Il Comune di Ragusa ormai ridotto ad un disagiato che ha bisogno di assistenza economica

Abbiamo avuto il pudore di non chiudere l’anno 2024 con l’ultima nota di biasimo per l’attuale amministrazione del Comune di Ragusa, peraltro sconvolti dal deludente servizio RAI della mattinata su Ibla, apriamo l’anno con una notizia che, pensiamo, sarà la prima di una lista sulla quale vorremmo stendere un velo pietoso.
Da tempo siamo, ormai, abituati ai metodi, alle strategie e alle abitudini del sindaco Cassì e della sua amministrazione per la gestione della città.
In tema di interventi manutentivi si avverte quanto mai il disagio provocato da scelte unilaterali, non condivise, c’è la tattica dell’attesa, della personale valutazione su quali sono gli interventi urgenti e quali quelli per i quali si può aspettare.
È così in ogni settore, dalle rovine dei marciapiedi dissestati dalle radici degli alberi alle ringhiere e alle inferriate non solo arrugginite ma, addirittura, mancanti di alcune parti, dalle manutenzioni nelle scuole a quelle negli impianti sportivi, la lista è lunga e potremmo continuare a lungo: al Comune di Ragusa non si vuole riconoscere, spesso, l’intervento di urgenza, addebitando alla momentanea, non sempre, mancanza di fondi.
Abbiamo anche ampiamente capito che a nulla valgono le sollecitazioni degli assessori, come accade per il verde pubblico, per il decoro, per gli impianti sportivi, per gli interventi di prima necessità nelle scuole, per le contrade, per le primarie esigenze dei centri storici e dello sviluppo economico.
I soldi ci sono sempre, o comunque si trovano subito, per esperti, non sempre, peraltro, con i titoli richiesti dalla legge, per progetti come quello di Ragusa 2043 (40.000 euro per il primo step del nulla assoluto NdR), per eventi e spettacolini, per assistenza ai vari centri commerciali naturali, e per tante altre amenità.
Ma quanto accaduto nelle ultime ore del 2024 ha dell’incredibile: ci era capitato di assistere ad una delle ultime partite della Passalacqua Ragusa, al PalaMinardi, e, complice la nostra vista ornai non perfetta, bestemmiavamo in quattro lingue per non riuscire a leggere i tabelloni elettronici che riportavano tempi e punteggio. Eravamo solo distratti dal seguire la partita, in una pausa ci siamo accorti che erano assi più numerose le lampadine, i led, spenti che quelli funzionanti, peraltro mancavano anche i nomi degli atleti in campo, in sintesi i cartelloni elettronici avevano bisogno di una revisione.
Non sappiamo, a questo punto, quali sono i termini dell’accordo fra comune, proprietario dell’impianto e società affidataria dell’impianto, pensiamo che i cartelloni siano di pertinenza del proprietario, anche se così non fosse si dovrebbe stare attenti a che l’impianto venga mantenuto nella sua perfetta efficienza per il decoro della città.
Al PalaMinardi si avvicendano tante squadre del nord e presentare simili spettacoli non è normale, peraltro ci siamo accertati che c’erano state delle interlocuzioni fra società e il Comune aveva provveduto a richiedere preventivi. Quindi, si può presumere, trattasi di incombenza del Comune.
Ma si aspettavano tempi migliori.
Capita però, ancora i particolari sono non del tutto definiti, che i dirigenti della società interloquiscono con il Direttore Generale del Libero Consorzio dei Comuni di Ragusa e in 24 ore è deliberato l’acquisto di due nuovi impianti elettronici, denominati schermi 4×2, in pratica due nuovi tabelloni elettronici.
Da profani, ci siamo chiesti, e abbiamo chiesto, in virtù di quali normative il Libero Consorzio può operare a vantaggio di beni di terzi, ma la nostra mente è stata sgombrata da ogni dubbio, facendo anche riferimento alla più corposa opera assistenziale per il parcheggio interrato di Ibla.
In pratica, il Comune virtuoso, con i conti a posto, con un buon avanzo di amministrazione, che assiste, fino ad ora, con 11 milioni, la società per l’idrico integrato, non ha 50.000 euro per acquistare due tabelloni elettronici, due schermi per il PalaMinardi.
Vorremmo solo capire chi ha speso i soldi per l’impianto omologo del PalaPadua e se ci sono, per caso, preferenze fra i due impianti per le specialità praticate, cosa che non vorremmo confermata anche perché al PalaMinardi si gioca la serie A e al PalaPadua si gioca la serie B, peraltro con risultati non esaltanti.

Al Direttore Generale del Libero Consorzio, che avrà agito di concerto e in piena condivisione con la Commissaria Valenti, è sembrato opportuno che la squadra che rappresenta la nostra provincia avesse avuto dei cartelloni decenti, funzionanti.
Grazie alle normative, relativamente recenti, la Provincia ha un’attività sussidiaria nei confronti dei comuni,ovvero li aiuta a superare le difficoltà. Ciò consente, come fatto, finora, con le variazioni di bilancio, ad operare a tutti i livelli anche su beni di terzi, c’è un apposito un capitolo che si intitola ‘manutenzioni straordinarie su beni di terzi’.

Tutto ciò premesso, ci sia consentito fare alcune valutazioni sul tipo di esercizio di un’attività politica estrema o estremista come quella della giunta Cassì, che non solo non è di aiuto alla città perchè non risolve molti problemi, ma, al contrario, diventa ostacolo allo sviluppo della città stessa.
I problemi non vengono risolti se non rientrano in un contesto strettamente connesso ai loro disegni primari,
Nelle loro strategie, soprattutto in materia di manutenzioni o di investimenti, sicuramente quelle di favorire questo genere di attività non lo sono. E si può dire che le motivazioni siano assolutamente chiare, precise ed emergono da sole. E sui può dire anche che andrà sempre peggio.
Più ci avviciniamo alla fine del mandato e più ne vedremo delle belle, con un sindaco impegnato, solo ed esclusivamente, a fare campagna elettorale per sè stesso e ad allontanare tutte le azioni che non lo vedono protagonista, penalizzando pertanto l’interesse pubblico reale che quello che le cose si facciano indipendentemente dal protagonismo politico.
È dimostrato che il migliore esercizio, ovvero la cosa migliore che riesce a fare la giunta Cassi, è quello di approvare bilanci, chiudendosi a riccio, restando completamente impermeabili alle istanze di terzi, seppure consiglieri comunali, ma non afferenti al ristretto cerchio che accompagna il sindaco Cassi in questa perenne campagna elettorale
E’ questo un vero problema per la città, perché la pone in uno stato di isolamento istituzionale, in quanto pregiudica qualunque forma di azione politica di collaborazione, di sussidio, di istanza, la pregiudica in quanto non promana dal ristrettissimo cerchio che accompagna Cassi in questa avventura, per molti anche insperata.
Cassi che prometteva di stare fuori dai partiti in quanto li riteneva gusci vuoti, oggi è disposto a vanificare l’interesse pubblico a favore della sua città, pur di avere un momento di protagonismo per sè stesso, che lo collochi in una favorevole posizione di candidato all’interno di un partito, un partito qualsiasi, uno di quelli che prima ostacolava
Per fare questo, non solo non intravede alcuna possibilità di aprirsi a questi partiti che ora invece anela per candidarsi al loro interno, ma al contrario ne fa una questione politica, cercando di allontanare sempre di più chi già milita in questi partiti, in quanto ne vuole prendere il posto.
Alla Regione, in Provincia, in tutte le istituzioni democratiche, si fa a gara per ampliare la condivisione e la partecipazione ad importanti strumenti di programmazione che debbono riguardare i rappresentanti di tutto la collettività e non solo la maggioranza
A Ragusa, invece, Cassi si si chiude, respingendo ogni forma di partecipazione, di condivisione, in quanto ritiene essere unico portatore di interessi pubblici e questo, di tutta evidenza, non è così.
Ragusa è condannata a costruire un deserto arido da un punto di vista istituzionale, animato solo da finti protagonisti ascrivibili alla ristrettissima cerchia di quelli che, quantomeno in questo particolare momento storico, si dicono sostenitori del nostro sindaco, nonché candidati ad una poltrona.

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