Ribadiamo, e siamo sempre più convinti del valore del silenzio, della misura, soprattutto di non affidare a sprovveduti comunicati e dichiarazioni che possono risultare provocatori.
Quando Cassì e il suo cerchio magico si punzecchiavano con il consigliere Bennardo e il sindaco tuonava che non ne voleva più sapere del terzo eletto del consiglio comunale, quando in maggioranza, dopo avere eletto la consigliera Caruso vicepresidente del consiglio, e si sa che per queste decisioni c’era il consenso di tutti, si permetteva a qualche vecchia cariatide della politica locale di aggredire una signora, in aula, per futili motivi e per appartenenze non provate, o quando si è giocato sfogliando la margherita per decidere se dovesse presiedere una seduta, quando si arriva a dichiarare in aula che un manipolo di novizi balordi, politicamente parlando, decide che la vicepresidente del consiglio non deve presiedere sedute, quando si arriva a emarginare un ‘signore’ come il consigliere Zagami, sempre permettendo a qualcuno di aggredirlo verbalmente o per iscritto, è chiaro che qualcuno ha perso non solo la bussola politica ma anche la testa.
A questo punto, se non i protagonisti, le persone vicine, gli alleati, gli amici, i collaboratori più stretti dovrebbero solo consigliare calma e, soprattutto silenzio.
Ci immaginiamo quale sarebbe stata la sorpresa dei dissidenti nel vedersi ignorati.
Invece, interventi in consiglio comunale, comunicati e, ora, anche repliche .ai panni sporchi che, inevitabilmente, vengono fuori.
Oggi, addirittura si esprime, per alcune dichiarazioni della consigliera Caruso anche il Direttivo di Partecipiamo, vogliamo sperare che l’assessore Iacono non ne avesse saputo nulla di questa iniziativa, meno che mai che abbia autorizzato la stesura di un documento che cerca di salvare il salvabile dalla rottura del tubo della fognatura.
Ricordiamo, brevemente, le dichiarazioni della consigliera Caruso, in aula, per la sua uscita dal gruppo di maggioranza, e le successive rilasciate in una intervista: senza scendere nei particolari che abbiamo già commentato in un nostro precedente articolo, è venuto fuori che, nella coalizione a sostegno del sindaco, c’erano, non tanto abilmente mascherati, anche i partiti che Cassì gridava di non volere accanto, come elemento distintivo della sua politica.
In pratica una colossale presa in giro dell’elettorato, da parte del candidato sindaco, dei suoi sodali e di tutti gli alleati. Chi più, chi meno, accoglieva nelle proprie liste appartenenti a partiti che si presentavano all’elettorato come civici.
La Caruso aggiunge di essere stata, dal marzo 2023, all’interno della coalizione a sostegno di Cassì, come chiara espressione dell’on.le Ignazio Abbate, pur non essendo, al tempo, tesserata per il partito dell’onorevole modicano, pezzo grosso della DC siciliana di Totò Cuffaro.
Sottolineature anche inutili, perché l’avversione della coalizione per la cuffariana, era solo di facciata, come l’avversione per Fratelli d’Italia con i cui esponenti si sta vicino in aula consiliare, conoscendo anche i buoni rapporti del deputato regionale di destra con sindaco e vicesindaco.
Bennardo, Caruso, Zagami, menti giovani, innocenti, pulite, non affidabili in quanto ad allineamento, requisito essenziale degli alleati di Cassì, dare spazio a qualcuno di loro, significava mettersi una mina sotto il cuscino, non poter dormire sonni tranquilli, oltre a turbare gli equilibri precari in giunta e in maggioranza.
In questo clima da guerra fredda, nella campagna elettorale, per accordi la cui natura non è ancora del tutto chiara, ma che in questa occasione sono, di fondo confermati, al netto di altri ingressi di partiti dalla porta di servizio, c’è una sorta di strategia che avrebbe utilizzato, quindi anche con la consapevolezza di Giovanni Iacono leader di Partecipiamo, 8 candidati di Partecipiamo, 8 dell’area Cassì, 8 dell’area Mario D’Asta/Abbate per comporre una lista con la benedizione dell’on.le Abbate.
Per differenziare le appartenenze, veniva stipulato un accordo elettorale, una sorta di confederazione fra Partecipiamo e Ragusa Futura di Mario D’Asta, prima in accordo con Terra Madre di Giovanni Gurrieri, poi condotto da Abbate alla nuova meta per incomprensioni frattanto sorte fra Gurrieri e D’Asta.
D’Asta, come pure Gurrieri, aveva seguito la campagna elettorale di Abbate per le regionali ma non lo aveva voluto seguire nel partito anche per restare con le mani libere per un ingresso nella coalizione di civici per Cassì. Per dare una idea della strana situazione, si può fare una similitudine con i tanti fedelissimi dell’on.le Dipasquale, ciecamente dalla parte di Nello ma lontanissimi dal prendere la tessera PD, si può guardare a Ragusa Futura come una sorta di nuovo Territorio.
Che l’accordo fosse di tipo elettorale viene fuori subito, per esempio per la scelta del capogruppo di Partecipiamo Ragusa Futura, quest’ultima formazione, forte di tre eletti, pretende e ottiene la carica. Per il resto abbastanza distanti, pur nell’assoluta fedeltà a Cassì.
Anche la consigliera Caruso, nel primo anno di mandato, sembra dimenticare dove abitava da piccola, alla lista civica preferisce i quartieri alti della politica, anche se sottolinea come, nelle sue discordie con sindaco, presidente del Consiglio, e maggioranza, le siano mancate tutela e difesa dei suoi referenti politici che riconosce nei leader di Partecipiamo Ragusa Futura.
In pratica, è tutto chiuso in una di quelle antiche scatole portagioie dove stanno i segreti degli accordi fra Cassì, Abbate, Giovanni Iacono e D’Asta che nessuno, fino ad ora, è disposto a svelarci.
Oggi la nota del Direttivo di Partecipiamo che ci racconta come la consigliera Caruso sia stata inserita nella lista ‘Partecipiamo’ come espressione di ‘Ragusa futura’ che ne aveva condiviso i principi fondativi.
Come il DC di Ustica, la Caruso, dopo l’elezione a vicepresidente del consiglio comunale, scompare dai radar di Partecipiamo, di certo però, almeno in aula, Giovanni Iacono la vedeva.
Il direttivo di Partecipiamo si chiede perché, se era ‘espressione’ di un partito ed un partito molto “potente” in Sicilia, un partito rappresentato da altrettanto potenti politici, perché non fare la lista del partito e candidarsi nella lista del partito? Perché candidarsi in una lista civica?
Ma perché non lo hanno chiesto, possibilmente, allo stesso Abbate, prima della campagna elettorale, o allo stesso candidato sindaco?
Poi, polemicamente, si contesta alla consigliera Caruso che avrebbe goduto di elementi influenti per il risultato, senza averlo mai ammesso, in pratica da Partecipiamo fanno una analisi del voto per dimostrare il reale valore assoluto dell’eletta, favorita solo, come altri, dalla strategia dell’abbinamento di genere, voti che sommandosi alterano il reale risultato individuale.
Partecipiamo conclude, sputando sul piatto dove ha mangiato: prima tutti accolti per impinguare il bottino di voti, in verità senza molte certezze all’inizio, in termini numerici, tanto da raccogliere candidati fra le file dei consiglieri di Cassì, poi la conclusione che i voti individuali della Caruso, quelli reali, sarebbero fortemente dimezzati e se poi, come abbiamo letto dalle dichiarazioni, si era anche ‘espressione’ di qualcuno, il calcolo “personale”, rischia, di assottigliarsi ulteriormente.
Poi la conclusione che si considera sempre valida la scelta di ‘Partecipiamo’ di aprire le liste a persone esterne all’associazione per offrire a diversi giovani di fare esperienza in politica, una sorta di giustificazione delle complesse mosse preelettorali, e dopo il bastone, la carota, “bisogna continuare in maniera determinata, unita e in sinergia con la compagine Assessoriale e Consiliare nell’impegno verso la nostra Comunità per la realizzazione del folto programma amministrativo del Sindaco Cassì ed auguriamo alla Consigliera Caruso di svolgere l’attività politica con la nostra stessa dedizione, guardano oltre il proprio interesse personale, per il perseguimento dell’interesse generale.
In questa ‘direzione’, ci troveremo dalla stessa parte.”
In pratica, se la Caruso dovesse decidere di lasciare la Dc, ci sarà sempre una porta aperta: “Sta casa aspetta te”
