In quanto a cultura e beni culturali c’è chi sta peggio di noi

Se nel capoluogo si sente la mancanza di un progetto culturale, di politiche adeguate alla valorizzazione e la comprensione dei beni culturali, in provincia c’è chi sta peggio di noi.
Nella vicina e importante città di Modica, centro dove sicuramente la cultura ha messo radici da secoli, patria di importanti uomini di cultura, centro che aspira a rivestire una centralità nel panorama regionale, non tralasciando l’atavica aspirazione al ruolo di capoluogo, si ha notizia dell’incredibile, sono venute alla luce inestimabili opere d’arte, sette tele di fine settecento.
E, a darne notizia, è l’autorevole voce della punta emergente della politica cittadina, l’on.le Ignazio Abbate, deputato regionale della democrazia Cristiana di Totò Cuffaro, attualmente Presidente della I Commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana.
A Modica non mancano certo reperti importanti, un patrimonio architettonico non indifferente e un discreto bacino di opere d’arte, non ci sono veri e propri capolavori come a Ragusa, o a Ispica o a Scicli, ma non sono mancati, nel tempo, uomini e politici che hanno saputo vendere bene quello che era a disposizione, in termini di progetto culturale e di promozione del territorio.

Oggi, veniamo a sapere che Modica si poteva permettere, come ci dice l’on.le Abbate, di considerare “immondizia” destinata all’indifferenziata uno scatolone, dimenticato in una stanzetta della canonica della Chiesa del Carmine a Modica, dove erano contenute sette tele di fine ‘700.
Certo non si può andare a sindacare a casa di altri, si tratta di beni della Chiesa, della Curia, oggi i prelati sono più indaffarati con l’accoglienza dei migranti, ognuno è libero, a casa propria, di fare pulizia delle cose vecchie, ma, in un luogo sacro che, come da noi soprattutto, contiene opera d’arte spesso insospettabili, ci dovrebbe essere più attenzione appunto a fare pulizia e a mettere ordine nelle cose di casa.
Grazie all’instancabile lavoro dell’on,le Abbate, soprattutto a favore della sua città, queste tele sono state poste all’attenzione e segnalata alla Soprintendenza, tanto che sono passati quattro anni dal ritrovamento a oggi.
Con stupore, nonostante ci sia la Soprintendenza di mezzo, pare che queste tele siano già passate nelle mani di una restauratrice che, grazie al finanziamento regionale, sollecitato dall’on.le Abbate, riporterà le opere, per quanto possibile, all’antico splendore.
Parole di entusiasmo del parlamentare modicano che considera straordinario il ritrovamento di opere d’arte dal valore inestimabile che rischiavano di scomparire per sempre. “Opere che risalgono al 1795 di autore ancora sconosciuto ma delle quali si conoscono i nomi dei committenti. Lo stato di conservazione è diverso, alcune sono più rovinate altre più integre. Tutte verranno lavorate dalla restauratrice modicana Gaetana Ascenzo che allestirà un open space nella chiesa di San Paolo dove chiunque potrà andare ed osservare il suo lavoro. Contiamo di averle pronte per l’inizio dell’estate. Una volta riportate all’antico splendore verranno esposte in maniera non permanente all’intero della Chiesa del Carmine.”

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