Il consiglio comunale fa emergere, a ogni seduta, l’inadeguatezza della classe politica della città, appena dopo 17 mesi dall’insediamento delle varie componenti
Se non ci fosse stata l’emergenza COVID, con tutta l’alluvione di fondi che sono arrivati in città, ci ritroveremmo se non in un cimitero, di certo in una residenza per anziani, che più o meno allegramente, attendono il giorno del trapasso.
Apatia totale degli amministratori, apatia colpevole dei consiglieri comunali di tutte le forze politiche, ci si sofferma sempre sui soliti argomenti, la piscina, Iblea Acque, l’aumento di una tariffa, argomenti che interessano poco la gente ma fanno scalpore solo per quello si dicono, in aula e nei comunicati, le parti contrapposte
Ma il fiume scorre lentamente, dietro gli esponenti politici, amministratori e consiglieri, non ci sono voci dei partiti che possono influenzare la politica: non mettono naso Fratelli d’Italia e Partito Democratico, meno che mai partiti che non sono rappresentati ufficialmente nel civico consesso o fra la giunta, i 5 Stelle non esistono come struttura politica, cosiddetti di opposizione elementi validi come Bennardo o Mauro che parlano, però, a titolo personale, alle spalle non hanno copertura politica attiva, per il resto ci sono una serie di espressioni di movimenti civici senza storia e senza spina dorsale, accomodati sul carro del vincitore che non solo li trasporta ma gli fornisce anche adeguata indennità mensile, per qualcuno senza lavoro fonte essenziale di sostentamento.
In questo scenario irreale, tutto scorre lentamente e senza intoppi: tre punti all’Ordine del Giorno, ordinaria amministrazione che, guarda caso, trovano l’approvazione unanime dei presenti, comprese le minoranze che, pur emergendo qualche limite agli atti, sembrano vergognarsi di non votare favorevolmente, salvo qualcuno che, per pudore, esce fuori dall’aula.
Il nuovo Regolamento dei Servizi educativi comunali zero-tre anni, l’Istituzione di un Osservatorio socioeconomico del Comune di Ragusa, passano senza colpo ferire, all’unanimità.
Il terzo punto non è nemmeno da sottoporre all’approvazione del civico consesso, la relazione 2023 dell’unico esperto del sindaco.
Formalità che consentono una buona distribuzione di gettoni di presenza, fra commissioni e consiglio comunale, con una spesa totale per l’ente non indifferente,, il tutto per esitare il nulla.
Se per i primi due punti non ci sarebbe stato molto da eccepire, considerati anche i numeri della maggioranza che, per quanto risicata, ne avrebbe assicurato il passaggio in aula, ben altro tipo di interventi avrebbe potuto attirare la relazione dell’esperto che riguardava ben tre settori consistenti, per fondi impegnati e per valenza intrinseca, cultura, eventi e turismo.
Non vogliamo assolutamente entrare nel merito delle relazioni, dal momento che si andrebbe allo scontro, anche personale, con l’esperto, stante la patologica allergia, non tanto dell’esperto quanto del sindaco e dell’amministrazione ad ogni tipo di critica o di rilievo.
Peraltro, sarebbe una lotta contro le mosche, perché le relazioni si riferiscono, giocoforza, per il 2023, ai soli sei mesi successivi alle elezioni di giugno e assumono valenza zero considerato che sono state portate in consiglio a dicembre dell’anno successivo. Praticamente inutili, superate ampiamente da quello che si sarebbe voluto fare e si è fatto per il 2024, tempo in cui, peraltro, per il turismo, c’è un altro esperto.
Argomenti di grande importanza per la città, per i fondi impegnati, per l’utilizzo della tassa di soggiorno, per le strategie culturali, per quelle turistiche, per le ingenti somme destinate agli eventi.
Nessuno ha pensato, forse, nemmeno di leggere le relazioni. Nessuno ha abbracciato l’argomento, tantomeno qualcuno si è disturbato a parlarne in consiglio, di pensare che avesse potuto intervenire qualche esponente della maggioranza, nemmeno a pensarci, per quanto, negli anni, di ‘esperti’, di ‘soloni’ nelle materie, ce ne sono stati a iosa, ora tutti inquadrati e allineati alla maggioranza, fulgido esempio di tutela della comunità e del bene comune.
Se proprio non si fossero voluti contestare le relazioni, si sarebbe potuto eccepire qualcosa sulla presentazione del sindaco, nella sua qualità di detentore delle deleghe relative.
Per esempio, dalle relazioni, emerge nella sua interezza l’assoluta assenza di risultati e obiettivi riferibili ai 5 anni precedenti, una barzelletta la continuità amministrativa predicata in campagna elettorale, nemmeno per il settore cultura per il quale l’esperto aveva rivestito, nel quinquennio precedente, il ruolo di assessore.
Peraltro, nessun cenno al programma elettorale, solo sfiorato per alcuni aspetti, quello che più impressiona è che, alla fine del 2024, poco è cambiato, ce lo confermeranno le relazioni successive.
Ribadiamo di non voler entrare nel merito della relazione, ma qualcuno abilitato a farlo per mandato elettorale avrebbe potuto eccepire qualcosa, un esperto deve specificare quali obiettivi ha avuto assegnati e cosa ha fatto, se non per raggiungerli, per avviare i processi dedicati.
Per buona parte si è trattato di una raccolta dati e di un monitoraggio dei siti, che avrebbe potuto fare, anzi avrebbe dovuto fare, da tempo, qualche funzionario.
Si è parlato sempre di progetto culturale, ora ampollosamente definito piano regolatore della cultura, ma non c’è nulla.
Resta una commistione enorme, che si può definire confusione fra cultura ed eventi, fra eventi e turismo, fra turismo e cultura, con intrecci che si vorrebbero definire ma dei quali sono sconosciuti gli effetti e i riscontri.
Anche il sindaco si è profuso in un monitoraggio dei siti, proponendo come siti di interesse culturale, in quanto siti museali, il centro culturale di via Matteotti, il teatro tenda, l’auditorium della Scuola dello Sport, addirittura le botteghe di via del Mercato, siti dove si può fare cultura ma non siti culturali, la cultura si può fare anche alla rotonda di via Roma o a quella del lungomare Andrea Doria.
Avere le strutture, e Ragusa ne ha tantissime, non è progetto culturale che, infatti, nonostante le tante strutture non è riuscito mai a decollare, almeno dal 2018.
Che nessuno dei consiglieri comunali abbia potuto eccepire nulla sull’utilizzo della Tassa di Soggiorno, dalla quale, peraltro, deriva buona parte dell’oltre mezzo milione di euro che se va in eventi, è la cartina al tornasole di come si fa politica in città.
