Stato comatoso delle minoranze consiliari che più volte abbiamo evidenziato, opposizione al minimo, solo di facciata, e nemmeno, dopo 4 anni di tentativi a vuoto per infrangere il fortino dell’amministrazione Cassì, peraltro rivelatosi fortino solo per l’assenza di vera opposizione.
Viene fuori, in un contesto ormai definito di assenza materiale e di sostanza, un comunicato stampa del capogruppo del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli. senza alcun riferimento ai colleghi del gruppo se non nella firma che riporta la dicitura ‘Capogruppo consiliare Movimento Cinque Stelle’: se c’è un capo ci deve essere un gruppo, gruppo che, però, non si vede, o quasi, peraltro un gruppo fa riferimento ad un capo e il capo ad un leader, locale prima, regionale, dopo, nazionale in ultimo.
Il problema è che Firrincieli, come molti grillini della nouvelle vague, quelli della giacca, cravatta e auto blu, non sa ancora a che santo votarsi, se non fosse per la fortuna di avere figli già adolescenti, avrebbe difficoltà a scegliere il nome per il primogenito, Dino o Giancarlo, Beppe o Giuseppi.
Cosa ci racconta, oggi, Firrincieli per dare l’idea di fare opposizione a Cassì ?
“Sebbene non ci sia un riscontro generalizzato rispetto alle dichiarazioni fatte in aula dall’Amministrazione comunale, secondo cui dal 2018 al 2020 la Tari si sarebbe abbassata del 20%, ci chiediamo come non si sia riusciti a spuntare una percentuale di riduzione maggiore alla luce di tutte le condizioni favorevoli che si sono concretizzate da quando il servizio di raccolta differenziata ha preso il via”.
Nell’ultima seduta di consiglio comunale il capogruppo grillino avrebbe sottolineato: ”è di tutta evidenza come, rispetto agli anni precedenti, il peso di conferimento dell’indifferenziato sia diminuito di tonnellate e tutto ciò ha comportato costi minori in discarica.
Alla luce proprio del fatto che i costi sono notevolmente diminuiti e, anzi, grazie al riciclo di plastica, carta cartone, vetro, alluminio e ferro, si sono ottenuti ulteriori introiti, non si capisce perché la riduzione della Tari non sia risultata più consistente.
Queste somme risparmiate dovrebbero essere impiegate nella spesa corrente e quindi ribaltate sulla tariffa per comprimerla o abbassarla”.
“Tutto ciò – aggiunge Firrincieli – senza considerare le mille utenze domestiche e le 100 utenze non domestiche in più che, da quando sono stati potenziati i controlli, sono state indotte a registrarsi e a pagare il pregresso, risorse economiche che, secondo l’adagio pagare tutti per pagare meno, dovrebbe incidere in qualche modo sull’ammontare della tariffa.
Ecco perché pensiamo che si sarebbe potuto fare molto di più rispetto al presunto 20%”.
Un altro aspetto sollevato da Firrincieli è quello riguardante la tariffazione puntuale che, secondo contratto, avrebbe dovuto essere attiva già dal 2019.
“E, invece, ancora oggi – chiarisce il capogruppo pentastellato – c’è chi, pur essendo l’unico componente di un nucleo familiare, paga la Tari in base ai metraggi della propria abitazione, con cifre molto simili a quelle di famiglie di quattro persone che abitano in una casa delle stesse dimensioni.
Quindi, questa è una diseguaglianza che va verificata e che, secondo noi, deve essere annullata. E lo si sarebbe potuto fare proprio con quella tariffazione puntuale che ancora stenta ad essere attivata.
Ecco perché ho sollecitato l’Amministrazione comunale a un impegno maggiore su questi fronti visto e considerato che ci sono tutte le possibilità di fare pagare ancora meno la Tari alla cittadinanza ragusana”.
Tutto, alla fine, si risolve con una sollecitazione per l’amministrazione ad un impegno maggiore, tutto si finisce lì e Firrincieli continua fare salotto con il sindaco, con ottima dose di bon ton istituzionale, appreso forse anche da Conte.
Perché Firrincieli non si accerta con verifiche a campione se questa riduzione del 20%, che ritiene, peraltro presunta, è spalmata su tutta l’utenza, altrimenti di cosa stiamo parlando?
Perché Firrincilei non chiede, ormai dopo anni, analitici resoconti delle somme straordinarie pagate alla ditta Busso per servizi non previsti dal capitolato? e perché non chiede resoconti precisi, indipendentemente dai destinatari delle somme, sugli introiti determinati dallo smaltimento di plastica, alluminio, carta e cartone e vetro ?
Perché non chiede analitici resoconti dei costi di conferimento di umido e indifferenziato?
Perché non si sofferma sulla richiesta di chiarimenti sui motivi che impediscono di procedere alla tariffazione puntuale ? Si preoccupa, forse, che vengano fuori le numerose crepe del capitolato di un appalto voluto dai 5 Stelle del tempo?
Comprendiamo che una volta Firrincilei ha chiesto di conoscere le analitiche destinazioni della tassa di soggiorno e non hanno dato seguito alla sua richiesta ufficiale, senza che siano volate scrivanie in aria, ma le domandine succitate sarebbero semplici e in caso di mancata risposta si potrebbero fare affluire i 5 Stelle ragusani, se non quelli della provincia, sotto “i balconi” (come li chiama il Sindaco NdR) di Palazzo dell’Aquila, bloccando il Comune, se non tutto il centro storico fino all’arrivo delle risposte.
Sogni d’altri tempi!
I cittadini se ne fregano della sollecitazione per l’amministrazione ad un impegno maggiore, vogliono risposte.
