A pochi giorni dal suo insediamento, Cateno De Luca, Sindaco di Taormina, ha avuto un incontro con la soprintendente della Fondazione Taormina Arte, Ester Bonafede, per comunicare che non intende far sottostare la città e la Fondazione in particolare, alla gestione di Palermo e di Roma.
In tal senso si rifiuterà di assumere la carica di Presidente e di nominare un componente del CdA.
“Non è accettabile – ha detto – che Taormina continui a essere ospite in casa propria, come sindaco rivendico il ruolo di protagonismo che ci spetta”.
Pare che la Bonafede si sia detta disponibile a venire incontro alle richieste di De Luca, per modificare lo statuto.
Il sindaco non si è fermato a questo, pur apprezzando l’apertura della soprintendente ha aggiunto che al Comune di Taormina va riconosciuta una parte degli incassi per far fronte alla gestione e compensare i servizi per tutti gli eventi, “non intendo far pagare alla comunità i costi per l’ordine pubblico, la pulizia, il decoro mentre gli altri fanno affari sulle nostre spalle” avrebbe detto.
De Luca ha minacciato, ove non ascoltato, di inibire l’accesso alla strada che porta al teatro antico.
E ha deciso di non partecipare alla conferenza stampa di Schifani, a Palermo, per la presentazione del Cartellone di TaoArte.
Si deve anche dire che il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, partecipando a Palazzo d’Orléans alla conferenza stampa di presentazione del Taormina Film Fest e di Taormina Arte, alla presenza dell’assessore regionale al Turismo, Elvira Amata, della soprintendente Ester Bonafede e dai direttori artistici Beatrice Venezi e Barrett Wissman, non ha cenno alle pretese del sindaco di Taormina, né, pare ci sia stato un intervento, in tal senso, della Bonafede, per cui non resta che attendere l’esito della questione e se Cateno De Luca metterà in atto quanto minacciato.
In ogni caso, resta l’atteggiamento senza timori reverenziali nei confronti del Presidente della Regione, a cui De Luca ci ha abituato, sin dai tempi dell’emergenza pandemica, quando si era opposto, senza mezzi termini, alle decisioni di Musumeci.
Sarà interessante capire come andrà a finire, come sarà interessante capire come andrà a finire a Ragusa in ordine all’assessorato in quota De Luca nella giunta Cassì.
A 24 ore dalle indiscrezioni trapelate e non smentite dal diretto interessato, il coordinatore provinciale Saverio Buscemi, che era stato indicato da Cassì come suo assessore, in prima battuta, non ha fatto luce sull’improvvisa rinuncia che lascia l’amaro in bocca a quanti attendevano l’ ”opposizione costruttiva” promessa da Buscemi all’interno della giunta, atteggiamento annunciato nella conferenza stampa di presentazione della coalizione e che aveva lasciato presagire, conoscendo i metodi di De Luca, una stagione di spettacolo all’interno della variopinta giunta Cassì.
A questo punto, è importante capire le motivazioni per essere certi che non c’è alcun dissidio fra Cassì e la componente De Luca, serve sapere se si è incrinato qualcosa nel rapporto fra Cassì e la formazione politica.
Gli interrogativi sono acuiti dal mistero attorno al nome del possibile sostituto, dall’interno della lista viene fuori l’indiscrezione che la scelta sarebbe effettuata all’esterno, fra qualche simpatizzante di De Luca o fra qualche esponente della società civile, c’è chi si azzarda anche a fare fantapolitica e ritiene possibile una operazione sottobanco fra Cassì e De Luca per estromettere Buscemi al fine, cercato da Cassì, di poter nominare un altro assessore di sua scelta, naturalmente gradito a De Luca, se l’alleanza non si è incrinata.
In ogni caso, speriamo di non perdere la presenza di De Luca a Ragusa, del resto rimane il consigliere comunale Buscemi che, come ha fatto vedere in conferenza stampa, promette bene e garantisce un atteggiamento in aula, da componente di maggioranza, figurarsi da componente di opposizione, ben diversa dall’opposizione al borotalco degli ultimi anni.
