Siamo ancora in attesa di capire come va finire con l’infopoint del GAL a Marina di Ragusa: piazzato dall’assessorato allo sviluppo economico, che si occupa di GAL, come un fungo selvatico, al centro di piazza Malta, era stato contestato per l’estetica ma, soprattutto, per l’apparizione improvvisa, senza che se ne fosse parlato né fosse stata condivisa l’iniziativa.
Dopo un avvio dei lavori improvviso e veloce, si lavorava anche nelle giornate di pioggia, improvvisamente si è tutto fermato, il sindaco ha tirato fuori, in un post, immagini di un nuovo progetto, si vocifera di fondi non più sufficienti, sta di fatto che è tutto fermo e, in linea con l’atteggiamento, di sempre, dell’assessore Licitra, nulla è dato sapere.
Si pensava che si trattasse di un ennesimo flop dell’assessore che non è nuova a iniziative discutibili e dal dubbio esito, considerato che il GAL aveva messo a segno l’apertura dell’infopoint di Modica e quella di infopoint, bookshop, caffè bistrot e negozio souvenir e prodotti tipici al Castello di Donnafugata.
Apprendiamo invece, oggi, da un articolo sul giornale online ‘iI domani ibleo’ di Modica, a firma della giornalista Maria Carmela Torchi, di inaspettate vicissitudini dell’infopoint di Modica.
Siamo ancora in attesa di capire come va finire con l’infopoint del GAL a Marina di Ragusa: piazzato dall’assessorato allo sviluppo economico, che si occupa di GAL, come un fungo selvatico, al centro di piazza Malta, era stato contestato per l’estetica ma, soprattutto, per l’apparizione improvvisa, senza che se ne fosse parlato né fosse stata condivisa l’iniziativa.
Dopo un avvio dei lavori improvviso e veloce, si lavorava anche nelle giornate di pioggia, improvvisamente si è tutto fermato, il sindaco ha tirato fuori, in un post, immagini di un nuovo progetto, si vocifera di fondi non più sufficienti, sta di fatto che è tutto fermo e, in linea con l’atteggiamento, di sempre, dell’assessore Licitra, nulla è dato sapere.
Si pensava che si trattasse di un ennesimo flop dell’assessore che non è nuova a iniziative discutibili e dal dubbio esito, considerato che il GAL aveva messo a segno l’apertura dell’infopoint di Modica e quella di infopoint, bookshop, caffè bistrot e negozio souvenir e prodotti tipici al Castello di Donnafugata.
Apprendiamo invece, oggi, da un articolo sul giornale online ‘iI domani ibleo’ di Modica, a firma della giornalista Maria Carmela Torchi, di inaspettate vicissitudini dell’infopoint di Modica.
Inaugurato in pompa magna, dal sindaco di Modica, Abbate, tre giorni prima delle sue dimissioni per partecipare alle elezioni regionali, la struttura nasceva sotto i migliori auspici, con deposito bagagli, servizi igienici per i turisti, area esterna ben curata.
A ridosso delle feste natalizie, inspiegabilmente, l’infopoint resta chiuso.
Qualcuno dice che manca il personale, sarebbe scaduto il contratto per la gestione (solo 5 mesi ? NdR), impensabile per una struttura aperta da poco, emergono perplessità sui criteri del bando, gestione a titolo gratuito con possibilità di vendita di materiale turistico e libri, souvenir, e anche di far pagare l’uso dei bagni.
Questi particolari portano la giornalista a porsi delle domande che, anche noi, in passato, abbiamo posto sulla gestione e sui costi di gestione del GAL.
Appare strano che, con gli ingenti fondi a disposizione, non ci sia spazio per pagare il personale necessario, per garantire sopravvivenza alle iniziative tanto decantate, con personale adeguato, con le competenze necessarie.
Gli interrogativi possono essere comuni per gli altri infopoint, addirittura per quello di Marina ci sono problemi per la realizzazione, impensabili fino ad ora.
Legittimo porsi delle domande che portano, poi, anche, a richieste di trasparenza per tutto quanto riguarda l’economia del GAL, compresi stipendi e compensi vari.
Per l’infopoint di Marina potevano uscire le solite favole sui ritardi nell’arrivo delle materie prime, dovuti alla guerra, sui ritardi delle forniture, come quelle tirate fuori per il City per coprire le responsabilità del Comune per l’apertura, ammesse dal sindaco Cassì.
La chiusura dell’infopoint di Modica, invece, porta alla ribalta problematiche sulle quali occorre fare massima chiarezza.
Inaugurato in pompa magna, dal sindaco di Modica, Abbate, tre giorni prima delle sue dimissioni per partecipare alle elezioni regionali, la struttura nasceva sotto i migliori auspici, con deposito bagagli, servizi igienici per i turisti, area esterna ben curata.
A ridosso delle feste natalizie, inspiegabilmente, l’infopoint resta chiuso.
Qualcuno dice che manca il personale, sarebbe scaduto il contratto per la gestione (solo 5 mesi ? NdR), impensabile per una struttura aperta da poco, emergono perplessità sui criteri del bando, gestione a titolo gratuito con possibilità di vendita di materiale turistico e libri, souvenir, e anche di far pagare l’uso dei bagni.
Questi particolari portano la giornalista a porsi delle domande che, anche noi, in passato, abbiamo posto sulla gestione e sui costi di gestione del GAL.
Appare strano che, con gli ingenti fondi a disposizione, non ci sia spazio per pagare il personale necessario, per garantire sopravvivenza alle iniziative tanto decantate, con personale adeguato, con le competenze necessarie.
Gli interrogativi possono essere comuni per gli altri infopoint, addirittura per quello di Marina ci sono problemi per la realizzazione, impensabili fino ad ora.
Legittimo porsi delle domande che portano, poi, anche, a richieste di trasparenza per tutto quanto riguarda l’economia del GAL, compresi stipendi e compensi vari.
Per l’infopoint di Marina potevano uscire le solite favole sui ritardi nell’arrivo delle materie prime, dovuti alla guerra, sui ritardi delle forniture, come quelle tirate fuori per il City per coprire le responsabilità del Comune per l’apertura, ammesse dal sindaco Cassì.
La chiusura dell’infopoint di Modica, invece, porta alla ribalta problematiche sulle quali occorre fare massima chiarezza.
