Il consigliere Bitetti resta ancorato ai principi della vecchia e sana politica, fatta di confronto e di democrazia

La bocciatura degli emendamenti al Bilancio del Comune di Ragusa, presentati dalle minoranze e rigettati dalla maggioranza, è considerata una sopraffazione dal consigliere di Fratelli d’Italia, Rocco Bitetti
Evidentemente, dopo la prima esperienza amministrativa, il consigliere Bitetti non ha seguito le faccende del Comune di Ragusa, dove, almeno dal 2013, anno della prima amministrazione grillina, non c’è mai stato spazio per gli emendamenti al bilancio delle minoranze, non concesso dalla maggioranza grillina e da quella del Cassì 1 che, addirittura, per il suo ultimo bilancio, riuscì a portare dalla sua parte qualcuno di quelli che poi sarebbero saliti sul carro del vincitore.
Di ‘lordure’ politiche se ne sono viste tante, strano che uno navigato come Bitetti si scandalizzi.
Addirittura, il consigliere parla della maggioranza che ha bocciato tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni, ma non si sofferma sull’anomalia che la valutazione andrebbe affidata solo ai componenti il consiglio, senza ingerenze degli amministratori che, invece, sono i primi, se non gli unici, a smontare le proposte delle minoranze.
Per quanto, si deve dire che trattandosi, comunque, di procedure del tutto regolari, c’è poco da eccepire: del resto, se il consigliere Bitetti guarda all’atteggiamento del governo Meloni nei confronti delle minoranze, non è che lo spettacolo sia tanto diverso.
Anche la considerazione che Cassì sarebbe stato votato dal 63% del 50% di elettori che è andato a votare, non regge, perché le leggi italiane sono contorte ma chiare e, soprattutto, la legge elettorale parla chiaro e i partiti non vogliono mai risolvere le incongruenze, spesso palesi.
Senza dire che gli emendamenti del dr. Bitetti si prestavano, per le motivazioni che sono state espresse in aula, a valutazioni che potevano non condividere, legittimamente, le proposte.

Nel contesto dei commenti agli esiti della seduta di bilancio, per restare in campo Fratelli d’Italia, va registrata anche la posizione del segretario cittadino del partito.
Lo stesso, che poche settimane prima esultava per l’approvazione dell’atto di indirizzo, fatto presentare dal rappresentante in consiglio comunale, per la riqualificazione delle piazze più trascurate della città.
In quell’occasione, in antitesi con l’attuale posizione del dott. Bitetti, il segretario cittadino apprezzava che l’atto fosse stato condiviso e firmato da tutti i capigruppo e votato all’unanimità
Del tutto apprezzabile l’iniziativa che però, in fase di approvazione, si è lasciata sfuggire la procedura tramite concorso di idee, derubricata dal vicesindaco, assessore ai lavori pubblici al semplice ascolto delle istanze della gente.
Concorso di idee significa mettere a bando la progettazione e premiare l’idea più bella, innovativa, e lasciare al progettista la realizzazione, ma Giuffrida non intende perdere il controllo totale sul suo settore, e questa sarebbe stata una tipica argomentazione di opposizione. Ma l’opposizione non esiste.
Il segretario cittadino di Fratelli d’Italia concludeva la prima nota fiducioso dell’avvio, in tempi ragionevoli, della riqualificazione delle piazze Solferino e Lupis, vantando la qualità del lavoro di Fratelli d’Italia che cerca di produrre in Consiglio atti utili per la comunità, ironizzando sulla inesistente attività del gruppo di maggioranza che, intenta solo a mantenersi prono al sindaco, non riesce a produrre significativamente per qualità e quantità.

Dopo la mancata approvazione degli emendamenti di Fratelli d’Italia, cambia l’atteggiamento del segretario cittadino di Fratelli d’Italia che, in una nota, si lascia andare a esternazioni che necessitano di una attenta analisi.
“Dialogo e disponibilità sono solo parole di circostanza – scrive il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia – proposte semplici ma d’impatto”.
Poi aggiunge: “E’ incomprensibile che chi ha vinto, da un lato ci chieda disponibilità a fornire il nostro contributo in termini di idee e dall’altro ci osteggi completamente. Che modo di fare politica è questo qua? Bene ha fatto il nostro consigliere, Rocco Bitetti, a denunciare in aula l’accaduto.”
La conclusone, non ancora, evidentemente, compresa dal coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, è che di questa amministrazione c’è poco o nulla da fidarsi: “Continueremo a svolgere il nostro ruolo di opposizione evidenziando tutto ciò che non va e muovendoci per mettere in luce tutte le anomalie che riscontreremo, proponendo, al contempo, un modello alternativo nella gestione della città che esula da certi atteggiamenti politici approssimativi e poco chiari che non fanno parte della nostra storia e della nostra cultura”.

Per essere precisi, dalla dichiarazione di voto del consigliere Bitetti, si chiarisce che la disponibilità non è stata chiesta dal sindaco e dall’amministrazione ma è stata, casomai offerta, ancorché non ci sia seguito a questa disponibilità.
È importante la distinzione è ed è grave che un coordinatore cittadino possa equivocare in tal senso, inducendo anche in errore chi legge i comunicati, evidentemente compilati con grande superficialità, salvo che non venga dimostrato quando e dove il sindaco avrebbe chiesto disponibilità a Fratelli d’Italia.
Nel suo intervento per la dichiarazione di voto il consigliere Bitetti ha stigmatizzato il “siamo disponibili” dell’amministrazione senza consequenziale atteggiamento, come si è potuto constatare per gli emendamenti al bilancio. Ha invitato, pertanto, gli amministratori ad evitare queste sdolcinature a cui, pure credeva.
Bitetti si è mostrato deluso per il severo atteggiamento nei confronti delle minoranze e ha avvertito i vincitori delle elezioni che il vento potrebbe cambiare.
Servirebbe un minimo di umanità, di disponibilità, di condivisione, c’è solo il massimo della pietà nel suggerire di trasformare gli emendamenti in atti di indirizzo, ma Bitetti rivendica il non essere dei poveracci, dice che non è certo piacevole stare in aula in queste condizioni.
Se ci è consentito, questo è solo il risultato dell’opposizione morbida, gentile, moderata, elegante.

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