrare ogni residuo di tronchi e di piante.
Come in tanti altri settori occorre mettere carte sul tavolo, si potrebbe cominciare in occasione del prossimo bilancio.

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