Abbiamo temporeggiato per sincerarci dell’ultimo comunicato stampa della vicepresidente del Consiglio comunale, Rossana Caruso, sulla sospensione del servizio autobotti a Ragusa.
Ci abbiamo voluto vedere chiaro e abbiamo cercato di avere le carte e, approfittando del rientro pomeridiano siamo riusciti ad avere quelle giuste.
Un teatrino a tutti gli effetti, Il Comune virtuoso, famoso per la progettualità, per i conti in ordine, per le luci di Natale sistemate a fine ottobre, il Comune dei consiglieri di maggioranza che si pavoneggiano per cose futili o tutte da verificare, non può disporre di 100.000 euro per un servizio essenziale quale il trasporto di acqua potabile con autobotti.
L’emergenza è portata alla luce dalla consigliera Rossana Caruso: “Dopo avere richiesto informazioni in merito al servizio autobotti destinato alle contrade cittadine non servite da condotta idrica, servizio di competenza del Comune di Ragusa e non di Iblea Acque, la consigliera Rossana Caruso ha ottenuto riscontri sulle motivazioni che, di fatto, hanno determinato la sospensione del servizio autobotti.
“Risulta, infatti, che lo scorso 26 settembre il settore comunale competente ha richiesto fondi per l’avvio di una nuova gara d’appalto – si legge nella nota ricevuta – in particolare sono state chieste somme pari a 100mila euro. Poiché a tale richiesta non è stato dato alcun seguito, di fatto il servizio è stato sospeso l’11 novembre scorso. Dalla nota si evince che al momento non è prevista alcuna assegnazione per il nuovo servizio e che nessuna azione è stata intrapresa a causa della mancanza di risorse necessarie”.
“Alla luce delle risposte ottenute dal settore competente del Comune – prosegue la consigliera Caruso nella sua nota – sollecito l’amministrazione a intervenire per trovare una soluzione, con particolare riferimento alle risorse economiche necessarie, che potranno risultare utili a rimpinguare il relativo capitolo e a far ripartire il servizio.
Tuttavia, considerando i tempi tecnici richiesti, temo che possano trascorrere ancora numerosi mesi. Per questa ragione, invito la giunta municipale a individuare una soluzione d’emergenza che possa garantire le risposte dovute ai cittadini in breve tempo.
Soltanto così avremo l’opportunità di assicurare un servizio essenziale che non può essere sospeso dall’oggi al domani per carenza di fondi, a maggior ragione se si fa riferimento a un Comune che afferma di avere tutti i conti in ordine”.
A questo punto, oltre a rimediare all’emergenza occorre identificare le responsabilità, presumibilmente dell’assessorato ai lavori pubblici, di cui fa parte il settore IV – Servizio 2 – Manutenzione viabilità, Illuminazione, Reti acque bianche, Servizio autobotti, Arredo urbano.
Anche l’assessore alle contrade dovrebbe essere compulsato per una emergenza così grave.
Dal 26 settembre nessuna risposta alla richiesta dei fondi necessari, capitolo in esaurimento e impossibilità di avviare la nuova gara di appalto per il servizio che viene sospeso, non avendo ricevuto nessun riscontro.
In relazione alla richiesta della consigliera Caruso di conoscere quali azioni fossero state intraprese per garantire l’approvvigionamento idrico ai residenti delle contrade interessate, ai quali è stato comunicato che non si sa quando il servizio potrà essere ripristinato, si risponde, candidamente, “Nessuna azione è stata messa in atto, considerata la mancanza di risorse necessarie.
A questo punto, serietà e dignità imporrebbero al sindaco di chiedere la testa dei responsabili, politicamente e amministrativamente parlando, fosse anche quella del vicesindaco o dell’assessore alle contrade, o dei dirigenti responsabili della grave disorganizzazione.
Altrimenti, non ci venga a parlare il sindaco di città virtuosa, per non trasformare il teatrino in farsa, attendiamo conseguenti prese di posizione da tutti i consiglieri comunali, compresi gli allineati di maggioranza e ci attendiamo precise azioni da parte dei consiglieri di minoranza che si professano, tutti, a difesa e a tutela dei cittadini.
Un caso che andrà approfondito, di pari passo con quello non ancora del tutto chiarito del servizio di espurgo dei pozzi neri, sul quale, a proposito della questione relativa all’aumento delle tariffe, stanno emergendo molti aspetti “strani” rispetto agli aventi diritto al servizio, al numero di svuotamento dei pozzetti nell’anno, alle condizioni di esenzione e di riduzione della tariffa, tutte cose che stanno meritando appositi approfondimenti e che porteranno, di sicuro, a scoprire un “pozzo nerissimo” per i tanti aspetti poco chiari.
