Consiglio comunale di Ragusa, si discute sul nulla, le criticità vere non sono degnate di attenzione

Ormai il cammino del civico consesso di Ragusa si avvia al termine della consiliatura, non sarà certo una assemblea cittadina che sarà ricordata nella storia di Palazzo dell’Aquila, opposizioni che si sono liquefatte, senza aver avuto bagliori degni di nota, maggioranza, espressione della lista del sindaco, esageratamente asservita alle indicazioni dell’amministrazione ma ridotta, comunque, al lumicino, con i numeri contati che si mantengono solo perché non ci sono altre alternative disponibili.
Ci sono elementi che non hanno il coraggio di rompere, ma la maggioranza reale, non quella numerica, è ben al disotto anche per determinare il numero legale in terzo appello.
Per dirla in parole povere, un ribaltone sarebbe possibile, ai 10 componenti delle opposizioni si potrebbero aggiungere dai due ai cinque elementi in uscita dalla maggioranza per un colpo di mano che potrebbe risvegliare la città.
Ma per fare di queste cose, occorrono personaggi qualificati politicamente e con gli attributi giusti non solo per abbaiare, molto spesso alle spalle, ma per mordere, anche delicatamente, sulla base del vecchio detto: “i muzzicuna nichi fanu i carni niviri” (i piccoli morsi provocano ematomi che si notano).
Così il sindaco Cassì e la sua amministrazione vanno avanti con le proprie scelte, sempre più autonome e insindacabili, chiusi nell’aureo palazzo, godendo della pioggia di finanziamenti erogati per la crisi pandemica e per quella economica, quasi tutti dedicati ad opere pubbliche che lasceranno irrisolti molti dei problemi della città, sviluppo economico, trasporto pubblico, urbanistica e piano regolatore, un vero progetto culturale, un rilancio del turismo, oltre alle criticità indirette determinate da collegamenti stradali e ferroviari da dimenticare, aeroporto di Comiso che non è funzionale alle esigenze del territorio, Camera di Commercio nel caos e altre problematiche sulle quali si preferisce non intervenire e, soprattutto, evitare di alzare la voce in ossequio al governo regionale a cui si è vicini.
A dare una scossa potrebbe essere il Consiglio Comunale, ma lo stato è vegetativo, l’ultima seduta è stata il quadro di una condizione che offende la politica.
Due i temi che sono stati affrontati con approcci opposti e che hanno dimostrato che si dibatte sul nulla, enfatizzando problemi inesistenti e tralasciando, maggioranza e minoranze, le vere emergenze.
Il fatto è che, come ammesso da qualcuno, tutti sono distratti dal futuro politico, si cercano alleanze per le prossime lezioni comunali, ci si interroga sui candidati per le regionali, ci si chiede se dalla torta uscirà un candidato in grado di impensierire il sindaco, qualcuno non sa nemmeno a quale famiglia appartiene e a quale santo votarsi.
In questo scenario, l’ultima seduta ha visto alla ribalta due argomenti: un innocuo debito fuori bilancio determinato da un decreto ingiuntivo della coop Pegaso, relativo ad una controversia per la pulizia e per la vigilanza dei bagni pubblici, intorno agli anni 2015/2016. La controversia è ancora in atto, il Comune ha presentato ricorso per l’ultima sentenza a sfavore, ma il giudice ha intimato di provvedere, intanto, al pagamento di quanto previsto dalla sentenza. Normali procedure di legge, materia per avvocati, compresa l’avvocatura comunale, che si muovono come meglio ritengono opportuno, secondo i tempi dettati dalla legge e dalla cronica lentezza del sistema giudiziario italiano.
Dibattito inscenato per nulla dalle minoranze che hanno premesso l’intenzione, in ogni caso, di non bocciare l’atto, ma un fiume di parole inutili, non tanto nel merito della questione e della sentenza ma sui ritardi nel pagamento di quanto imposto dal giudice che avrebbe comportato una lievitazione della somma finale dovuta, accresciuta da interessi e spese ulteriori.
Qualcuno è arrivato a chiedere se è stata la politica a imporre di non pagare subito quanto dovuto e di continuare l’azione legale, una chiara intromissione nell’agire dell’avvocatura comunale, dalla quale, in ogni caso, passano anche le eventuali decisioni politiche.
Ma di dirigenti e funzionari nessuno parla, si fa riferimento solo al pesante giudizio espresso dalla relazione dei revisori dei conti che hanno sottolineato “la mancanza di adeguata sufficiente istruttoria per evidenziare le modalità di insorgenza del debito, il gravissimo ritardo nella liquidazione dello stesso, nonché le questioni tecniche e giuridiche sottese allo stesso e che risultano idonei a generare responsabilità per funzionari e/o dirigenti comunali”
Le minoranze evitano però di pretendere di conoscere la genesi della controversia, chi ha deciso di non pagare le prestazioni alla cooperativa e per quali motivi, peraltro invadendo il campo di stretta competenza dell’avvocatura che ha resistito in giudizio.
Tutto per un atto da approvare comunque, come anche riconosciuto dalle minoranze.
Tutt’altro atteggiamento per un altro argomento importante sollevato, sulle condizioni dello stadio comunale: al netto dei rilievi sollevati, anche strumentalmente, dal consigliere 5 Stelle Firrincieli, che dopo anni di silenzio sull’impianto interviene in prossimità della possibile promozione della squadra di calcio locale, portando a conoscenza le condizioni dell’Aldo Campo per farsi notare dai tifosi, e vuole inoltre far sapere che i 5 Stelle hanno un pool di esperti per seguire le opportunità offerte dal PNRR che porgono all’amministrazione, resta la realtà di condizioni fatiscenti e al limite dell’inverosimile per uno dei più importanti impianti sportivi della città.
Le condizioni dell’impianto lasciano senza parole, le foto dei sedili e la tribuna ospiti che potrebbe essere adattata a pascolo per gli animali depongono per un irresponsabile disinteresse dell’amministrazione.
Ma poi, qualcuno dell’ufficio sport – in alcune foto si vedono i mezzi – passa ami dagli impianti?
A nessuno dei consiglieri comunali passa per la testa di chiedere chi sono e cosa fanno i responsabili di questi uffici, dal dirigente agli impiegati? Ci sono rifiuti, anche speciali come il serbatoio di eternit abbandonato, relitti di lavatrici (e queste sono di uso delle squadre), attrezzature sportive dismesse, rifiuti di ogni genere.
Si è sempre laudato il Sindaco come sportivo di eccellenza, abbiamo l’assessore ma senza portafoglio per intervenire autonomamente, abbiamo anche uno di quei collaboratori del sindaco buoni solo per l’incarico da riportare sul biglietto da visita, tutti la prendono con filosofia e nessuno ribatte.
Dichiarazioni all’unisono: “Conosciamo le condizioni, come in passato si interverrà, ma premettiamo che gli interventi non potranno essere massivi, si comincerà dalle pensiline esterne (per evitare che crollino sulla testa degli spettatori che entrano nello stadio NdR)” ma nulla si dice sull’erba dilagante, sui sedili indecenti, sui servizi che fanno pena.
Inutile dire che, per quanto attiene ai fondi del PNRR, si segue l’uscita dei vari bandi.
Ci sarebbe da sguazzare per le minoranze, anche qualche esponente della maggioranza potrebbe eccepire qualcosa per la mancata attenzione per l’impianto, ma tutto si esaurisce nell’intervento, breve, nello spazio dedicato alle comunicazioni, del consigliere Firrincilei e nella risposta di sindaco e assessore.
Nessuno interviene, contenti loro, contenti tutti.

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