Conoscevamo la sorpresa ancora prima della conferenza stampa sul progetto per la riconversione dell’area dell’ex scalo merci di Ragusa, convocata dal sindaco Cassì e dall’assessore Giuffrida.
Il grande progetto, il masterplan redatto dall’architetto vittoriese Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, stella dell’architettura italiana, Medaglia d’Oro alla Carriera nel 2012, apprezzata professionista anche all’estero, nei più qualificati salotti dell’architettura internazionale, si è fermato alla consegna nelle mani dell’amministrazione comunale.
Cosa è accaduto dopo è tutto da verificare, il sindaco si è trincerato dietro una generica rinuncia all’incarico, ambienti vicini all’architetto fanno trapelare delusione per la scarsa attenzione dedicata alla sua opera, da parte degli amministratori.
Fatto sta che il progetto, ha detto il sindaco Cassì, sulla linea del masterplan della Cannizzo, è stato continuato dai tecnici dell’ufficio comunale dei lavori pubblici, coordinati dai dirigenti ing. Alberghina e dall’ing. Corallo.
Non conoscendo il masterplan, nascosto alla pubblica opinione, non si può giudicare quanto l’esecutivo segua le linee ispiratrici dell’archistar.
Oggi, penultimo giorno dell’anno, conferenza stampa per dare in pasto ai giornali questo progetto ultimo di una miriade per cui ormai si sprecano le parole nei confronti dell’Ufficio tecnico, dei suoi dirigenti, crogiuolo di creatività e di professionalità che, ripete il sindaco come un disco incantato, sfornano carte che primeggiano, a livello regionale e nazionale, per ottenere finanziamenti e primi posti nelle graduatorie dei bandi. E da lì il sindaco che ringrazia i dirigenti, i dirigenti che girano le congratulazioni ai tecnici in una girandola di celebrazioni che ormai sono il menù fisso di ogni intervento del sindaco: amministrazione virtuosa, buone pratiche e progettualità di eccellenza.
Con queste premesse, inevitabile l’attesa per questo ultimo progetto, ma, forse impressionati dal nome dell’archistar e dalle aspettative per il destino di questa area, fra le prime attenzioni di questo sindaco per il volto nuovo della città, la delusione non è stata poca.
Molte cose ci hanno lasciato a bocca aperta: dopo anni, ancora il passaggio di proprietà dell’area non è stato formalizzato, dice il sindaco per le infinite liturgie burocratiche.
Poi l’architetto che sceglie di farsi da parte, dopo aver consegnato il masterplan, senza ulteriori spiegazioni, dice solo il sindaco che si sono innestate polemiche che la progettista non ha inteso subire.
Naturale rallentamento della presentazione di questo masterplan sulle cui basi progettuali gli uffici ritengono di poter proseguire.
Si è creato nell’area, circa 15.000 mq, un nodo intermodale dei trasporti, una stazione bus collegata alla stazione ferroviaria e della metroferrovia, un sottopassaggio, affidato a RFI, che servirà per collegare l’area da via Scalo Merci a piazza del Popolo, una ricucitura fra parti della città che non hanno mai dialogato, sempre scollegate, poi tutta area a verde, con le strutture dell’ex deposito che saranno recuperate per un’area mercatale, ma non con questo progetto, per il quale si è dato fondo ai fondi.
Due progetti che camminano parallelamente, la stazione bus, affidata all’ing, Corallo e allo staff dell’ufficio tecnico, per l’area a verde si è scelto di affidare il progetto ad un agronomo, la dott.ssa Giardina.
Come vedremo appresso, riteniamo sarebbe stata indispensabile, stamattina, la presenza dell’assessore al trasporto pubblico, dell’assessore al verde pubblico, dell’assessore alla viabilità, per spiegare alcuni punti del progetto avvolti se non dalle nebbie da forte foschia, ma per ora quello che va forte è l’asse Cassì-Giuffrida che ha superato, nel borsino di giunta, anche quello Cassì-Licitra, con l’aggiunta della componente Arezzo.
Il sindaco ha specificato che si dovrà attendere per anni, a causa della burocrazia, per vedere gli effetti di queste idee progettuali che riflettono una idea di città, una visione complessiva per le quali l’amministrazione procede, nonostante tutto, spedita, grazie al supporto di un centinaio di milioni che piovono grazie all’emergenza economica determinata dalla pandemia.
L’assessore Giuffrida ha specificato le somme a disposizione, 4 milioni e mezzo, provenienti dal Bando delle Periferie, le somme ideate da Renzi, anche per il nostro territorio, grazie ai buoni uffici dell’on.le Dipasquale, che assommavano, in tutto a 18 milioni, destinati alla metroferrovia, poi dirottati, con il beneplacito ministeriale, sulle opere di connessione della stessa che viene ora pagata, invece, con 23 milioni, dalla Regione.
A questa somma di 4,5 milioni si aggiungono 620.880 euro dal Ministero destinati alla lotta ai cambiamenti climatici, l’area per questo viene trasformata, per ottenere nelle zone adiacenti un abbassamento delle temperature. Di quanto, non è stato specificato.
Solito azzardo di Giuffrida per i tempi di consegna dell’opera, per la quale serviranno 15 mesi, cioè avremo la stazione degli autobus e questo giardino ibleo 2021, nel 2023, nel mese di marzo.
Memorizzare questo particolare, archiviatelo nel telefonino, potrà servire.
L’ing. Alberghina si è soffermato sulla valenza urbanistiche delle scelte, sul collegamento di due aree della città prima distanti fra di loro, sullo spazio destinato ai bus, 1390 mq, dei quali 500 per servizi, 280 per la zona ristoro e 165 per spazi a disposizione delle autolinee, sulla strada di collegamento con via Archimede che sarà la via di ingresso e di uscita all’area per i bus e per il limitato traffico veicolare al servizio dei passeggeri.
Per tutto questo solo previsioni entusiastiche, anche in termini ambientali per la grande area a verde, nessun cenno ai livelli di inquinamento che porterà la stazione bus, nessun cenno alla viabilità su via Archimede, piazza villa Pax e via Di Vittorio, nessun cenno di interdire il traffico veicolare eliminando i parcheggi, obbligando a servirsi del parcheggio sotterraneo di piazza del Popolo.
Il particolare che più ci ha lasciati perplessi è che ogni bus, per uscire dallo stallo di sosta, nonostante la vastità delle aree a disposizione, deve andare in retromarcia, con tutto quello che ne consegue in termini di manovre e di sicurezza.
L’incontro con la stampa concluso dall’intervento della dott.ssa Giardina che si è soffermata sulla progettazione delle aree a verde e sulla scelta delle varie essenze arboree.
Una realizzazione che si potrà apprezzare solo ad opere completate, con la stazione dei bus operativa, le aree a verde e quelle destinate al ristoro disponibili, in attesa di capire le funzioni dell’area mercatale, in attesa del finanziamento necessario per renderla operativa.
Dimenticavamo, nessun cenno sui costi di manutenzione delle aree a verde, spesso punto debole di questa amministrazione per carenza di fondi, ma questa sono quisquilie.
Un giudizio, in sintesi, un enorme spreco di potenzialità per un’area che poteva avere ben altre destinazioni.
