di Cesare Pluchino
Ancora esponenti del Patto di consultazione sulla questione dei tre selezionati per il bando degli stagionali
Avevano detto che si sarebbero consultati, stante il confronto e la condivisione di comuni chiavi di lettura, attivando un rapporto di collaborazione.
I sette consiglieri di opposizione aggregati nel Patto di consultazione si muovono piuttosto autonomamente e, in qualche caso, ripercorrono iniziative già intraprese da uno dei componenti.
Era stato Giovanni Iacono, con la consigliera Castro, a inoltrare specifica e puntuale interrogazione sulla questione degli agenti di polizia locale selezionati come stagionali e non integrati nei servizi.
Da una parte chi, come Giovanni Iacono, ritiene che le professionalità selezionate avrebbero dovuto essere integrate nei servizi, come del resto sancito anche da sentenze del TAR, dall’altra l’amministrazione che ritiene le figure selezionate solo per la graduatoria finalizzata ai servizi stagionali.
Le solite querelle della politica locale, con posizioni e opinioni controverse che non trovano conferme precise nella linea della legalità e della trasparenza, in parole povere il popolo non può sapere se ha ragione l’opposizione che sostiene chi protesta o l’amministrazione che si muove, o si muoverebbe, in perfetta adesione alle norme in materia di assunzioni.
Tre aspiranti agenti di polizia locale incatenati ai cancelli del Palazzo Comunale fanno comunque notizia e diventano piatto succulento per le opposizioni se, in contemporanea, esce il bando per la selezione per un dirigente dello staff di gabinetto del Sindaco.
Gianluca Morando, esponente di uno dei tanti movimento che gravitano nella galassia del civico consesso, parla, senza mezzi termini di scandalo, perché circolerebbe il nome del prescelto.
Un comunicato congiunto dei sette consiglieri del Patto di consultazione fa propria la dichiarazione di Morando che apre la nota inviata alla stampa.
I sette esprimono incredulità perché sarebbero ignorati i diritti dei tre aspiranti agenti, perché sarebbe evidente una certa indifferenza, da parte degli amministratori, per il ritardo con cui sono stati ricevuti per esternare i contenuti della loro protesta, si afferma che al Comune di Ragusa non si darebbe seguito all’esito di un concorso e della sentenza del TAR, senza, però, opporre documentazione incontrovertibile per le ragioni dei tre che protestano, rendendo difficile la comprensione di come un sindaco e i suoi assessori possano amministrare una città in barba alla Legge.
A meno che non si tratti, come viene citato nel comunicato, di “una presa di posizione politica e personalistica” cioè di una scelta del sindaco, appunto politica o personale, comunque legittima.
Allora saremmo nel consueto teatrino dello scontro fra amministratori e minoranze consiliari.
Nella vicenda si inserisce anche la sibillina considerazione sui tre aspiranti agenti “(pensiamo che forse non piacciano i nomi)”, ma, a questo punto vorremmo che si spiegasse se, fra i tre, ci sono nomi ‘eccellenti’ della politica o della società ragusana.
C’è anche un riferimento preciso alle carenze di personale della Polizia Municipale e all’utilizzo frequente di volontari, si tira fuori la prevista assunzione di un dirigente di staff del gabinetto del sindaco, ancorché regolata da norme differenti da quelle dell’assunzione di agenti della Polizia locale.
I sette, al riguardo non dicono altro, lasciano a Morando il compito di instillare nell’opinione pubblica la possibilità che si possa trattare di una “selezione pubblica farsa”: perché i sette lasciano solo Morando nel ribadire che sarebbe già noto il nome del prescelto (non solamente fra i 5 Stelle ragusani, anzi (ndr) più fra le altre forze politiche che nel movimento pentastellato) ?
Anche Giorgio Massari, unitamente al segretario dell’Unione Comunale del Partito Democratico, il senatore Gianni Battaglia, ha inoltrato una nota di solidarietà a sostegno dei vigili stagionali, Attilio Barrera, Stefano Lo Presti e Giuseppe Bagarella, protagonisti della civile protesta contro il sindaco e l’amministrazione.
Questo il testo della nota recante il simbolo del Partito Democratico, firmata, appunto da Gianni Battaglia e da Giorgio Massari:
Esprimiamo a la nostra solidarietà e sostegno ai vigili urbani stagionali che, per diversi giorni, hanno con tenacia, ma civilmente protestato contro il Sindaco e l’Amministrazione comunale, in difesa del proprio lavoro.
Dopo aver partecipato e vinto una pubblica selezione per esami, differentemente a quanto siamo costretti a registrare in questi ultimi anni, con assunzioni e/o consulenze fatte con procedure quantomeno discutibili, spesso in contrasto con la tanto decantata trasparenza e talvolta con la vigente normativa;
dopo aver agito in giudizio per vedersi riconosciuto l’inserimento in graduatoria come i soli tre vincitori – ciò in quanto fosse del tutto evidente che era stata la Commissione ad errare nelle valutazioni e non loro negli elaborati –
questi lavoratori di polizia locale, hanno ottenuto, solo ed esclusivamente, di prestare la loro attività lavorativa per pochissimi mesi.
Nessuna rilevanza può essere assegnata al dato che il bando era destinato alla formazione di una graduatoria per le esigenze stagionali, e quindi non solo estive, della Amministrazione, visto che, se da quella graduatoria l’Amministrazione avesse attinto per ogni esigenza, i predetti tre lavoratori avrebbero cumulato una maggiore esperienza lavorativa in coerenza con la loro conclamata idoneità al ruolo.
Perché l’Amministrazione non ha mai chiamato PRIORITARIAMENTE, in tutti questi anni, i tre vigili urbani nel periodo natalizio, o per tutte le manifestazioni culturali, di spettacolo, religiose o altro e in tutti quei casi per i quali si è reso necessario incrementare la presenza della polizia municipale nel territorio?
Perché l’Amministrazione, invece di ricorrere PRIMA alla assunzione, a tempo determinato, dei tre vigili stagionali, riconoscendo e privilegiando la professionalità e l’idoneità accertata, ha preferito utilizzare per tutte le esigenze, “associazioni di volontariato”, a cui ha riconosciuto “discutibili rimborsi” in luogo del corrispettivo dovuto, come il cosiddetto “rimborso lavanderia”?
A queste legittime domande l’Amministrazione e il Sindaco non hanno mai risposto, evitando dapprima di incontrare i tre vigili stagionali e poi, durante l’incontro, assumendo atteggiamenti, linguaggio e comportamenti non consoni al rispetto dovuto ad ogni persona ed a chi lotta con dignità per affermare il diritto al lavoro, sancito dalla nostra Costituzione.
Ora è il tempo delle risposte, del rispetto della trasparenza e della buona amministrazione.
